Il giocatore – Fedor Dostoevskij


Il lockdown è ormai in vigore da più di un mese e mezzo, nonostante questo, la quotidianità sembra essere ancora una meta lontana. Nel tentativo di occupare le interminabili giornate da topo d’appartamento, ho piacevolmente riscoperto la bellezza di dedicare qualche ora alla lettura di un buon libro, una passione che purtroppo, a causa dei ritmi sempre più serrati cui la società moderna ci obbliga, si ha meno occasione di coltivare. Curiosando nella libreria, mi sono imbattuto casualmente in numerosi classici che non avevo nemmeno idea di avere in casa, da qui la decisione di leggere opere che rappresentano alcuni dei pilastri portanti della nostra cultura occidentale. Il libro di cui voglio parlarvi oggi è Il giocatore di Fëdor Dostoevskij, in merito al quale è importate fornire alcune informazioni preliminari.

– Introduzione

Scritto in soli ventisei giorni nell’ottobre del 1866, Il giocatore narra la passione incondizionata di Aleksej Ivànovic per il gioco d’azzardo. Il romanzo è autobiografico, in quanto il protagonista non è che lo stesso Dostoevskij, assuefatto a tal punto dal “giuoco” da scordarsi la data ultima per la consegna di un manoscritto, fissata al 1° Novembre 1866, in caso contrario, il suo editore-usuraio avrebbe ottenuto i diritti di tutte le sue opere precedenti, e di quelle non ancora pubblicate. Da qui l’idea di scrivere un romanzo sulla sua malattia, sul suo vizio peggiore, che lo costrinse ad una vita fatta di fughe dai creditori, di amori nati solo grazie al denaro vinto, di crisi nervose e psicologiche.

– Trama

Alter ego di Dostoevskij è il protagonista del romanzo, Aleksej, un giovane russo che lavora al servizio del Generale, un nobile pieno di debiti nei confronti del francese De Grieux e in procinto di sposarsi con M.lle Blanche. Il Generale e sua nipote Polina alloggiano in un albergo lussuoso a Rulettemberg, una città tedesca famosa in tutta Europa per le sue sale da gioco, in attesa dell’eredità della zia settantacinquenne ormai sul letto di morte. La zia, chiamata affettuosamente dal protagonista batjuska, ossia nonnina in italiano, non solo non muore, ma si presenta sulla sua sedia a rotelle a Rulettemberg, furiosa per il comportamento irrispettoso dei suoi familiari. In seguito ad un diverbio familiare, chiede al protagonista di accompagnarla alle famose sale da gioco, dove decide di puntare per distrarsi. In una sola giornata riesce a vincere un capitale incredibile, ma il gioco ha ormai preso possesso della sua mente. Il giorno dopo decide di tornare alle sale, perdendo non solo tutto ciò che aveva guadagnato, ma anche il suo intero capitale nobiliare. A questo punto, la situazione precipita, De Grieux spinge il Generale ad ipotecare la maggior parte delle sue proprietà e M.lle Blanche lo abbandona, poiché interessata solo al denaro. Il protagonista, dopo aver visto la nonna giocare, viene a sua volta travolto nel vortice del gioco e decide di giocare tutto ciò che possiede, vincendo a tal punto da essere sbattuto fuori dal casinò. Informata della strepitosa vincita e ingolosita dall’opportunità di approfittarne, M.lle Blanche propone ad Aleksej di seguirla a Parigi, dove ella sperpererà tutto il suo patrimonio. Tornato povero, il protagonista fa ritorno a Rulettemberg un’ultima volta, ma la dea bendata non gioca a suo favore.

Roulette
Classica roulette descritta nel romanzo

– Temi

Il gioco d’azzardo è senza alcun dubbio il protagonista centrale del romanzo. Aleksej, così come la nonna, ne sono dipendenti. Il giovane russo, in modo particolare, è consapevole dell’effetto calamita che il gioco esercita su lui, ma è troppo debole per smettere. Il problema della dipendenza da gioco d’azzardo è ancora tremendamente attuale, tanto che l’incidenza di ludopatia, il disturbo psicologico connesso al gioco, affligge circa il 3% della popolazione italiana stando ai dati per l’anno 2018.

L’inettitudine, la tendenza all’autodistruzione e l’opportunismo sfrenato sono altri due temi centrali del romanzo, direttamente collegati al gioco d’azzardo, e sono ben rappresentate attraverso sono le figure di Polina e M.lle Blanche. La prima è una donna meschina che, ben consapevole dell’amore cieco del protagonista nei suoi confronti, è disposta a tutto pur di metterlo in imbarazzo per il proprio piacere; mentre la seconda si interessa ad Aleksej solo quando egli vince al gioco una considerevole somma di denaro.

– Commento personale

Il giocatore, nonostante sia una delle opere minori di Dostoevskij, resta un capolavoro della moderna letteratura europea, complice anche un linguaggio semplice e diretto. La capacità di Dostoevskij di far comprendere al lettore la dipendenza dal gioco, attraverso gli occhi del protagonista, è impressionante. Passando dall’ansia divorante nell’attesa del risultato sulla roulette, alla preoccupazione di perdere tutto, all’estasi della vincita e al desiderio di puntare di nuovo, Dostoevskij coinvolge completamente il fruitore e, se da un lato rischia di spingerlo a provare realmente quelle medesime emozioni, dall’altro lo mette in guardia dalle loro devastanti conseguenze. Leggere per credere!

Matteo Rigiroli 5F

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