Didattica ai tempi del Covid-19


Agli utenti di ATBlogJob e a tutti i lettori,

Salve a tutti, sono Michele Summa, attuale presidente del comitato studentesco e dell’assemblea nel liceo scientifico statale Arturo Tosi di Busto Arsizio.

In questo periodo, la società italiana e mondiale sta affrontando un periodo molto difficile. Tuttavia, questo articolo (più una lettera che ho voluto scrivere a chi sta lottando per resistere a situazioni così complicate) non vi racconterà dei disastri che il Covid-19 sta causando.

Ormai, notizie tragiche a riguardo si trovano ovunque e, spesso, non fanno altro che demotivare chi ancora combatte contro il nemico invisibile.

È un dato di fatto, ogni settore economico e politico, in questi mesi, si deve adattare al contesto come meglio può.

Per quanto poco possa fare un giovane della mia età, voglio soffermarmi sull’altro lato della stessa medaglia. Anche il settore dell’istruzione, in tutti i suoi gradi, ha incassato un duro colpo basso da questa brutta sorpresa che in Europa abbiamo ricevuto per primi.

Spero vi possa confortare che, anche in questo, non ci siamo fermati. Ministri e dirigenti di tutta Italia hanno trovato in tempi brevi alcune soluzioni che, fino a qualche mese fa, non ci saremmo aspettati di dover adottare. Lasciate che vi racconti come il mio liceo ha reagito.

In primis, è bene ricordare che Classeviva, la piattaforma che il nostro istituto di norma utilizza per la registrazione di voti e comunicazioni ha attivato degli spazi dedicati alla didattica digitale con numerose funzioni utili e indispensabili. Attraverso il “live forum”, infatti, è possibile comunicare via chat con professori e compagni, interagendo con domande e risposte sugli argomenti di studio trattati. Questa prima soluzione non è da sottovalutare, infatti permette la condivisione di file e dispense con esercizi, soluzioni e indicazioni operative. Anche il calendario “planner” risulta molto utile per la didattica a distanza. Questo permette, infatti, di organizzare la distribuzione delle diverse materie nel tempo, un po’ come veniva fatto con l’orario per le lezioni in classe.

In un secondo momento, la Dirigente ha autorizzato i docenti all’utilizzo di svariate piattaforme per lo svolgimento di videolezioni in diretta. Una comunicazione autentica, soprattutto verbale, è molto importante perché l’apprendimento possa proseguire senza problemi.

Di certo, ogni docente si è attivato con creatività per trovare soluzioni diversificate e adatte a ogni studente. Molti professori, ad esempio, stanno anche utilizzando la preziosa disponibilità di esercizi forniti da grandi case editrici per lo smart learning.

Ovviamente, la nostra Dirigente si è anche preoccupata di non trascurare chi, tra gli studenti, potrebbe avere difficoltà di utilizzo per la mancanza di connessione a internet o device, incaricando i docenti di segnalare studenti che non diano segni di presenza nei vari collegamenti.

Pensando a tutte queste soluzioni, ad oggi attive e funzionanti, mi verrebbe soltanto da ringraziare (ovviamente, a distanza) tutti i professori, la Dirigente e i collaboratori che, pure in questo momento di difficoltà, si stanno mettendo in gioco perché la didattica non si fermi.

Da presidente, sento anche di dover incoraggiare i miei colleghi affinché non demordano (anche io ho fatto molta fatica ad adeguarmi al cambiamento). Sono sicuro che, con un po’ di forza di volontà, vinceremo anche questa guerra.

“È questa l’istruzione del futuro?” No! Questa è l’istruzione di oggi.

 

Il presidente,

11/04/30

                                                                                                                 Summa Michele

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