Violenza Sulle Donne, Colpa e Responsabilità


Violenza sulle donne: la responsabilità è sempre ed unicamente del carnefice o la vittima avrebbe potuto far qualcosa per evitare quanto successo? Questo è il dilemma che ha portato due ragazze del liceo scientifico A. Tosi di Busto Arsizio ad un acceso dibattito per far valere la propria tesi nel corso di un’interessante lezione tenuta da Roberto Della Torre, Docente di Storia del cinema italiano presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il 25 novembre dell’anno appena trascorso, nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Il professore, relatore e moderatore della lezione-dibattito intitolata “La rappresentazione della violenza sulle donne : un avvio alla decodificazione del messaggio cinematografico”, ha guidato la discussione in modo da far raggiungere una conclusione effettiva al discorso, sorto nel corso di un’interessante analisi iconografica di manifesti di film più o meno recenti grazie ai quali è stato possibile notare visivamente quanto dimostrato dal docente: l’immagine della donna, anche nel cinema italiano, è sempre stata utilizzata come oggetto di sottomissione da parte della figura maschile, in una logica “machista” che prevede un ruolo d’inferiorità della donna rispetto all’uomo. Inoltre, Della Torre ha richiamato l’attenzione degli alunni attraverso ironici confronti con la realtà attuale con esemplificazioni relative all’evoluzione del linguaggio iconografico cinematografico in conformità con l’evolversi della mentalità italiana e internazionale.

Data la presenza di un esperto del settore è stato utile poter imparare come guardare un film in modo consapevole, scoprendo gli eventuali messaggi che il regista vuole comunicare in modo non del tutto esplicito o diretto.

In una seconda parte della mattinata, agli alunni partecipanti, divisi in gruppi, è stato proposto di scrivere la breve scaletta di un cortometraggio che, al termine dell’attività, avrebbero dovuto esporre di fronte a tutti. I 6 gruppi hanno quindi esposto le loro storie che, in alcuni casi, erano basate su esperienze (indirette) vere.

Verso la fine della giornata, è stata data agli alunni la possibilità di commentare quanto sentito e di esprimere le proprie opinioni.

Si cita il prodotto del gruppo di Enrico Forte, che ha avuto l’idea di esprimere in poche parole cosa sia la violenza sulle donne, coinvolgendo gli ascoltatori in modo molto efficace, in grado di far pensare. Il plot (riassunto di una scaletta del cortometraggio) del gruppo ebbe la particolarità di sfruttare “il non essere per dimostrare l’essere”: in poche parole, Enrico ha raccontato di uno strano episodio dove fu la donna ad aver violentato l’uomo in seguito ad una giornata stressante. Non appena il pubblico ha accennato ad un sorriso, l’oratore ha approfittato del momento per spiegare il motivo per cui un racconto così serio avesse potuto rimandare a qualcosa di ironico: «poiché nel mondo odierno è inusuale e strano scovare eventi come quelli citati e ciò ci collega ad uno stereotipo fisso quale può essere quello della debolezza fisica della donna».

La mattinata si è conclusa con un carico applauso, che ha dimostrato quanto gli studenti siano stati soddisfatti della lezione-dibattito sia per la modalità di coinvolgimento diretto e richiesta di condivisione di elaborati e pareri, sia perché hanno potuto diventare più consapevoli delle varie forme in cui la violenza si può mostrare.

Michele Summa 3°F Liceo Arturo Tosi

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