Croazia on the road


IL MIO PERCORSO

Chi abita nel centro-sud dell’Italia ha a disposizione numerosi traghetti che attraversano l’Adriatico, mentre per chi, come me, parte dal nord Italia il mezzo migliore per raggiungere Zagabria è l’auto. Sconsiglio vivamente l’aereo in quanto non esiste un collegamento diretto con la Croazia ed è quindi d’obbligo fare almeno uno scalo, inoltre sarebbe necessario noleggiare un mezzo per essere logisticamente indipendenti.

 

Durante il tragitto in macchina mi sono fermato a Postumia e visitare le famose e stupende grotte omonime, fra le più estese d’Europa; con la guida ho seguito un percorso di circa 4 km su un trenino e successivamente 1 km a piedi (link grotte Postumia). Altermine della visita alle grotte, a seconda del tipo di biglietto acquistato, si può entrare nel vivaio, dove è possibile osservare la fauna tipica delle grotte; in seguito si può prendere una navetta che in poco più di 20 minuti vi porterà al castello di Predjama, particolare per il fatto di essere letteralmente costruito a ridosso della montagna, sfruttando le naturali cavità carsiche.

Proseguendo l’itinerario verso Zagabria si incontra un’altra grande città, nella quale vale la pena spendere un paio di giorni: Lubiana, capitale della Slovenia. Qui si può visitare il castello di Lubiana che domina su tutto il territorio, rilassarsi nell’immenso parco Tivoli o passeggiare nella zona vicino al fiume dove si possono osservare numerosi edifici costruiti secondo lo stile dell’Art Nouveau o del Barocco.

 

Se ci si sposta di qualche chilometro si può passare una divertente giornata al lago di Bled, il cui paesaggio circostante avvolge in un’atmosfera fiabesca.

Lago di Bled

Da Lubiana si può proseguire poi lungo l’unica autostrada che porta a Zagabria; importante è ricordare che per percorrere le autostrade in Slovenia, evitando multe salate, bisogna comprare un bollino che ha validità variabile, da un minimo di una settimana ad un massimo di un anno intero (acquistabile negli Autogrill prossimi al confine italiano), mentre in Croazia ci sono i caselli come in Italia;  in Croazia, inoltre,  non è in vigore l’euro, ma lungo il confine con la Slovenia si trovano molti cambia valute.

 

ZAGABRIA, UN PO’ DI STORIA…

L’area di Zagabria è stata abitata sin dal Neolitico. All’epoca romana risalgono le vestigia di Andautonia. La storia moderna della città inizia però solo dall’XI secolo, quando nel 1094 il re d’Ungheria Ladislao eresse una sede vescovile sulla collina di Kaptol. Sulla vicina collina di Gradec si sviluppò, nel contempo, un’altra comunità, indipendente dal vescovo. I due insediamenti soffrirono l’invasione dei Mongoli del 1242. Quando il pericolo mongolo ebbe termine, Gradec fu resa una città regia, ossia non soggetta a signorie feudali, per attirarvi artigiani forestieri.

Durante il XIV secolo e quello successivo, Gradec e Kaptol cercarono costantemente di danneggiarsi a vicenda. Durante queste lunghe dispute, la città vescovile poteva scomunicare Gradec, che rispondeva incendiando la rivale. I due centri collaboravano solo per motivi commerciali, come le tre grandi fiere, della durata di due settimane, che si svolgevano nel corso dell’anno. Gradec e Kaptol divennero un’unica città, Zagabria, all’inizio del XVII secolo. Insieme costituiscono ora il centro culturale della capitale croata, mentre il polo cittadino degli affari e del commercio si è spostato più a sud. Dalla sede vescovile di Kaptol ha avuto origine l’odierno Arcivescovato di Zagabria. La cattedrale, dedicata a Santo Stefano d’Ungheria, conserva importanti resti artistici. Durante il XVII e il XVIII secolo Zagabria subì gravi danni causati da un incendio e dalla peste. Nel 1621 Zagabria fu scelta come sede dei viceré di Croazia, mentre nel 1776 come quella del governo e successivamente vi fu trasferita anche quella del comando generale.

La prima metà del XX secolo vide una grande espansione della città: dopo la guerra i quartieri della classe lavoratrice furono costruiti tra la linea ferroviaria e il fiume Sava, mentre i quartieri residenziali alle pendici meridionali della montagna detta Medvenica. La popolazione crebbe del 70% negli anni venti, la più grande crescita demografica nella storia di Zagabria.

Durante gli anni della seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1945, Zagabria fu la capitale dello Stato Indipendente di Croazia, il cui leader comandava allo stesso tempo i croati ultra-nazionalisti, detti Ustascia, che promossero la pulizia etnica dello Stato contro i serbi, gli ebrei e i rom.

Al termine della seconda guerra mondiale Zagabria entrò nella RFS di Jugoslavia, divenendo la capitale della Repubblica Socialista di Croazia.

Dopo la guerra si registrò un’altra grande fase di crescita urbanistica. La costruzione verso sud portò alla creazione di Novi Zagreb, mentre con l’espansione verso est ed ovest si incorporarono i sobborghi di Dubrava, Podsused, Jarun, Blato ed altri settori. L’aeroporto internazionale venne costruito nel 1962, mentre a sud-est venne creato un grande centro industriale.

Zagabria rimase all’interno della Jugoslavia fino al 1991, quando Franjo Tuđman dichiarò l’indipendenza della Croazia. La guerra che seguì tra le truppe indipendentiste e la JNA non portò gravi danni alla città.

Nel 1995 gli accordi di pace portarono all’indipendenza della Croazia e Zagabria divenne la sua capitale.

 

ZAGABRIA IN UN GIORNO

Zagabria si può quindi suddividere in due parti: la città vecchia e quella nuova.

Poichè la parte nuova si è sviluppata con l’incremento della popolazione del secolo scorso, le principali attrazioni turistiche risiedono nella parte vecchia.

Passando dall’enorme piazza Ban Josip Jelačić sono giunto alla Cattedrale di Zagabria, costruita a partire dalla metà del XIII secolo sulle rovine di quella precedente; fu danneggiata gravemente dal terremoto del 1880 e da allora è in restauro secondo lo stile architettonico del neogotico; per questo è possibile vedere da vicino capitelli, guglie e altri elementi architettonici originali o quelli nuovi in attesa di essere posizionati. È possibile visitarla all’interno e fare il giro all’esterno, dove è anche presente un pannello riportante la storia della Croazia.

Attraversando il Dolac Market, mercato dove sono vendute una grande varietà di frutta, verdura, fiori e oggetti artigianali, mi sono diretto alla chiesa di S. Marco. La chiesa di S. Marco era la parrocchia principale della città vecchia, prima che venisse eretta la cattedrale; fu costruita all’inizio del XIII secolo in stile romanico ma con i successivi restauri è stata portata allo stile del tardo gotico. Particolare è il tetto: è composto da tegole colorate e vi sono riportati gli stemmi di Zagabria e degli Asburgo (all’epoca della costruzione la Croazia era sotto dominio asburgico).

Chiesa di S. Marco

 

Per la pausa pranzo, anche lo stomaco ha bisogno di attenzione, consiglio d’ inoltrarsi in una via interamente dedicata ai ristoranti e bar, dove si può trovare un’ampia gamma di possibilità a seconda dei gusti personali e delle preferenze: una semplice insalata in un ristorante greco, un cibo un po’ più elaborato e inusuale in un ristorante indiano, non mancano ristoranti in cui si può assaggiare qualcosa di tipico della tradizione croata oppure gli immancabili fast-food per i cittadini del mondo globale, che si accontentano di un panino o un hamburger.

Dopo pranzo consiglio di dirigersi verso  la  Lotrščak Tower, da dove, anche senza salire, si può godere di una vista fantastica su tutta la città nuova.

Prima di ritornare verso il mio alloggio ho camminato un po’ senza una meta precisa, incappando in edifici dalla forma particolare o in alcuni dei numerosi murales di cui la città è tappezzata.

Nella parte bassa della città mi sono soffermato nella zona della stazione: sono entrato nel giardino botanico, contenente centinaia di specie vegetali europee e non solo, in seguito mi sono soffermato davanti al Teatro Nazionale, all’Archivio di Stato e all’Art Pavillion, oggi museo ma originariamente costruito come sede di grandi esibizioni.

Ovviamente ognuno può scegliere cosa visitare, io per ragioni di tempo non sono entrato in alcun museo, ma da questo punto di vista Zagabria è veramente ricca: sono presenti vari musei, da quelli tradizionali, come i numerosissimi musei d’arte (coontemporanea e antica), di storia croata o della scienza e della tecnica; alcuni sono davvero  stravaganti, poichè  dedicati a temi davvero inusulai quali la tortura, le illusioni o le relazioni d’amore interrotte.

Lasciata Zagabria alle spalle ho iniziato il percorso di ritorno, non meno intenso di quello di andata: sono partito al mattino all’alba, diretto verso il parco naturale dei laghi di Plitvice; è necessario arrivare presto perché la coda per prendere i biglietti è interminabile; è possibile scegliere il tipo di percorso in base a quanto si è disposti a camminare, io ho seguito il programma “H” (link Laghi Plitvice) che vi permetterà di godervi questa magnifica opera della natura per buona parte della giornata.

Le cascate di Plitvice hanno un ruolo di primo piano nella storia della Croazia. Proprio da qui, nel marzo del 1991, ebbe inizio la sanguinosa guerra civile che portò all’indipendenza del paese. I serbi presero il controllo degli uffici amministrativi del parco e lo mantennero fino a guerra ultimata, saccheggiando l’intera regione di Plitvice e trasformando gli alberghi del parco in caserme. Il parco divenne letteralmente scenario di guerra e, a causa sia delle rappresaglie che del diboscamento per ottenere legname, ne uscì completamente devastato.

A guerra finita si procedette alla riqualificazione dell’area, che lo riportò allo splendore iniziale e nuovamente accessibile ai turisti.

Dopo una giornata estenuante, ma piena di meraviglia, mi sono rimesso in viaggio verso la mia ultima tappa: Cirquenizza, dove mi sono concesso qualche giorno di totale relax in spiaggia.

Come tutte le cose anche questa vacanza era destinata a finire, ma vi propongo un’ultima sosta durante il rientro in Italia: il castello di Miramare a Trieste; qui, senza necessariamente pagare il biglietto per entrare, potete godere di un’ottima vista: da questo splendido castello in stile neomedievale si vede il mare e la suggestiva costa triestina ed è anchepossibile passeggiare nel vasto giardino in cui sono presenti una grande varietà di piante non europee.

Castello di Miramare

ALLOGGIO

Dato che sia le grotte di Postumia sia i laghi di Plitvice sono visitabili in un giorno, gli unici posti in cui ho affittato un appartamento per dormire sono stati Lubiana, Zagabria e Cirquenizza. In tutti e tre i casi gli appartamenti erano situati alla periferia della città, ben tenuti e  devo dire che erano anche puliti secondo lo standard qualitivo italiano, abbastanza confortevoli e i proprietari gentilissimi e disponibili sia nel consigliare cosa visitare sia per altre evenienze.

PLITVICE – CLIMA

Non c’è un periodo migliore per visitare questo posto, semplicemente ogni stagione porta cambiamenti significativi che rendono questo luogo non meno suggestivo: in primavera le cascate sono ricche d’acqua, in estate vi è una vegetazione molto rigogliosa ma ci sono anche molti turisti, in autunno si può apprezzare la molteplicità dei colori delle foglie, mentre in inverno sarebbe meraviglioso vedere questi laghi parzialmente ghiacciati.

ZAGABRIA – CLIMA

A Zagabria inverni piuttosto freddi, umidi e nevosi si alternano a estati calde e secche.
Gennaio è il mese più freddo dell’anno, con la minima che scende sotto zero fino a raggiungere i -5° C; l’autunno è spesso piovoso, Luglio è il mese più caldo dell’anno, con 27° C di media, mentre giugno, è il mese più umido con maggiori precipitazioni. Il periodo migliore è quindi quello da maggio a settembre, in cui il clima è più gradevole e permette di godersi appieno la città.

Gennaio -4°/3° 11
Febbraio -3°/6° 10
Marzo 1°/11° 11
Aprile 5°/16° 13
Maggio 9°/21° 13
Giugno 13°/25° 14
Luglio 14°/27° 11
Agosto 14°/26° 10
Settembre 10°/22° 10
Ottobre 6°/16° 10
Novembre 2°/9° 12
Dicembre -2°/4° 12

Tabella riportante temperature e giorni di pioggia

 

SPECIALITÀ CULINARIE

La vicinanza di paesi come l’Austria, la Grecia e l’Italia, nel tempo hanno influenzato la tradizione culinaria della Croazia: dalla cucina italiana derivano alcuni risotti, mentre dall’Europa centro-occidentale soprattutto i piatti di carne.

Tuttavia non voglio elencare i vari piatti croati, io ho assaggiato i tipici ćevapčići e la carne di maiale, che risulta molto gustosa e morbida, forse anche grazie al fatto che spesso negli allevamenti i maiali non vengono alimentati con mangimi a base di farine, ma “come una volta”…

Giacomo Giani

Previous Quando la magia diventa realtà
Next A tavola con "Il Gattopardo"

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *