AJAX: IL MIRACOLO


Nonostante l’uscita di scena dalla Champions League in modo spettacolare, con un Tottenham che ha tolto il sogno all’ultimo secondo, “i lancieri di Ten Hag” hanno lasciato un segno indelebile nella storia recente del calcio, per la loro capacità di proporre un gioco fuori dagli schemi, innovativo e atteso da tempo; il pensiero è quello di attaccare l’area avversaria con più giocatori possibili per creare superiorità numerica, un modello a cui le squadre italiane sono lontane anni luce; la prova l’abbiamo avuta con l’uscita dalla Champions ai quarti di finale della Juventus, una della favorite per la vittoria finale, proprio contro l’Ajax : i bianconeri sono stati infatti surclassati sul piano del gioco. Eppure in estate la squadra olandese perderà quasi certamente i suoi talenti migliori e dovrà reinventarsi.
La stagione 2018-19 verrà sempre ricordata per l’Ajax di Erik Ten Hag. Quasi impossibile trovare precedenti simili nella storia del calcio: ci troviamo davanti ad una squadra formata da talenti cresciuti in casa, che gioca un calcio nuovo e spettacolare, e che, soprattutto, è destinata a terminare il suo brevissimo ciclo già quest’anno. Perché di Ajax forti c’è ne saranno molti altri, su questo non ci piove, ma con altri interpreti e con un’ altra filosofia di gioco. La prossima estate i lancieri perderanno con ogni probabilità i loro giocatori simbolo, da De Ligt (classe 1999) a De Jong (classe 1997) passando per Van De Beek (classe 1997), e dovranno necessariamente reinventarsi. Nel mondo del calcio la frase “squadra che vince non si cambia” ha riscontrato sempre numerosi successi, ma nel caso di quest’Ajax la frase sarà ceratmente: “squadra che vince perde i suoi pezzi pregiati”.
Questa squadra può essere considerata come una delle migliori squadre olandesi della storia, può sembrare una dichiarazione esagerata, ma per come si era presentata, per come è andata avanti e per come è finita questa stagione dei lancieri, non si può che applaudirli perché hanno portato una ventata di novità attesa da anni. La squadra di Ten Hag, con un budget quasi incomparabile rispetto ai top club europei, ha disputato una Champions da applausi, arrivando in modo super meritato in semifinale. Ha tenuto testa al Bayern Monaco nella fase a gironi, ha umiliato il Real Madrid campione in carica al Bernabeu e ha fatto fuori la Juventus ai quarti di finale , giocando il secondo tempo della sfida di ritorno, a Torino, con un’intensità e una qualità che Ronaldo e compagni non si potranno mai dimenticare: quella sconfitta assomiglia molto a una lezione di calcio . Non è esagerata perché, quando si parla di squadre come queste, il risultato finale conta, conta sempre, ma relativamente: ricordiamoci che l’Olanda degli anni Settanta non alzó nessun trofeo, eppure ancora adesso viene ricordata per il modo rivoluzionario con cui interpretó il calcio. Fatte le dovute proporzioni, l’Ajax 2019 ha avuto l’enorme merito di farci vedere un calcio diverso come successe 50 anni fa.
L’ultimo punto su cui soffermarsi è il triplete (vittoria del campionato, della coppa nazionale e della champions). I ragazzi di Amsterdam ci sono andati davvero a un passo, perché la coppa nazionale l’anno già vinta, riportando un trofeo che in bacheca mancava da 5 anni. Il campionato è a un passo, mancano due giornate, hanno due punti di vantaggio sul PSV Eindovhen e una differenza rete maggiore. La ciliegina sulla torta sarebbe stata centrare la finale di champions, che manca ai lancieri da 23 anni, ma il dio del calcio ha voluto così e non si può fare niente.
Quest’ Ajax è storia! Chapeau a Ten Hag!
La speranza è che gli allenatori italiani quest’estate facciano guardare e riguardare i video di questa squadra ai loro giocatori. Le farebbe solo bene.

Matteo Porta e Marco Mariani, IV F

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