Open Day liceo Tosi: una giornata nella Scienza


È sempre emozionante per noi studenti essere i protagonisti della giornata dell’open day, che quest’anno si è svolto Il giorno 2 dicembre 2017. Gli alunni di terza media del territorio di Busto Arsizio e non solo, interessati alla visita dell’istituto, hanno avuto l’opportunità di partecipare a diversi laboratori per decidere se l’anno prossimo saranno i futuri primini.
L’open day si è svolto in quattro fasce orarie; il giro completo aveva la durata di due ore. Al loro arrivo nella scuola, i ragazzi venivano suddivisi in gruppi in base ai quali seguivano un diverso percorso. Tra i vari laboratori c’erano: Biologia, Fisica, Chimica, Informatica, Laboratorio di Alternanza, di musica e molti altri ancora.

Uno dei gruppi di lavoro più caratteristico del liceo è stato il laboratorio di Biologia, in cui sono stati presentati due esperimenti e due osservazioni al microscopio, nei quali i ragazzi di 3° media potevano assistere a come si svolge un’attività di laboratorio nella nostra scuola e a cercare di capire se iscriversi per il prossimo anno poteva essere la scelta giusta.
Il gruppo di alunni addetti alla presentazione del laboratorio si è diviso in due gruppi, in modo da poter avere la concentrazione ottimale durante le spiegazioni, che sono durate dalle 9.00 di mattina alle 18.00 di sera, accogliendo numerosi studenti.
Gli studenti, arrivati nel laboratorio di biologia, venivano divisi in sei gruppi, a cui poi si associava un capogruppo tra gli studenti partecipanti, e svolgevano in prima persona gli esperimenti e la lezione, tenuta da uno studente, con la supervisione di uno dei docenti di chimica presente in laboratorio.

Il primo esperimento presentato verteva sulla pressione dell’aria.
L’esperimento consisteva nello riempire una lattina precedentemente svuotata con 10 ml di acqua e in seguito metterla a riscaldare su un fornelletto. Nel frattempo si preparava una bacinella riempita d’acqua fredda e la si posizionava accanto al fornelletto.
Quando l’acqua all’interno della lattina iniziava a bollire, come si poteva notare dal fumo che usciva da essa, si prendevano le pinze con il palmo rivolto verso l’alto, si afferrava la lattina e con un gesto molto rapido la si girava nella bacinella in modo tale che il foro della lattina fosse completamente sommerso dall’acqua. Quello che si poteva osservare era un’implosione della lattina, che si accartocciava.
Il fenomeno osservato era dovuto al forte sbalzo di pressione che aumentava con l’evaporazione dell’acqua e la conseguente formazione di vapore, che, in seguito al violento sbalzo termico, dovuto al contatto della lattina con l’acqua fredda, si condensava molto rapidamente all’interno, provocando una violenta diminuzione di pressione interna rispetto a quella esterna, provocando l’implosione della lattina.
Il secondo esperimento, che si svolgeva in parte nel tempo nel quale si aspettava l’evaporazione dell’acqua presente nella lattina dell’esperimento precedente, consisteva nello svolgimento di un’attività molto comune agli studenti di seconda superiore: l’osservazione di cellule vegetali e animali al microscopio.
Per l’osservazione delle cellule vegetali sono stati usati dei vetrini precedentemente preparati con una foglia di elodea canadensis, una pianta acquatica che ha la caratteristica peculiare di presentare un singolo strato di cellule, rendendola facilmente osservabile al microscopio, immersa in una goccia di acqua distillata.
Utilizzando i diversi ingrandimenti dei microscopi della scuola, e con l’aiuto degli studenti addetti, i ragazzi hanno potuto osservare la struttura delle cellule e alcuni dei suoi componenti, come in particolare la forma poligonale e la presenza della parete cellulare.
Per le cellule animali, invece, i ragazzi sono stati loro stessi “cavie” dell’esperimento, in quanto usando uno stuzzicadenti hanno raschiato la parte interna della guancia, prendendo qualche cellula di mucosa, in seguito posta tra un vetrino porta-oggetti e uno copri-oggetti; hanno potuto osservare anche in questo caso le caratteristiche al microscopio e confrontarle con le caratteristiche della cellula vegetale.
Nell’ultimo esperimento i ragazzi hanno dovuto scegliere, motivando la loro risposta, in quale tra le quattro provette proposte poteva avvenire la fotosintesi clorofilliana.
Le quattro provette erano così composte:
1-una foglia di elodea e blu di bromo virato al giallo (liquido normalmente di colore azzurro, ma che in presenza di anidride carbonica cambia colore, diventando giallo);
2-una foglia di elodea e blu di bromo normale, e quindi di colore azzurro;
3-blu di bromo virato al giallo;
4-una foglia di elodea e blu di bromo virato al giallo, ma con la provetta che era stata ricoperta di stagnola.
La risposta giusta era la prima, in quanto per verificarsi la fotosintesi devono essere presenti 3 fattori indispensabili: la pianta (in questo caso l’elodea, e si poteva perciò escludere la 3° provetta), la luce (e si escludeva il 4° caso) e l’anidride carbonica, identificabile dal colore giallo del blu di bromo.
Infine gli studenti hanno presentato alcuni tra i progetti inerenti al mondo della scienza che vengono portati avanti dalla nostra scuola: uno su tutti il “Mondo Biodiverso”, che si occupa della tematica della biodiversità nella provincia di Varese e in particolare nel Parco Alto Milanese, nel quale organizza gite di apprendimento per studenti delle medie e superiori.
La speranza è che l’open day sia riuscito ad aiutare il più possibile i ragazzi indecisi, chiarendo le loro idee con le attività svolte nella nostra scuola; inoltre con impegno, serietà e dedizione speriamo di aver comunicato loro lo spirito della nostra scuola.

Alessia Ravizza, Andrea Stoccuto, Matteo Braga.

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