LA GENERAZIONE Z E I NATIVI DIGITALI


Con “generazione Z” si intende quella successiva alla “generazione Y”, altrimenti detti “millennials”, ossia i nati tra i primi anni ’80 e la metà degli anni ’90. Coloro che appartengono alla “generazione Z” sono considerati avvezzi all’uso della tecnologia e dei social media, parte integrante del loro progetto di socializzazione; i “nativi digitali”, infine, sono quei bimbi, nati dopo il 2000, abituati sin da piccoli ad usare computer, smartphone o tablet.

Studi dimostrano che mediamente un italiano medio passa circa 6 ore di fronte ad un dispositivo digitale. L’utilizzo inadeguato dei social e di internet portano spesso alla disinformazione e alla diffusione di fake news. Questo è uno dei numerosi pericoli cui tutti noi siamo esposti, ancor più i bambini; ma è solo uno dei rischi e dei pericoli collegati ai mezzi digitali; siamo sicuri che un bambino sia veramente in grado di usare un dispositivo informatico in sicurezza?

Ora i bambini, già dall’infanzia, preferiscono passare il loro tempo giocando ai video games e guardando video di gamers su YouTube.
Spesso I genitori non si interessano di ciò che guardano e ascoltano i loro figli, poiché iPad e computer gli vengono dati come sostitutivo del ciuccio per tenere tranquilli i bambini in situazioni particolari. YouTube, Internet e i social sono pieni di materiale inadatto ai bambini. Spesso gli “YouTubers per bambini” riempiono i loro video di grida e parolacce mentre giocano ai video games.
Sono loro che danno esempio e insegnano ai bambini come giocare ai videogiochi. Di conseguenza, quando il bambino inizierà a mettere in pratica ciò che ha appreso su YouTube, avrà un atteggiamento aggressivo che poi verrà esteso a tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Nel 2020 è impossibile proibire a un bambino di utilizzare dispositivi informatici collegati ad una rete, perché si sentirebbe escluso da quello che ora risulta essere il mondo reale, ma sarebbe cosa buona e giusta un severo controllo da parte dei genitori, in modo che i loro figli possano crescere senza bruciare le tappe e senza modificare i loro atteggiamenti in negativo.  L’utilizzo dei social media, inoltre, quali Facebook, Instagram, Twitter… sembrano essere apparentemente un modo per socializzare e “frequentare” amici che abitano lontano. Purtroppo non c’è solo questo: i social sono colmi di profili fake di persone che si fingono adolescenti per far cadere nella loro trappola dei ragazzini innocenti, vittime di cyberbullismo, minacce e proposte indecenti che, in situazioni estreme, inducono le vittime al suicidio perché non trovano il coraggio di parlare e denunciare questi episodi.

Davanti ad uno schermo tutti appaiono calmi e inespressivi, ma a volte possono essere leoni da tastiera o vittime di questi. Inoltre i cosiddetti “Social” rendono le persone A-sociali, distaccate completamente dal mondo che sta intorno a loro e incapaci di socializzare con persone fisicamente presenti. Lo si nota anche nelle scuole, da quando gli adolescenti possiedono almeno un dispositivo elettronico, i ragazzi fanno più fatica a socializzare gli uni con gli altri anche all’interno delle classi. Quelli che apparentemente sembrano un mezzo per la comunicazione, per lo svago e l’informazione sono in realtà un’arma letale che distrugge ogni tipo di interazione fisica tra le persone.

“Siamo sempre più connessi, più informati, più stimolati ma esistenzialmente sempre più soli.”

 

Guidetti Giulia

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