Bloglab Varese 2022


¬†FESTIVAL GLOCAL: UN’ESPERIENZA SUL CAMPO
Nei giorni scorsi si √® concluso l‚Äôundicesimo Festival del giornalismo digitale GLOCAL a Varese (10-12 novembre 2022), che comprende uno spazio riservato ai giovani delle scuole superiori e dell’universit√†, chiamato BlogLab, un laboratorio che offre la possibilit√† a studenti appassionati di giornalismo di creare delle piccole redazioni e di scrivere articoli, realizzare videointerviste e tanto altro su argomenti di attualit√† e di forte interesse.
Le modalità di partecipazione sono semplici: il lavoro dei partecipanti, divisi in piccoli gruppi (massimo quattro persone) deve prevedere la realizzazione di articoli corredati da foto e video realizzati in autonomia, così che si abbia la possibilità di esprimere al meglio quello che si intende condividere.
Il tema viene proposto dagli organizzatori appena prima dell’inizio del concorso e i singoli gruppi partecipanti hanno a disposizione circa tre giorni per completare il loro progetto.
Inoltre il lavoro delle redazioni¬† pu√≤ usufruire del supporto costante dei giornalisti di VareseNews e anche di tutto lo staff del GLOCAL, di professionisti preparati e formati, che sono a disposizione per condividere con i giovani giornalisti alcuni “trucchi del mestiere”, e chiss√†, magari anche per avvicinarli al loro mondo.

ARGOMENTO EDIZIONE 2022
Il tema di quest‚Äôanno ‚ÄúLa libert√† √® partecipazione‚ÄĚ era di grande impatto¬† e di apparente sempicit√†: ritengo che la semplicit√† fosse solo apparente, poich√® il tema era da declinare in ambito politico; se si pensa che ad affrontarlo sono stati studenti e ragazzi principalmente della mia et√†, o pi√Ļ giovani,¬† compresi tra i 16 e i 19 anni, persone che da poco si sono immersi nel mondo degli adulti, o che non ne fanno ancora parte!

Certo ci è stato dato un tema di grnade attualità e scottante, poichè esercitare la propria libertà coinvolgendosi direttamente nella realtà e nel mondo dei grandi non è facile, ma è un esercizio di libertà che ci introduce alla vita in tutti gli ambiti, anche a quello della partecipazione alla politica.

Molte redazioni hanno fatto riferimento nel loro elaborato alla figura di Giorgio Gaber,
¬†grande cantautore nella storia musicale italiana negli anni del secondo dopoguerra fino agli anni ’80 del Novecento.
Se devo essere sincera, non avevo mai sentito parlare della sua grande carriera fino ad ora: lui, come tanti altri cantautori suoi contemporanei, sono stati e sono ancora un’ottima risorsa per la nostra generazione, che sta crescendo molto velocemente e che si sta allargando verso ogni orizzonte incontaminato. Con le loro canzoni condividono il mondo a loro vicino, le vicende che accadono proprio in quegli anni e raccontano dal loro punto di vista la società di quegli anni.

Le sue canzoni parlano di storia, di politica, di dolore e di tristezza, ma una in particolare, e forse la pi√Ļ famosa, ‚ÄúLa libert√†‚ÄĚ, mette al centro il tema di come, per essere liberi, bisogna entrare a far parte di un gruppo, di una comunit√†, di un circolo, di come, per essere liberi, dobbiamo riconoscere di avere il diritto, ma anche il dovere, di partecipare alla vita pubblica e attiva del nostro paese.
Ho letto il testo della canzone e dopo averla ascoltata le sue parole fanno davvero fatica ad abbandonare i miei pensieri. Giorgio Gaber scrive di volersi sentire libero come un uomo, di volersi compiacere della propria libertà, che gli appartiene in quanto essere umano immerso nella società.
Leggendo queste parole risulta chiaro che per lui¬† “la libert√† non √® un‚Äôinvenzione o un‚Äôopinione”, come lui stesso canta nel ritornello, bens√¨ una caratteristica innata dell‚Äôuomo come animale sociale.
Assodato tale punto di partenza, ognuno deve, con ogni forza, rivendicare la sua libertà. Deve e lo può fare,
con la fantasia, con l’intelligenza e con la forza del proprio pensiero; tutti noi in Italia, dice Gaber, possiamo raggiungerla, perché viviamo in una democrazia.

Nel ritornello l’artista scrive anche che cosa per lui non è libertà:

1) ‚Äúla libert√† non √® il volo di un moscone‚ÄĚ
In altre parole, essere libero non significa vivere in solitudine, fuori dalla società: la libertà non deve essere fine a se stessa, ma deve essere condivisa perché non ci si può sentire liberi stando soli; la vera libertà, secondo Gaber, è comunitaria e condivisa.

2) ‚Äúla libert√† non √® avere un‚Äôopinione‚ÄĚ
La libert√† non consiste semplicemente nell’esprimere la propria opinione, ma nell’essere ascoltati e nell’ascoltare le opinioni altrui, perch√© la propria opinione vale quanto quella degli altri; comunicare significa essere parte di un qualcosa, che sia societ√† o universo, in cui tutti rivestono un proprio ruolo e tutti contribuiscono al bene comune.

Si potrebbe scrivere un libro su queste poche parole, ma il messaggio che tutte insieme vogliono dare a chi le ascolta √® breve e significativo: ‚Äúabbi il coraggio di servirti della tua propria ragione‚ÄĚ, perch√© essere uomini significa ragionare con la propria testa, senza farsi manipolare dalla politica, che, invece, vuole venderci l‚Äôidea di libert√† come qualcosa di astratto e sradicato dalla realt√†.

Quindi ora, se per essere liberi dobbiamo partecipare e dobbiamo entrare a far parte della vita politica del nostro paese, cosa c’è di meglio se non sfruttare il diritto che il nostro stesso paese ci offre, di votare quando lo stato ce lo chiede?
Sembra ovvio eppure gli italiani, soprattutto i giovani, non la pensano proprio cos√¨, o perlomeno, non pi√Ļ.
E i dati delle ultime elezioni per il nuovo governo lo confermano: hanno registrato il 63% di affluenza, la pi√Ļ bassa di sempre! Tali statistiche che non possono essere assolutamente sottovalutate, se si pensa che il nostro paese si regge sulla volont√† del popolo; ma se questo popolo non esprime la sua volont√†, come pu√≤ chi ci sta rappresentando, rappresentare la nostra volont√†?

A questo proposito le radazioni partecipanti al Glocal hanno sviluppato ampiamente tutti i vari aspetti di tale asensionismo, hanno scritto dei fatti accaduti, di come si potrebbe migliorare, di cosa si dovrebbe modificare, e lo hanno fatto intervistando cittadini di età varie, chiedendo la loro opinione e i loro consigli.
Leggendo i vari articoli e le varie videointerviste, sono emersi vari problemi e alcuni impedimenti che la nuove generazioni si trovano davanti quando vogliono partecipare al voto o formarsi un’opinione in ambito politico. Uno su tutti la difficolt√† e la confusione presente nel setore dell’informazione politica: gli stessi politici commettono clamorosi errori, pensando di essere alla moda e pi√Ļ vicini ai giovani, ad esempio, usato i social quali “Twitter”. “TikTok” ed altri, non accorgendosi di scadere spesso ad un livello basso di presenza, con linguaggio inadeguato, commneti futili e superficiali, che hanno l’effetto inverso a quello prefisatto: i giovani si allontanano dalla politica e se votano esprimono un voto di protesta, votando quasi a caso.

CHE COS‚Äô√ą QUINDI LA LIBERT√Ä?
Parlare di libert√† non pu√≤ riferisi solo all’ambito politico. ‚ÄúLa libert√† √® partecipazione‚ÄĚ √® un tema che, come suggerisce Gaber, accoglie una vasta moltitudine di aspetti, che spaziano dalla politica all‚Äôetica.
Ed √® proprio all‚Äôetica che volevo arrivare: ‚Äúlibert√† non √® il volo di un moscone, non √® avere un‚Äôopinione‚ÄĚ, Gaber lo ha espresso cos√¨. Ma dietro queste parole c‚Äô√® molto altro, c‚Äô√® la credenza consolidata che ormai non ci sia pi√Ļ niente da fare per considerarsi totalmente liberi, ma c‚Äô√® chi tra le tante imperfezioni che la vita gli impone, la libert√† riesce a viverla.
Ma come è possibile? Nessuno in fondo potrà mai trovare la libertà assoluta, perché sarà sempre ancorato a un modello famigliare, politico e sociale che forse non sente suo fino in fondo. Eppure, tutti sembrano ben intenzionati a cercarla.

Libert√† √® sentirsi se stessi in mezzo a un gruppo di persone, √® sentirsi accolti quando stiamo esponendo la nostra opinione, avere la possibilit√† di esprimere il nostro consenso o dissenso verso qualcosa e qualcuno. Ma √® realmente cos√¨? Siamo veramente liberi o crediamo solo di esserlo?La libert√† √® dunque un’utopia?

                                                                                                                                               Vera Brusatori 5^F

Previous La comunicazione - una visione generale
Next la blockchain

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.