Specie in via d’estinzione: ci sono anche buone notizie


A cura della redazione “puliziapostale” (Liceo A. Tosi)

Nel dicembre 2021, il WWF (World Wildlife Fund) e la IUCN (International Union for the Conservation of Nature) hanno rilasciato, durante un congresso a Marsiglia, un aggiornamento della lista degli animali in via d’estinzione. Sono stati segnalati notevoli cambiamenti rispetto agli anni precedenti. Fortunatamente, fra i tanti, alcuni sono positivi.

LA RIVOLUZIONE DEL “GREEN STATUS”

Per la prima volta, è stata introdotta una condizione opposta alle altre: il “green status”, ovvero una sezione che comprende ogni specie la cui popolazione, dopo essere diminuita al punto da rischiare l’estinzione, ora sta invece aumentando. Il primo animale a ricevere questo onore è stato il rinoceronte di Sumatra, che fin dagli anni Sessanta era rimasto sull’orlo dell’estinzione. Tuttavia, questo processo di ripopolamento, nonostante i grandi sforzi da parte delle riserve naturali, è estremamente lento. Si parla di un decennio come minimo.

Uno dei rinoceronti di Sumatra sopravvissuti

IL FOSSILE SCONOSCIUTO

Un’altra novità è che è stata aggiunta dalla IUCN una nuova specie nella lista degli animali definitivamente estinti. Stavolta, per fortuna, si tratta di un processo naturale. Nel lontano 2012, a Vallecillo, in Messico, una squadra di ricerca internazionale trovò uno scheletro fossilizzato di un pesce; con grande sorpresa, scoprirono che non apparteneva ad alcuna specie conosciuta. A dieci anni di distanza, gli esperti hanno scoperto che si trattava di una specie di squalo finora sconosciuta, che nuotava nelle acque dell’attuale Golfo del Messico 93 milioni di anni fa, all’epoca dei dinosauri. Era caratterizzato da lunghe pinne pettorali simili ad ali, che gli sono valse il nome di “squalo aquila”. Degno di nota il fatto che si tratti di uno squalo: trattandosi di pesci cartilaginei e non ossei, raramente mantengono integri i loro fossili così a lungo.

Ricostruzione dell’aspetto originario dello squalo aquila

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Purtroppo, insieme alle buone notizie si trova anche un mare di cattive: il celebre drago di Komodo è entrato nella già numerosissima Lista Rossa, contenente le specie a rischio critico. Questo avvenimento non va sottovalutato, perché il drago di Komodo è un predatore di importanza vitale per gli ecosistemi di cui fa parte.

Un drago di Komodo in cattività

DATI ALLA MANO

I numeri, soprattutto quest’anno, spaventano facilmente: le specie a rischio equivalgono a quasi il 28% della totalità di quelle conosciute, ovvero 40.000. La situazione degli squali è particolarmente grave: su 1.200 specie studiate, il 37% rientra in una delle categorie che portano dritte verso la scomparsa. Ma quello che preoccupa è la rapidità con cui sale questo valore: sette anni fa le specie di squali a rischio erano un terzo di meno.

Previous SCATTI D’ATLETA - PARITÀ DI GENERE NELLO SPORT
Next Una delle più grandi donne del medioevo: Caterina da Siena  

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.