21 MARZO 2020, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA con…ROBERTO JUARROZ


Dalla fine di febbraio è iniziata una guerra, non una guerra qualunque, ma una guerra che ha coinvolto tutta l’umanità, unita contro un nemico invisibile: un virus che ha costretto la maggior parte di noi a rinchiudersi in casa e a rompere il ritmo abituale della propria quotidianità, ad eccezione del personale medico, costretto a lavorare senza pause e a ritmi forzati, per tentare di salvare quante più vite umane è a loro possibile. La situazione critica ha colpito anche l’istruzione, ma noi studenti, con l’aiuto dei nostri professori, non abbiamo voluto arrenderci; così il 21 marzo di questo pazzo 2020, il Liceo Arturo Tosi ha messo in campo un piano alternativo a quello che avrebbe dovuto essere il primo “reading poetico” internazionale nel nostro istituto. L’evento, che avrebbe visto la partecipazione in presenza di studenti, insegnanti e genitori, si è trasformato in un bel video, elaborato digitale ideato e creato da tutti gli studenti coinvolti. Nel video sono state presentate poesie lette in tante lingue diverse dagli studenti che hanno contribuito all’iniziativa: i versi di poeti di tutto il mondo risuonano in albanese, russo, spagnolo, turco, urdu e italiano. Anche io ho dato il mio contributo personale; dopo aver letto la “call” pubblicata nella circolare dai professori della Commissione internazionalizzazione e intercultura del nostro liceo, ho deciso di condividere i versi in spagnolo del poeta argentino Roberto Juarroz. Poeta poco conosciuto nel mondo, a me noto per merito di mio zio, professore di liceo in Colombia. Di tutta la sua produzione poetica mi ha colpito il suo componimento intitolato La vida nos acorta la vista, un testo carico di esperienza esistenziale concreta, da leggere con attenzione per comprenderne il messaggio profondo. Juarroz in questa sua lirica ci illumina da subito, a partire dall’incipit della poesia, con una constatazione negativa, veritiera e lapidaria: “la vita ci accorcia la vista”, con l’età, a mano a mano che si diventa vecchi, si perde la vista, l’efficienza visiva diminuisce; ma con gli anni si “allunga lo sguardo”, cioè si diventa più saggi, più consapevoli della realtà. Nei seguenti versi il poeta argentino ci presenta un paesaggio mutevole, che rappresenta la vita nella sua normalità, sullo sfondo della quale si collocano concetti, parole significative, figure umane, la morte e un sogno. Tali elementi, che irrompono nel paesaggio della vita, sono lo spunto attraverso il poeta il poeta chiede al lettore come sia possibile che essi non stravolgano il paesaggio, non rompano il proprio equilibrio, dimostrando l’inevitabilità dell’esistenza dell’uomo all’interno di tale scenario. Una riflessione drammatica, una domanda radicale che non ho potuto non condividere nel video con la mia lettura, per interrogare tutti noi attraverso la forza dei suoi versi in questo frangente storico drammatico e doloroso. Ecco a tutti voi il nostro video:

21 MARZO GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA

Juan Andrés Acevedo 5F

Previous Dantedì: dal Medioevo al XXI secolo
Next UN ANNO VISSUTO INTENSAMENTE

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *