dalla destra: Daniele Novara, Michele Mancino e Barbara Boggio

Sono moltissimi, ormai, i dibattiti accesi per la questione dei “limiti” nell’informazione e gli effetti relativi alla pedagogia. Tale studio ha già coinvolto parecchi aspetti di genere educativo e mentale. La situazione non è ancora molto nitida, ma sono tanti gli esperti che provano a trovare un giusto compromesso tra una corretta informazione e i vari effetti sulla vita sociale attuale. Si sta dedicando molta attenzione alle modalità con cui i “fatti” vengono raccontati. Nello specifico, sono in molti a pensare che un aspetto fondamentale di tale dibattito sia la terminologia e il lessico utilizzato nei vari argomenti. Un altra variabile molto sensibile agli studi pedagogici è il livello di attenzione dedicata all’istruzione nello stato.

Daniele Novara, pedagogista estremamente coinvolto nella questione, pone addirittura al centro questo argomento. Ci raccomanda che nel quotidiano la questione andrebbe considerata e trattata già alla base: osservando anche i sistemi più classici come la campanella, i test a crocette e la questione della pulizia nelle scuole. Tale percorso verso ciò che accade nel mondo andrebbe, infatti, trattato con metodo senza generare confusione nelle menti dei bambini che tentano di capire ciò che li circonda.

«Il giornalista richiama l’attenzione sulle notizie, la pedagogia studia i fatti e come vengono interpretati dalle persone» D.Novara .

Nel concreto, ognuno di noi può essere un pedagogista. È fondamentale che chi si occupa di informare le persone consideri come i fatti possano essere interpretati e concepiti. Di sicuro, la formazione è una parte consistente dell’educazione.

Nel libro Non è colpa dei bambini del dottor Novara, viene sottolineato questo rimprovero. Ciascun educatore, genitore o insegnante che sia, ha il dovere di preparare il bambino (fin da piccolo) ad una buona informazione.

Ciascuno di noi è influenzato dai fatti di tutti i giorni nel mondo e, da buon pedagogista, il giornalista deve essere anche un buon educatore.

Michele Summa, 10/11/18, T.N.N.F

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