Carlos Santana: dal violino alla chitarra


 

Risulta difficile immaginare Carlos Santana, uno dei migliori chitarristi nella storia della musica, con un violino in mano; eppure proprio da questo strumento è nata la “leggenda Carlos”, da un violino che ha imparato a suonare intorno ai cinque anni. Fu suo padre Jose a trasmettergli la passione per la musica con la sua attività di artista di strada. Carlos Augusto Santana Alves nasce ad Autlàn de Navarro, nella regione di Jalisco in Messico. Un giorno però Jose decide di trasferirsi con la moglie e i suoi 6 figli a Tijuana, sul confine tra il Messico e la California dove c’è una forte vita notturna, con molti locali in cui esibirsi. Qui il giovane Carlos rimane molto colpito dalla musica degli afroamericani del posto e si innamora follemente del blues e del soul, dopodiché prende in mano per la prima volta la chitarra, iniziando a suonare in qualche orchestra locale. La sua avventura in questa cittadina finisce molto presto perché il padre Jose decide nuovamente di traslocare. La destinazione questa volta è San Francisco, California, Stati Uniti d’America. La svolta arriva qui nella seconda metà degli anni sessanta: Carlos ha solo 13 anni ma suona in diverse band di Tijuana e guadagna bene per un ragazzino della sua età. A San Francisco conosce il mondo, quello vero, non quello di un piccolo paesino del Messico. Con l’avvento della rivoluzione hippy Santana, da cameriere in un ristorante del quartiere latino del Mission district, diventa band leader della Santana Blues Band: inizia a suonare in locali sempre più grandi, poi a un certo punto si rendono conto di aver venduto migliaia di copie del loro primo album, Santana. La loro musica, i loro ritmi e le melodie fanno innamorare Bill Graham, impresario tedesco della San Francisco di quel tempo. Siamo nel 1969, anno cruciale per la Santana Blues Band: è l’anno del Festival di Woodstock. Bill Graham piazza le le sue due grandi band, Jefferson Airplane e Grateful Dead, ma a una condizione: che su quel palco salgano anche i Santana.

Woodstock 1969

A 22 anni non ancora compiuti, Carlos Santana sale sul palcoscenico di Woodstock da perfetto sconosciuto. Scende che è già una rockstar. Carlos suona per dare sollievo a un paese che vive di fatto nella povertà, suona per dare sollievo a sé stesso e suona per trovare un riscatto dopo gli anni delle superiori, quando subiva atti di bullismo da parte di altri ragazzi. Tutta questa sofferenza c’è e si sente nei brani di Carlos Santana, ma questo dolore è riuscito a trasformarlo in poesia musicale.

 

Matteo Porta e Marco Mariani, 5^F

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