Un percorso di emancipazione sportiva che testimonia l’evoluzione del ruolo femminile nella società.


Il desiderio agonistico dell’emancipazione femminile nacque quando, nel 1924, si aprirono i Giochi Olimpici Invernali di Chamonix in Francia. La presenza femminile in realtà è stata prettamente simbolica. Solo 11 donne su 258 atleti infatti hanno partecipato alla competizione, e tutte gareggiarono in un’unica disciplina: il pattinaggio artistico. Oggi, a un secolo di distanza, le donne rappresentano quasi la metà degli atleti olimpici invernali.

Col passare degli anni le donne sono state sempre più protagoniste all’interno dei Giochi olimpici fino a quando, durante l’ edizione del 1956 delle Olimpiadi Invernali, tenuta per la prima volta in Italia a Cortina, il numero delle donne atlete partecipanti aumentò per arrivare al 15,8% del totale degli atleti presenti (La Repubblica) .L’atleta che ha regalato un Bronzo per l’Italia alle storiche Olimpiadi Oslo del 1952 e che ha fatto onore alla comunità femminile del suo Paese è stata la formidabile vicentina Giuliana Chenal Minuzzo che ha vinto la prima medaglia olimpica invernale della storia italiana. Orgoglio nazionale, alle Olimpiadi Invernali di Cortina d’ Ampezzo del 1956 la Minuzzo è stata la primissima donna a pronunciare il giuramento olimpico.

Dagli anni Settanta in poi le donne hanno fatto sentire sempre di più la loro voce in diversi ambiti, fra cui anche quello sportivo, ricoprendo ruoli di rilievo e dimostrando il loro valore. Per raggiungere questi traguardi le donne hanno dovuto affrontare difficoltà e superare pregiudizi quali l’essere ritenute troppo emotive, poco competitive e troppo deboli. 

Numerose donne in realtà hanno saputo dimostrare proprio il contrario dimostrandosi forti, tenaci e grintose sugli sci, sui pattini ma più in generale negli sport montani considerati estremi.

immagine by Chat GPT

Una celebre protagonista azzurra dello scenario sportivo sciistico più recente è la campionessa Stefania Belmondo. Cresciuta in una semplice e umile famiglia della provincia di Cuneo, ha indossato gli sci dalla tenera età di tre anni. Belmondo esordisce nelle gare del 1986 -1987; nella stagione seguente entra a far parte della squadra nazionale italiana e perciò nel 1988 partecipa ai XV Giochi olimpici invernali di Calgary  in Canada. Nella sua carriera, con passione e dedizione vince numerose medaglie, conquistando per il suo Paese  ben otto ori tra Mondiali e Olimpiadi, vincendo anche numerosi argenti e bronzi. Dopo essersi ritirata, la campionessa si dedica alla salvaguardia della flora e della fauna montana ricoprendo l’incarico di Guardia forestale statale.  Da grande donna e sportiva quale è, la Belmondo ha affrontato difficoltà e sconfitte con coraggio, imparando a reagire e a rialzarsi dalle inevitabili cadute, come testimonia lei stessa nell’intervista che segue.

Attualmente il numero di partecipanti donne alle Olimpiadi, ma più in generale nelle gare sportive mondiali, è pari a quello degli atleti e colleghi uomini, anche se a livello economico e di importanza sui media non si è ancora giunti ad una completa parità di genere. Si spera che in futuro questa disparità sia colmata.

“ Secondo me, le sconfitte insegnano molto più delle vittorie. Anche nella vita di tutti i giorni lo sport, nei momenti di difficoltà, può dare una mano ad affrontarli”

                                                                                    Stefania Belmondo.

citazioni :    

La Repubblica

Federazione Italiana sport invernali

Olypics.com


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