Varese e il suo ruolo cruciale per le Olimpiadi invernali, tra attenzione, servizi e formazione.

L’incontro condiviso dal Festival Glocal, “Neve, fatica e sogni: la materia delle Olimpiadi”, ha messo in luce il ruolo sempre più strategico di Varese nel panorama sportivo nazionale e internazionale, in vista dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026. Un dialogo a più voci che ha intrecciato prospettive diverse, ma complementari: quella del mondo accademico e quella della gestione sportiva e organizzativa del territorio.
L’intervento del professor Andrea Moriondo, Presidente del corso di laurea triennale in Scienze motorie dell’Università dell’Insubria ci permette di approfondire il tema della didattica che sostiene gli atleti. Il modello Insubria ci consente di comprendere l’importanza dell’aiuto nella formazione degli studenti atleti, attraverso il progetto dei college per sportivi promossi dall’ateneo.
Un’iniziativa nata dalla consapevolezza che “la fatica che porta gli atleti ad arrivare ad alti livelli spesso non si concilia con la possibilità di studiare”.
L’obiettivo è offrire un percorso su misura per gli sportivi che desiderano costruire il proprio futuro anche oltre la carriera agonistica, garantendo supporto logistico, tutoraggio e flessibilità nella didattica.
Moriondo ha poi chiarito la differenza tra il college per sportivi e il bando per studenti-atleti, se il secondo fornisce agevolazioni a chi già studia, il primo è un vero e proprio percorso integrato che accompagna lo sportivo nella doppia sfida di competere e formarsi.
Il progetto dei college per sportivi si presenta come un modello che guarda lontano, preparando gli atleti non solo alla performance, ma anche alla vita dopo lo sport.
Varese si presenta, inoltre, come “casa lontano da casa” per le squadre olimpiche.
Sul fronte delle infrastrutture e dell’organizzazione, Matteo Cesarini, responsabile della Varese Sport Commission per i Winter Games 2026, ha raccontato come la città si stia attrezzando per accogliere delegazioni e nazionali olimpiche.
Fulcro del progetto è il Palaghiaccio di Varese, impianto moderno che diventerà sede di federazioni sportive e che già si prepara a ospitare squadre di livello internazionale, Canada e Giappone hanno già confermato la loro presenza, mentre è in corso il dialogo per accogliere anche la Corea.
Un lavoro di pianificazione dettagliato che tocca tutti gli aspetti organizzativi, dalla logistica ai trasporti, fino alla parte food, con attenzione alle diverse abitudini alimentari delle delegazioni. L’obiettivo, ha spiegato Cesarini, è creare una casa lontano da casa per gli atleti che arriveranno a Varese.
Il coinvolgimento della Regione Lombardia e la vicinanza strategica con Malpensa rendono la città un punto nevralgico per l’accoglienza sportiva durante le Olimpiadi.
Cesarini ha ricordato anche l’importanza del para ice hockey, con due squadre italiane che già si allenano a Varese, un segnale concreto dell’attenzione verso l’inclusione e l’accessibilità. Non a caso, il palaghiaccio varesino è oggi l’impianto più accessibile d’Italia per le Paralimpiadi.
Una città che cresce con lo sport
Varese si conferma così un territorio in cui sport, formazione e innovazione si intrecciano, dalla creazione di percorsi universitari dedicati agli atleti, alla valorizzazione di infrastrutture che diventano patrimonio comune. La città guarda alle Olimpiadi come a un’occasione per consolidare la propria identità e attrattività.
Come recita lo slogan lanciato da Mauro Vitiello, Presidente della Camera di Commercio, “Le Olimpiadi passano per qua” e Varese si prepara a farle passare nel migliore dei modi, con la competenza delle sue istituzioni e la passione di chi vive lo sport ogni giorno.
La nostra intervista a Matteo Cesarini.
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