Regina dello sci di fondo italiano, Stefania Belmondo ha conquistato con
tenacia e passione le vette dello sport mondiale, diventando simbolo di
determinazione e umiltà.

Stefania Belmondo, un’ex fondista italiana, vincitrice di ben dieci medaglie olimpiche,
due delle quali sono ori, è intervenuta alla conferenza del 7 novembre 2025 nell’Aula
Magna dell’Università dell’Insubria, trattando il tema delle Olimpiadi Invernali 2026 e
raccontando la sua storia. Stefania è una campionessa che rappresenta i valori
dell’etica olimpica: passione, onestà, sacrificio, rispetto per lo sport e per gli
avversari, e consapevolezza che lo sport è anche opportunità di unione e
trasmissione di valori alla comunità. Felici della sua presenza e curiose di conoscere
meglio la sua storia, l’abbiamo voluta intervistare per porle alcune domande riguardo
alla sua carriera, ma anche riguardo ai consigli e suggerimenti ai giovani aspiranti
atleti.
Quest’anno, per le Olimpiadi Invernali, Stefania è stata nominata “ambasciatrice”
come anche: Carolina Kostner, Federica Pellegrini, Sofia Goggia. Questo titolo non
ha un significato tecnico o competitivo, ma ha un ruolo onorifico e simbolico.
Serve infatti a rappresentare i valori, lo spirito e la cultura delle Olimpiadi. Questo
titolo molto importante ha suscitato in Stefania una grande soddisfazione,
innanzitutto perché significa che le persone credono in quello che ha fatto, credono
in lei, ma anche per un senso di compiacimento che ha verso se stessa, la sua
strada e il suo glorioso percorso da fondista.
Stefania vinse la sua prima medaglia d’oro olimpica a 23 anni, durante le Olimpiadi
Invernali di Albertville nel 1992. Stefania racconta che frequentava l’istituto
magistrale e che rispetto ad ora i professori consideravano uno sport come un
divertimento e non come una passione o un’attività piena di valori. Stefania infatti,
come ogni ragazzo e ragazza, veniva interrogata il lunedì, riempita di verifiche e non
aveva mai tempo per fare altro. Nonostante tutto secondo lei con impegno e volontà
si può arrivare ovunque.
Stefania praticava sci di fondo a partire dai 3-4 anni, quando suo padre le costruì un
paio di sci in legno, che stessa ha ricordato come uno spunto importante all’inizio
della sua carriera. Stefania capì che quella fosse la sua strada verso i 15-16 anni,
perché era uno sport che la appassionava e che amava praticare e quando iniziò a
vincere delle gare nazionali capì per certo che quello era il suo futuro.
Stefania ha consigliato a tutti i giovani di fare sport, ma soprattutto coltivare le
proprie passioni qualunque esse siano e crederci sempre perché alla fine se le si coltiva, si riesce sempre a raggiungere il proprio obiettivo. “Lo sport è una scuola
di vita, che ti insegna la fatica, il rispetto e la forza di credere in te stessa.”
In un articolo de ‘La Repubblica’ riguardo l’edizione di Milano-Cortina 1956, che
abbiamo avuto l’opportunità di leggere, viene descritto come quell’edizione nei
Giochi Olimpici Invernali fu fondamentale per il ruolo che le donne riuscirono ad
ottenere negli anni successivi in ambito sportivo, non solo da atlete, ma anche da
giornaliste e giudici di gara. Quindi l’ultima edizione dei Giochi a Milano-Cortina fu
molto importante e riuscì a segnare un punto di svolta per situazioni critiche.
Dall’intervista è emerso che sicuramente i tempi sono cambiati e rispetto ad allora le
situazioni si sono evolute e non ci sono più queste barriere. Contemporaneamente,
però, le Olimpiadi sono sempre un momento dove vengono a gareggiare atleti di
nazionalità, culture diverse e che partecipano a sport differenti. Secondo Stefania
queste Olimpiadi e Para olimpiadi che si svolgeranno qui in Italia, porteranno ancora
di più dei benefici nel mondo dello sport.
carosello foto
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