L’incidente in moto, l’amputazione della gamba, la rinascita e i giochi paralimpici: chi è Davide Bendotti.

Davide Bendotti, sciatore monogamba della nazionale, parla del suo incidente, di come ha intrapreso la strada dello sci paralimpico e delle sue esperienze ai giochi paralimpici.


CHI È DAVIDE BENDOTTI?

Davide Bendotti è uno sciatore monogamba della nazionale italiana, che ha partecipato alle paralimpiadi di Pyeongchang 2018, dove è arrivato in 12ª posizione, e a quelle di Pechino 2022, ottenendo un 22° posto. Davide è tesserato e rappresenta anche la GSPD (Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa) e della Polisportiva Disabili Valcamonica. Nel 2011 ha avuto un incidente in moto che gli ha cambiato la vita per sempre. Il suo debutto nello sci paralimpico a livello internazionale avvenne nel 2015.

L’ESPERIENZA DI DAVIDE ALLE DUE PARALIMPIADI

(foto da instagram https://www.instagram.com/p/CLrsmzpjJhz/?igsh=ZWY4aWluMzEyZHY2 )

Davide si è espresso riguardo alle due paralimpiadi alla quale ha partecipato ricordando l’emozione della prima volta e la difficoltà della seconda paralimpiadi a causa del Covid: “L’esperienza dei giochi paralimpici di PyeongChang 2018 è stata molto diversa rispetto a quella dei giochi paralimpici di Pechino 2022.

L’edizione del 2018 è stata più bella perché era la mia prima esperienza ai giochi paralimpici, ho raggiunto il 12esimo posto ed era prima del covid, mentre quella del 2022 in pieno covid, quindi le interazioni e i contatti con gli altri atleti erano molto limitate. Nel 2022 gli obiettivi erano cambiati e sono uscito alle due gare a cui tenevo di più, slalom e la super combinata”.

L’INCIDENTE E LA RINASCITA

Davide ha parlato del suo incidente avuto nel 2011 in moto, ricordando i traumi vissuti, come la perdita del suo migliore amico, e che la famiglia gli è stata molto d’aiuto per superare quel momento: “L’incidente è stato traumatico non solo per me, ma anche per i miei famigliari e amici, perché ho anche perso il mio migliore amico. La mia famiglia è stata fondamentale per me per uscire da questo momento difficile”.Poi ha parlato del suo nuovo inizio nello sport dopo l’incidente: “Inizialmente avevo ripreso a fare sport con il nuoto, per poi cimentarmi nello sci, poiché abito in un paese di montagna dove ci sono gli impianti. Prima dell’incidente sapevo sciare, però da turista e invece dopo l’incidente ho intrapreso quella che è la mia carriera e professione fino ad oggi”

IL DEBUTTO

Nel 2015 Davide debutta bello sci paralimpico a livello internazionale: “Nel 2015 ho fatto la mia prima gara internazionale, è stato molto emozionante. Riguardando indietro avrei potuto fare meglio, ma mi sono tolto molte soddisfazione e ai prossimi giochi spero di togliermene altrettante”.

LUCA CARRARA E L’INIZIO DELLO SCI PARALIMPICO

Cita anche di un suo caro amico: Luca Carrara, uno sciatore paralimpico, che è stata la prima persona a riportarlo sulla neve da monogamba, consigliandogli di fare anche gare avendo visto del potenziale in lui: “Luca è stata la persona che inizialmente mi ha motivato a fare delle gare, perché secondo lui avevo del potenziale”. Racconta anche che fu sua madre ad avvicinarli: “Mia madre si è permessa di avvicinarsi a Luca, gli ha spiegato la situazione, quello che mi era successo pochi mesi prima e allora lui si è reso subito disponibile per parlare con me e abbiamo sciato insieme da monogamba”.

(foto da instagram: https://www.instagram.com/p/BbjgpyGls5A/?igsh=eXRxcnFhbG1rczh3 )

LA PREPARAZIONE PRE-GARA E LA RIVALITÀ CON THOMAS GROCHAR

In un’intervista di molti anni prima Davide rivelò che cercava di ispirarsi ai grandi sciatori, quindi, quando in questa intervista la sua frase è stata ripresa, lui ha detto: “Uno che ho sempre osservato è Thomas Grochar, sciatore austriaco monogamba, che è sempre stato uno dei più veloci al mondo, e ho cercato di rubare i suoi movimenti chiave e la sua tecnica. Ovviamente quella dichiarazione era di un’intervista di molti anni fa, adesso tante volte siamo lì che ce la giochiamo, quindi, chissà, magari anche lui adesso ruba dalla mia tecnica”. Ha poi aggiunto che spera di essere anche lui un’ispirazione per i più giovani come lo sono stati i grandi sciatori per lui.

IL MESSAGGIO AI PIÙ PICCOLI

Manda anche un messaggio anche ai più giovani, che vogliono intraprendere la sua strada, dicendo che lo sci paralimpico è molto traumatico a livello fisico e che ci vuole tanta volontà, coraggio e determinazione e una voglia instancabile di non mollare mai.

MILANO CORTINA 2026

A Milano Cortina 2026 si augura di arrivare più maturo ed esperto rispetto alle due edizioni precedenti. I riflettori che un tempo lo mettevano a disagio sono ormai un lontano ricordo.

Leave a Reply