Da Milano a Cortina, passando per l’Expo 2015: la storia di Lorenzo Tardini, ingegnere meccanico che ha trasformato la sua passione per la montagna in una carriera tra marketing, organizzazione e grandi eventi internazionali.

Tutti quanti pensiamo alle Olimpiadi come un grande evento che mette in gioco i migliori talenti mondiali dello sport. Ma vi siete mai chiesti cosa ci sia dietro? Vi siete mai chiesti come tutto questo venga organizzato e che menti lavorino per costruire un evento di questa portata?
Lorenzo Tardini, ingegnere meccanico, ci racconta il retroscena delle Olimpiadi Invernali di Cortina 2026.
(foto da fecebook: https://www.facebook.com/share/14NBckFeqeQ/ )
«In teoria sono un ingegnere meccanico», racconta. «Ho iniziato con Expo 2015, entrando come tecnico. Ma in sei anni mi sono spostato nel campo del marketing e del coinvolgimento delle aziende nei grandi eventi».
Dopo l’Expo, Tardini ha seguito la sua passione per la montagna e ha lavorato per i Mondiali di sci di Cortina, dove per sei anni si è occupato di marketing e della parte commerciale. L’esperienza lo ha portato fino alla sfida più grande: le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Oggi con l’azienda “On Location”, si occupa della parte commerciale, vivendo lo sport con tutti i comfort: «Dagli hotel a quattro e cinque stelle ai pacchetti completi, con tutti i servizi. È un lavoro complesso ma affascinante».
«La parte più bella», dice, «è che quando chiami qualcuno e gli parli delle Olimpiadi, tutti ti ascoltano. È un nome che apre porte, che fa nascere curiosità». Ma non mancano le difficoltà: «Il problema più grande è gestire le aspettative. Si tratta di eventi costosi e molto complessi: bisogna garantire un servizio all’altezza di ciò che si promette».
E in questi mesi, a pochi passi dall’inizio delle Olimpiadi, l’atmosfera è tesa: «È un momento complicato, perché tutto ciò che è stato pianificato ora deve prendere forma concreta. Non sempre la realtà coincide con la teoria, soprattutto su un territorio così vasto, con tante discipline e località diverse».
E in questi mesi, a pochi passi dall’inizio delle Olimpiadi, l’atmosfera è tesa: «È un momento complicato, perché tutto ciò che è stato pianificato ora deve prendere forma concreta. Non sempre la realtà coincide con la teoria, soprattutto su un territorio così vasto, con tante discipline e località diverse».
Per Tardini, le Olimpiadi rappresentano un’occasione unica per l’Italia e per le sue montagne: «Porteranno qui gente che non è mai stata sulle nostre Alpi, persone abituate a frequentare resort internazionali che scopriranno la bellezza e l’accoglienza delle località italiane. È un’apertura importante del mercato del lusso verso le nostre montagne».
Anche il tema della eco-sostenibilità è importante, riconosce la doppia sfida: «Più l’evento è grande, più è difficile essere sostenibili. Ma questi momenti possono diventare un’ opportunità per nuove tecnologie e pratiche green, proprio come accadde per Expo».
A chi sogna una carriera nel marketing o nell’organizzazione di grandi eventi, Tardini dà un consiglio diretto: «Bisogna essere pronti a tutto. È un lavoro bellissimo, ma imprevedibile. Ogni giorno è diverso, pieno di imprevisti e serve flessibilità» lui stesso ne è l’esempio: «Sono un ingegnere meccanico costruttivo e oggi faccio tutt’altro». Una carriera segnata dalla capacità di reinventarsi e di usare la creatività per trovare soluzioni: «Serve tanta fantasia per reagire a ciò che non va come previsto».
Dopo sette anni a Cortina, Tardini confessa di avere un legame profondo con il territorio alpino: «Sono orgoglioso di tutto ciò che stiamo costruendo lì. È un progetto che ho seguito a lungo e che spero dia i suoi frutti».
L’augurio per la ben riuscita delle Olimpiadi è semplice: «Che tutto vada per il meglio, che ci sia bel tempo, neve, entusiasmo. Ma soprattutto che chi verrà per le Olimpiadi si innamori delle nostre montagne e voglia tornarci per le vacanze».
Tra i tanti incontri vissuti in questi anni, Tardini non ha dubbi su chi l’abbia colpito di più: «Gli atleti paralimpici di Cortina. La loro determinazione, la grinta, la voglia che mettono in ogni gara sono qualcosa di unico. Ti trasmettono una forza che non dimentichi più».
Per questo motivo abbiamo intervistato l’atleta paralimpico Davide Bendotti, che ha partecipato alle ultime due edizioni dei Giochi Invernali Paralimpici e si sta preparando per quelli di Cortina 2026,
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