Un viaggio dietro le quinte dei cantieri olimpici, dove tecnologia e visione si incontrano per creare un’eredità destinata a durare ben oltre il 2026.
La storia dei villaggi olimpici
I villaggi olimpici nascono con l’obiettivo di ospitare atleti provenienti da tutto il mondo in un unico luogo, favorendo l’incontro tra culture e lo spirito sportivo. Il primo vero villaggio fu costruito a Los Angeles nel 1932, ponendo fine alla tradizione di sistemare gli atleti in alberghi diversi. Da allora, ogni edizione dei Giochi ha visto nascere villaggi sempre più moderni e sostenibili: da quelli temporanei, poi riconvertiti in quartieri residenziali, a quelli progettati con tecnologie ecologiche e materiali innovativi. Oggi, il villaggio olimpico non è solo un luogo di accoglienza, ma anche un simbolo di eredità urbana e di dialogo tra sport, architettura e futuro.
Milano-Cortina
Il Villaggio Olimpico sarà situato nell’ex Scalo di Porta Romana a Milano e coprirà circa 105.000 m² con sei palazzine prefabbricate. Durante i Giochi offrirà 1.700 posti letto per atleti e staff. Il progetto è a energia quasi zero e, dopo le Olimpiadi, sarà riconvertito in un’università, continuando a servire la città. L’intervento fa parte di una più ampia rigenerazione urbana, con attenzione a spazi pubblici, verde e trasporti, realizzato tramite una collaborazione pubblico‑privato.
Dichiarazioni
Siamo riusciti ad ottenere, poi, le dichiarazioni di alcuni dei progettattori del villaggio olimpico, che hanno risposto ad alcune delle nostre domande.
“il consorzio formato da COIMA SGR, Covivio e Prada Holding, che ha promosso il Fondo Porta Romana, ha realizzato l’intero progetto di sviluppo e rigenerazione urbana dello Scalo di Porta Romana, inclusa la realizzazione del Villaggio Olimpico. Ha coordinato le fasi di pianificazione, finanziamento e costruzione, collaborando con architetti come Skidmore, Owings & Merrill (SOM) e istituzioni come il Comune di Milano e la Fondazione Milano Cortina 2026, per garantire che l’opera fosse sostenibile e pronta per i Giochi Invernali. Il Villaggio Olimpico è composto da sei palazzine residenziali di otto piani ciascuna, per un totale di circa 30.000 metri quadrati, più il restauro di due edifici storici: la Squadra Rialzo e il “Basilico”. Include spazi per servizi come mensa, ambulatorio, aree ricreative e piazze pubbliche, con un focus su sostenibilità e integrazione urbana. Dopo i Giochi, diventerà il più grande studentato convenzionato d’Italia con 1.700 posti letto, inclusi orti urbani e servizi per la comunità. I lavori di costruzione sono iniziati a gennaio 2023 e sono stati completati a giugno 2025, con consegna alla Fondazione Milano Cortina entro luglio 2025. Complessivamente, la fase principale ha durato circa 30 mesi, ma siamo riusciti a concludere con un anticipo di tre mesi rispetto al cronoprogramma iniziale. Come in ogni grande progetto, abbiamo affrontato alcune sfide, tra cui l’aumento dei costi delle materie prime che ha generato extracosti stimati tra i 40 e i 100 milioni di euro, e critiche estetiche da parte di alcuni residenti che hanno paragonato l’architettura a stili sovietici o carcerari. Inoltre, ci sono state preoccupazioni su possibili fenomeni di gentrificazione e un’inchiesta urbanistica che ha coinvolto verifiche su procedure, ma senza impatti diretti sui lavori. Nonostante ciò, non abbiamo registrato ritardi significativi e abbiamo mantenuto alti standard di sicurezza e sostenibilità. Estrema soddisfazione per il risultato finale. Il Villaggio è stato completato in anticipo, rappresenta un modello di rigenerazione urbana sostenibile con zero emissioni operative, e ha ricevuto elogi dal Comitato Olimpico Internazionale. Sarà un’eredità duratura per Milano, trasformandosi in uno studentato che coprirà parte del fabbisogno abitativo della città, contribuendo a un impatto sociale positivo.”
Ci teniamo a ringraziare queste persone per la loro grande disponibilità e per il grande aiuto che ci hanno dato.
