AI come motore delle nuove Olimpiadi: è possibile?

Dietro le quinte di Milano-Cortina, l’intelligenza artificiale coordina sport, salute e territorio con precisione millimetrica.

Nel gennaio del 1956, si svolsero i VII Giochi Olimpici Invernali a Cortina d’Ampezzo e fu la prima volta che l’Italia accolse un evento olimpico. Le gare si svolgevano in un contesto dove la tecnologia era limitata e il contatto umano era ciò che mandava avanti i giochi. Oggi, a settant’anni di distanza, Milano-Cortina 2026 si prepara a ospitare nuovamente i Giochi, ma con una visione diversa: quella dell’intelligenza artificiale come alleata strategica per lo sport, la salute e il territorio.

 Durante il Festival Glocal, organizzato da VareseNews, si è tenuta una conferenza sull’uso dell’intelligenza artificiale per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, in cui tre esperti, ovvero Davide Tosi, Matteo Bruno Calveri e Riccardo Capo hanno presentato l’importanza dell’AI per la gestione su eventi importanti come le Olimpiadi. 

Riccardo Capo, Matteo B. Calveri, Marco Giovanelli e Davide Tosi seduti al tavolo.

Il professor Tosi, che lavora che professore di informatica all’Università dell’Insubria si occupa della ricerca e degli studi sull’AI, ha illustrato come l’intelligenza artificiale possa aiutare la gestione di eventi di grandi dimensioni, come le Olimpiadi, che coinvolgeranno 16 discipline, 15 sedi di gara e oltre un milione di biglietti venduti.Tra le soluzioni proposte figurano sistemi di routing intelligente per shuttle elettrici e veicoli autonomi, ispirati al modello di Tokyo 2020, e l’utilizzo di digital twin per simulare e ottimizzare i flussi di mobilità. L’AI sarà inoltre impiegata per il controllo dinamico dell’energia negli impianti sportivi, regolando luci, riscaldamento e innevamento, e per la previsione meteo avanzata, utile soprattutto negli sport invernali dove le condizioni atmosferiche influenzano le performance.

Tosi ha presentato anche il concetto di “Human Digital Coach”, già sperimentato a Pechino 2022: un avatar multilingue in grado di orientare il pubblico, comunicare attraverso la lingua dei segni e trasmettere aggiornamenti in tempo reale. Un progetto simile è stato sviluppato a Varese, dove lo stesso docente ha creato un avatar con la propria voce, utilizzato dagli studenti per interagire con i contenuti didattici.

Sul fronte sanitario, Matteo Bruno Calveri, ceo di Summeet un’azienda che lavora e forma il personale sanitario, ha evidenziato l’importanza della formazione ECM per medici e operatori, con l’obiettivo di reclutare circa 3000 professionisti per garantire assistenza durante i Giochi. L’intelligenza artificiale sarà impiegata per la gestione delle emergenze, la prevenzione degli infortuni, in particolare nello sci, dove la maggiore velocità e la leggerezza dei materiali aumentano i rischi, e l’organizzazione logistica dei servizi sanitari, in risposta all’aumento temporaneo della domanda.

Infine, Riccardo Capo, amministratore delegato dell’Oasi Zegna, una struttura situata in montagna, ha presentato un modello di turismo rigenerativo, la cui idea fu sviluppata già negli anni ‘30, in cui l’Oasi ospiterà gli atleti per gli allenamenti, favorendo il contatto con la natura e il benessere mentale. L’AI sarà utilizzata per prevedere l’affluenza nei resort, migliorando la qualità del servizio e riducendo gli errori di valutazione.

Presentazione dell’Oasi Zegna.

Le innovazioni descritte non si limitano all’ambito tecnico, ma rappresentano un cambiamento culturale profondo, in cui sport, salute, etica e dati si intrecciano per costruire un’Olimpiade più intelligente, inclusiva e sostenibile. Come ha sottolineato Calveri: “Chi non si forma, si ferma.”

Le tecnologie presentate durante la conferenza mostrano come l’intelligenza artificiale stia cambiando il modo di organizzare eventi sportivi come le Olimpiadi. Dalla mobilità alla sicurezza, dalla salute al turismo, l’AI diventa uno strumento fondamentale per gestire situazioni complesse e migliorare l’esperienza di tutti.

Milano-Cortina 2026 non sarà solo una gara tra atleti, ma anche una sfida tecnologica e organizzativa. Un’Olimpiade che guarda al futuro, senza dimenticare il passato.

Carosello di foto

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