“Giocavo a hockey su ghiaccio, racconta – ma dopo un problema fisico il medico mi consigliò il canottaggio per tenermi in forma. È stato un colpo di fulmine: il ritmo dell’acqua, la sensazione di libertà e la squadra che si forma attorno a un remo mi hanno conquistato subito”
Cresciuto a pochi passi dal Lago di Varese, Pierpaolo non immaginava che un infortunio lo avrebbe portato a scoprire la sua vera vocazione. Dopo la prima esperienza in barca è iniziata per lui una carriera agonistica che lo ha portato a calcare i palcoscenici più prestigiosi: Coppe del Mondo, Mondiali, Olimpiadi. «I ricordi più belli sono quelli delle grandi gare, dove sentivo il sostegno di tutti: famiglia, amici, compagni. La vita da atleta è fatta di routine e sacrifici, ma anche di valori profondi che restano per sempre». Infatti nonostante la vita monotona da atleta, che deve seguire una routine ben precisa e monotona, ha cercato di portare avanti lo studio e altri interessi.
Si ritiene molto fortunato di essersi potuto allenare nelle acque del lago di Varese. “Il nostro lago è uno dei più belli d’Italia, con acque calme e panorami mozzafiato. Allenarsi in un contesto del genere è un privilegio che alimenta la motivazione ogni giorno. A volte non ci si rende proprio conto siamo fortunati ad avere un contesto del genere, pensando magari ad alti atleti che devono fare decine di chilometri in macchina per trovare un lago o un fiume in cui allenarsi e sicuramente non è al livello del lago di Varese”.
Dopo aver terminato la sua carriera agonistica ha deciso di trasformare la sua passione in qualcosa di più concreto e duraturo “ho iniziato a fare l’allenatore e poi il team manager alla Canottieri Varese, poi ho frequentato corsi di management sportivo e, passo dopo passo, ho assunto ruoli di responsabilità fini a diventare direttore generale”.
In qualità di presidente infatti sta portando avanti numerose attività e progetti per migliorare il contesto in cui gli atleti si allenano “Stiamo lavorando all’ampliamento del centro di allenamento, con nuovi spazi per atleti e squadre ospiti. E ci prepariamo al 2027, anno del centenario della nostra associazione, con eventi e iniziative speciali”.
Innovazione e tradizione remano nella stessa direzione: «Il canottaggio sta diventando sempre più tecnologico. I dati su potenza, frequenza e biomeccanica sono fondamentali, e l’intelligenza artificiale aiuterà a personalizzare gli allenamenti. Credo anche che il canottaggio diventerà più tech-driven e più inclusivo, con più gare di squadra miste e eventi su acque urbane. Vorrei quindi che cambiasse la burocrazia federale per snellire le procedure di iscrizione e permettere l’iscrizione di più atleti”.
Pierpaolo ha infine voluto lasciare un messaggio a tutti i giovani sportivi che sono all’inizio della propria carriera: “Allenatevi con costanza, ma non dimenticatevi di godere del percorso: la disciplina è importante, ma la passione e il divertimento sono ciò che ti porteranno ad ottenere i tuoi risultati e coronare i tuoi sogni. Vincere non significa mettere al collo una medaglia, ma migliorare se stessi sempre, ogni giorno”.

