Durante la giornata dell’8 novembre a Varese si sono tenuti degli incontri con degli esponenti di di Trenord. In essi sono stati affrontati diversi temi quali la raccolta dei dati per poter bilanciare la domanda e l’offerta, la storia di Trenord, com’è ad oggi strutturata questa compagnia e le sfide che si ritroverà ad affrontare a causa dell’inverno demografico.

Nella conferenza avvenuta in mattinata si è parlato molto soprattutto dell’importanza del conoscere gli spostamenti delle persone e dunque la domanda di mobilità grazie alla quale poter disegnare un servizio coerente. Hanno parlato di dati telefonici e black box come mezzi più comuni per poter ricavare dei dati che vengono poi inseriti in un disegno più grande, grazie al quale è possibile tracciare le abitudini complessive delle persone e poter dirigere i mercati di conseguenza.

Da queste informazioni è emersa anche la scoperta che molte persone, che potrebbero utilizzare il treno come mezzo più sostenibile, non lo fanno e che, per di più, questa situazione non accenna a migliorare. Infatti, date le previsioni fatte, nel 2032 si avrà lo stesso bilancio di adesso solo che le persone saranno molte di più, a causa del possibile spostamento di massa a causa del surriscaldamento globale, e la situazione diventerà sempre più insostenibile a livello umano e ambientale.

Ma davvero le persone non vogliono condurre una vita più “green”? La risposta l’abbiamo trovata intervistando alcuni passanti nella città di Varese. Sono emersi molti temi e soprattutto molte realtà, prima tra tutte la reale consapevolezza del problema e la voglia di cambiare, ma anche la profonda insoddisfazione per la situazione attuale.

“non ho altre scelte perché vivo in periferia” dice Lisa Sacco, signora che riconosce il suo utilizzo quotidiano dell’auto per spostarsi “inoltre, spesso c’è un diffuso mal funzionamento dei trasporti”. “gli orari dei trasporti non coincidono coi miei impegni quindi spesso sono costretto a desistere” aggiunge Emilio Bianchi, signore di 73 anni. Alla domanda, invece, se si ritiene che Varese riesca ad offrire dei mezzi di trasporto sostenibili e accessibili a tutti, Arianna, una ragazza di 17 anni, risponde di no e un’altra signora, che ha preferito restare anonima, segnala un degrado dei trasporti rispetto a tre anni fa quando era arrivata a Varese. Molti inoltre non si sentono sicuri in stazione o sui treni e per questo molto spesso li evitano.

Ciononostante, durante il secondo incontro, gli esponenti di Trenord ci sono parsi propensi e sensibili ai disagi presenti nel mondo della mobilità attuale. Hanno espresso il loro desiderio di creare binari specializzati ed ampliare la rete ferroviaria per aumentare i collegamenti e così rendere i treni più accessibili e velocizzarli; riconoscono che il problema della criminalità sia grave e sono i primi ad esserne danneggiati dato che le stazioni non sono di loro proprietà e, se sono luoghi di criminalità, le persone andranno ad utilizzare meno i loro treni. Inoltre, ogni anno i treni devono essere e ripuliti da una media di 200’000 metri quadri di graffiti a causa di atti di vandalismo. Riguardo a questo tema per loro l’unico modo per poter risolvere la situazione è attuare una sicurezza partecipata, quindi una cooperazione tra i cittadini.

Dunque sembra che ci sia voglia da entrambe le parti, quella del consumatore e quella del venditore, di un avvicinamento e di un impegno maggiore per la sostenibilità. Ma allora perchè sembra non esserci un possibile punto di incontro?

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