I pro e i contro di un mondo abbastanza remoto
Uno dei temi più dibattuti di questo periodo riguarda sicuramente l’utilizzo di alternative green per potersi muovere all’interno degli spazi urbani ed extraurbani.
Secondo le principali aziende di statistica (Istat, ACI ed Eurostat) il mezzo più utilizzato dagli italiani è l’automobile, circa il 76,4% della popolazione che si sposta, seguito poi dalla gente che si sposta a piedi, 12,3%, e dai mezzi pubblici (treni, autobus, tram, metropolitane), utilizzati dal 10,5% della gente. Infine troviamo la motocicletta e la bicicletta, rispettivamente utilizzati dal 3,8% e dal 3,3% della gente.
Su di ciò, si possono trovare due correnti di pensiero differenti: da un lato la gente che crede che questo cambiamento sia possibile anche in tempi brevi, utilizzando risorse sostenibili come l’elettrico o, in casi più rari, l’idrogeno; dall’altro invece si trovano le persone che ancora credono nell’uso delle fonti non rinnovabili in quanto la società non è ancora pronta ad affrontare un cambiamento così radicale.
L’Unione Europea, aderendo al progetto “Green Deal” (“Patto Verde”), ha firmato nel 2023 un accordo che vieta la vendita di auto a benzina e diesel a partire dal 2035, iniziando così la vendita di sole auto a emissioni zero di CO2 .
Le auto a emissioni zero maggiormente utilizzate sono quelle elettriche, ma le problematiche che le riguardano sono molte: per prima cosa la bassa autonomia, che a tantissimi italiani non basta; secondo degli studi effettuati da Sorgenia, la media dell’autonomia di un auto elettrica è di circa 300 km… quest’ultima risulta essere problematica nel momento in cui una persona decide di fare un lungo viaggio. Altro problema ricorrente con le auto elettriche è lo smaltimento delle batterie che risulta essere molto inquinante per l’ambiente, quasi tanto quanto un auto a combustione interna durante tutto il corso del suo utilizzo.
La miglior soluzione proposta fino ad ora risulta essere l’idrogeno: un veicolo alimentato in questo modo, infatti, non presenta problemi per quanto riguarda l’inquinamento perché va ad emettere nell’atmosfera semplicemente vapore acqueo (H2O). Tutto molto bello, si può pensare: beh, anche questa tecnologia molto innovativa presenta i suoi problemi, uno fra tutti la presenza di giacimenti di idrogeno da cui poter far rifornimento che scarseggia, infatti, in Europa, i giacimenti di idrogeno attivi sono 214, in Italia solamente 2.

di Saronno
In conclusione possiamo dire che la mobilità sostenibile, per quanto possa essere un tema ricorrente e che tocca tutti, rimane un grandissimo punto di domanda. L’Unione Europea non sembra ancora essere pronta a tutto questo, ma la tecnologia si evolve velocemente: basti pensare che neanche dieci anni fa le macchine elettriche si contavano quasi sulle dita di una mano e ora sempre più case automobilistiche cercano di fare un salto nel mondo elettrico. Solo il tempo riuscirà a dare risposte.
Uno dei temi più dibattuti di questo periodo riguarda sicuramente l’utilizzo di alternative green per potersi muovere all’interno degli spazi urbani ed extraurbani.
Secondo le principali aziende di statistica (Istat, ACI ed Eurostat) il mezzo più utilizzato dagli italiani è l’automobile, circa il 76,4% della popolazione che si sposta, seguito poi dalla gente che si sposta a piedi, 12,3%, e dai mezzi pubblici (treni, autobus, tram, metropolitane), utilizzati dal 10,5% della gente. Infine troviamo la motocicletta e la bicicletta, rispettivamente utilizzati dal 3,8% e dal 3,3% della gente.
Su di ciò, si possono trovare due correnti di pensiero differenti: da un lato la gente che crede che questo cambiamento sia possibile anche in tempi brevi, utilizzando risorse sostenibili come l’elettrico o, in casi più rari, l’idrogeno; dall’altro invece si trovano le persone che ancora credono nell’uso delle fonti non rinnovabili in quanto la società non è ancora pronta ad affrontare un cambiamento così radicale.
L’Unione Europea, aderendo al progetto “Green Deal” (“Patto Verde”), ha firmato nel 2023 un accordo che vieta la vendita di auto a benzina e diesel a partire dal 2035, iniziando così la vendita di sole auto a emissioni zero di CO2 .
Le auto a emissioni zero maggiormente utilizzate sono quelle elettriche, ma le problematiche che le riguardano sono molte: per prima cosa la bassa autonomia, che a tantissimi italiani non basta; secondo degli studi effettuati da Sorgenia, la media dell’autonomia di un auto elettrica è di circa 300 km… quest’ultima risulta essere problematica nel momento in cui una persona decide di fare un lungo viaggio. Altro problema ricorrente con le auto elettriche è lo smaltimento delle batterie che risulta essere molto inquinante per l’ambiente, quasi tanto quanto un auto a combustione interna durante tutto il corso del suo utilizzo.
La miglior soluzione proposta fino ad ora risulta essere l’idrogeno: un veicolo alimentato in questo modo, infatti, non presenta problemi per quanto riguarda l’inquinamento perché va ad emettere nell’atmosfera semplicemente vapore acqueo (H2O). Tutto molto bello, si può pensare: beh, anche questa tecnologia molto innovativa presenta i suoi problemi, uno fra tutti la presenza di giacimenti di idrogeno da cui poter far rifornimento che scarseggia, infatti, in Europa, i giacimenti di idrogeno attivi sono 214, in Italia solamente 2.
In conclusione possiamo dire che la mobilità sostenibile, per quanto possa essere un tema ricorrente e che tocca tutti, rimane un grandissimo punto di domanda. L’Unione Europea non sembra ancora essere pronta a tutto questo, ma la tecnologia si evolve velocemente: basti pensare che neanche dieci anni fa le macchine elettriche si contavano quasi sulle dita di una mano e ora sempre più case automobilistiche cercano di fare un salto nel mondo elettrico. Solo il tempo riuscirà a dare risposte.
Qui sotto riportiamo un carosello di foto pubblicato sul post social inerente al tema:
