La voce dei giovani sui trasporti pubblici.
In Italia, la maggior parte degli studenti e dei lavoratori è solita utilizzare mezzi di trasporto pubblici (autobus e/o treni) per raggiungere scuole e posti di lavoro, sia per ragioni di praticità e comodità, sia per una sempre più accesa sensibilità ecologica. Ogni mattina, però, spesso si trasforma in una sfidante e rocambolesca avventura tra ritardi, coincidenze e attese, che intrappola i giovani di tutt’Italia in un autentico dedalo di strade e rotaie. Nonostante ciò, i mezzi di trasporto pubblico continuano ad essere preferiti allo spostamento autonomo, perché evitano l’incremento del traffico stradale durante le ore di punta e rendono gli studenti maggiormente responsabili e indipendenti. Per capire meglio le motivazioni dietro questa scelta, abbiamo chiesto a tre ragazzi di raccontarci il loro viaggio quotidiano verso la scuola.
Stefania è una ragazza di diciotto anni, frequenta la quinta superiore, e da cinque anni prende il pullman per raggiungere la scuola.
“Spostarmi in pullman non è solo una questione di comodità, ma mi permette di essere autonoma e risparmiare denaro.”
Il problema principale, però, riscontrato è il fatto che non ci sono mezzi pubblici disponibili fuori dall’orario scolastico, per cui Stefania si trova costretta a utilizzare l’auto. Inoltre, la poca continuità delle corse porta ad un sovraffollamento degli autobus negli orari di punta. Molti studenti rimangono inevitabilmente senza la possibilità di salire sull’autobus e quindi costretti a trovare una soluzione differente.
La mobilità via treno sembra, invece, più accessibile, perché caratterizzata da una disponibilità oraria più ampia. A tal proposito, abbiamo ascoltato la storia di altri due ragazzi, Edoardo e Sofia, assidui frequentatori della linea ferroviaria regionale “Trenord”. Nonostante gli orari più flessibili, il trasporto ferroviario comporta comunque diverse problematiche. Tra le più evidenti, si annoverano i continui ritardi e la sempre più frequente mancanza di sicurezza personale.
“Tendo a prendere il treno, perché durante il tragitto ho la possibilità di rilassarmi e studiare. Purtroppo spesso devo fare i conti con guasti e ritardi.” Racconta Edoardo “penso che se venissero applicati dei miglioramenti i cittadini sarebbero più inclini all’utilizzo di questo mezzo”.
Questo non è neanche l’unico motivo per cui gli studenti tendono ad allontanarsi dalle stazioni; Sofia ha deciso, infatti, di raccontarci il suo punto di vista.
“Mi è capitato a volte di prendere il treno in orari poco convenzionali e di non sentirmi al sicuro a causa della mancanza di una figura di riferimento nel caso in cui mi fosse successo qualcosa.”
Dalle tre testimonianze possiamo dedurre che sì, i treni e gli autobus sono mezzi convenienti, comodi e vantaggiosi, ma è necessario migliorare le condizioni di trasporto e spostamento degli studenti e lavoratori di tutta Italia. La maggior parte dei cittadini ha reso la sostenibilità il pilastro della propria coscienza civica, ma i continui disservizi e le inadeguate risorse pubbliche impediscono di trasformare la teoria in pratica.
Lo Stato, dunque, dovrebbe preoccuparsi di applicare delle migliorie, in modo da invogliare la popolazione verso scelte sostenibili coincidenti con uno spostamento collettivo e sempre meno individuale.
L’Ora Buca.
