Qual è il futuro della mobilità urbana? Perché il trasporto pubblico ci terrorizza così tanto? Ma, il green, esiste veramente? In un clima di confusione, promesse non sempre mantenute e, purtroppo, paura per il presente e il futuro, fare chiarezza su una tematica tanto complessa quanto essenziale è di dovere.

Parliamo di sostenibilità…
“Una città può dirsi davvero sostenibile nel momento in cui permette la libertà di scegliere il mezzo con cui circolare, una volta usciti di casa, senza dover necessariamente ricorrere alle automobili.“, ci riferisce uno dei nostri intervistati. Libertà e sostenibilità, dunque, sono due concetti complementari nel mondo moderno.
Quali sono i mezzi di mobilità sostenibile?
Secondo la funzionaria dell’Ufficio Tecnico delle Opere Pubbliche della Città di Legnano, nonché Mobility Manager, «Tutto quello che non è l’automobile privata. Se volessimo fare una classifica, avremmo al primo posto l’andare a piedi, poi la bicicletta tradizionale, seguita dalla bicicletta a pedalata assistita, i monopattini, i mezzi pubblici come treni, tram, bus, che trasportano molte persone contemporaneamente, seguita poi dal mondo della sharing mobility (tutti i mezzi in condivisione, dove si prenota un mezzo a tariffe orarie) e del car pooling.»
«L’obiettivo della mobilità sostenibile non è solo limitare le emissioni di CO2, bensì
diminuire il traffico in città e potenziare la sicurezza: questo permette di implementare la
qualità della vita in città.»
Ma la tanto attesa domanda: sarebbe possibile migliorare la qualità dei mezzi pubblici?
«I treni, essendo elettrici, sono poco inquinanti; gli autobus invece sono ancora a
carburante, ma piano piano si stanno convertendo in ibridi o interamente elettrici, il problema è
che restano alquanto onerosi», un tema che andremo ad approfondire in una delle prossime sezioni.
Sostenibilità è sinonimo di futuro, ma anche di responsabilità. Si tratta della capacità di soddisfare le esigenze del presente senza compromettere quelle delle prossime generazioni, e, al contrario di quanto molti credono, non riguarda solamente l’ambiente. Di fatti, possiamo parlare di responsabilità…
…sociale
L’art. 3 della nostra Costituzione parla chiaro: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge. […] È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Secondo la UIC, ad esempio, alle persone cieche o ipovedenti vengono fornite agevolazioni per i trasporti pubblici tra cui sconti ferroviari, riduzioni IVA per l’acquisto di automezzi, esenzioni dal Bollo e contrassegni H.
Eppure, il trasporto pubblico non resta sempre user-friendly per ogni singolo cittadino.
«Spesso ho difficoltà a muovermi nelle stazioni. A volte per lo stress dei pendolari, a volte per i guasti delle segnalazioni audio-visive o malfunzionamenti generali. Per non parlare della sicurezza. L’Italia ha reso i mezzi pubblici accessibili anche per noi, ma siamo lontani dall’avere la certezza ogni giorno.» ci racconta un ragazzo di Dialogo nel Buio, il centro formativo milanese gestito da ciechi e ipovedenti.
La situazione per coloro con altre disabilità non è diversa, in quanto sono frequenti le sfide quotidiane, in particolare legate alla mancanza di pedane di accesso per gli autobus.
…ambientale
Secondo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Governo punta a realizzare circa 570 km di piste ciclabili urbane e metropolitane in tutto il Paese.
Di grande rilevanza per la Provincia è l’approvazione del progetto Move On, che prevede la possibilità di raggiungere la Svizzera in bicicletta da Legnano (MI). I lavori sono già in corso a Castellanza (VA), nell’area ex Cantoni dietro alla residenza dell’Università Liuc, che si è dimostrata attivamente partecipe al progetto.
…economica
Parlando di costi, in realtà la mobilità sostenibile non si rivela tale solo dal punto di vista
ambientale, ma anche da quello economico: camminare è gratuito, spostarsi in bicicletta richiede
solo il costo del mezzo, che certamente è meno oneroso di un’automobile, gli abbonamenti ai
mezzi pubblici possono essere costosi, ma più li si sfrutta, più si rivelano convenienti.
Tuttavia, nel settore del trasporto pubblico la situazione diventa più complessa: parlare di cambiamento risulta sempre facile, ma le soluzioni prese in considerazione spesso si trovano a fare i conti con la realtà economica italiana.
«I mezzi pubblici hanno bisogno di maggiori investimenti, nelle grandi metropoli come Milano ve ne sono molti durante il giorno, ma non altrettanti negli orari notturni, mentre nelle piccole città sono pochi e spesso impiegano molto tempo per compiere piccoli tratti di strada. Se poche persone adoperano i mezzi pubblici, pochi fondi verranno investiti per migliorarli e se pochi fondi verranno investiti per migliorarli, altrettante poche persone ne usufruiranno: è un cane che si morde la coda.» ci spiega la Mobility Manager.
Il Pnrr prevede in totale nove misure indirizzate al miglioramento del settore: otto investimenti e una riforma. Ben 9,5 miliardi di euro sono destinati al trasporto pubblico, di cui 3,6 miliardi per il rinnovo di bus e treni green, ma sono ancora previste cancellazioni entro il 2026 a causa degli ostacoli nel rispettare le scadenze.
Su circa 40 progetti, 8 si trovano in Lombardia; tuttavia, a ricevere maggiori finanziamenti sono Emilia-Romagna e Sicilia.

Legnano: un Comune verso il green
In un’intervista esclusiva con la Dirigente delle Opere Pubbliche di Legnano, ci è stato riferito da quest’ultima che «Gli obiettivi attuali del Comune partono da una progettazione urbana che garantisca la sicurezza di pedoni e biciclette attraverso percorsi maggiormente fruibili.»
Mappe e strutture accessorie al percorso vengono definite fondamentali dalla funzionaria, specialmente le velo-stazioni.
«Pianifichiamo di studiare un sistema per la riduzione del traffico, così da tutelare anche le zone attualmente senza piste ciclabili. Inoltre, per ridurre le emissioni, vogliamo incentivare l’acquisto di auto elettriche distribuendo più colonnine sul territorio.»
Anche l’organizzazione dei parcheggi legnanesi diventa un sistema strategico, che mira ad incentivare le persone a non muoversi in città in auto, bensì preferire i mezzi pubblici oppure spostarsi a piedi, favorendo anche la salute.
«Certo, la macchina è uno status symbol, e dobbiamo comprender che i cittadini tenderanno ad utilizzarla anche oltre alla comodità.» conclude.
Per altri esempi di mobilità green, leggete il nostro articolo (clicca qui!)
Dal combustibile fossile all’elettrico: l’Italia mette le mani avanti
Secondo l’ultimo Smart Mobility Report condotto dal Politecnico di Milano insieme a Energy Strategy, un quarto delle auto immatricolate nel 2023 in Europa è elettrico. Si tratta di circa 3 milioni di autovetture, tra modelli full electric e plug-in. In testa vediamo la Germania, la Svezia, la Danimarca e la Finlandia.
Il nostro Paese, al contrario, sembra incerto su questo passaggio fondamentale, e fatica a raggiungere il livello degli altri stati. Nel 2023 è stato registrato persino un calo dello 0,2% rispetto all’anno precedente.

I Paesi Scandinavi sembrano particolarmente convinti dell’importanza della transizione elettrica. Ad Oslo, la “Capitale delle auto elettriche”, a partire dal primo novembre solo i taxi elettrici potranno circolare. La Norvegia ha da tempo adottato diverse misure per ridurre le emissioni e favorire un sistema di trasporti più sostenibile, tra nuove infrastrutture e incentivi: nel 2022, quasi l’80% delle auto vendute erano elettriche.
La mobilità del futuro
Tra modelli data-driven, software che imparano le nostre abitudini e autobus intelligenti, sono tante le sorprese che in futuro saremo in grado di sperimentare: leggete il nostro approfondimento (cliccalo!)
Un parere internazionale
Anche per i giovani, dunque, la mobilità sembra essere ancora un’incognita (clicca qui!).
Le nostre soluzioni
Campagne di educazione e sensibilizzazione
Bambini e ragazzi sono ormai al corrente delle conseguenze che l’inquinamento e il riscaldamento climatico avranno sul loro futuro. Tuttavia – oltre ai classici del riciclaggio e della riduzione del consumismo – spesso non gli vengono fornite azioni concrete da intraprendere per fare la propria parte. Partire dai trasporti (nell’ottica di un futuro in cui dovranno muoversi in autonomia, ma anche per incoraggiare i genitori a fare lo stesso) può essere una valida opzione: perché non organizzare incontri con le scuole per sensibilizzarli sul tema? Incoraggiarli a ridurre l’uso dei mezzi privati, fornendo soluzioni alternative tanto valide e aprendoli al mondo del trasporto pubblico, prima di doverlo scoprire da soli quando saranno costretti ad affidarvisi.
Sistemi di controllo e riduzione del traffico
Come già affermato dalla Dirigente delle Opere Pubbliche di Legnano, implementare tecnologie per ridurre la congestione in città e gestire meglio il flusso aiuterebbe a gestire sia il tempo dei cittadini che la quantità di emissioni nel territorio urbano.
Trasporti più flessibili
Un sistema di trasporti quasi on-demand – tra cui shuttle bus o mini bus – che possono fungere da taxi in grado di trasportare un quantitativo superiore di persone su richiesta (così da sfruttare la distribuzione del costo sul numero di passeggeri per ridurre i prezzi elevati dei taxi, ma allo stesso tempo l’inquinamento).
Canali consigliati
Si tratta di un tema attuale e complesso, difficile da spiegare attraverso un solo articolo. Di seguito, vi lasciamo canali ed esperti per approfondirlo.
Geopop: come ridurre le emissioni di CO2 nel quotidiano?
TedTalk: la mobilità elettrica
Infinity Canvas: AI e trasporti
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Articolo a cura di Martina Eguaglia, Emma Furrer, Aurora Targa e Nicola Giuseppe Zedda.







