Il data journalism, quella nicchia del giornalismo che si occupa di utilizzare la matematica e la statistica, ha sicuramente beneficiato delle innovazioni tecnologiche più recenti.
L’accesso sempre più facile a milioni di dati ed informazioni ha reso possibile creare contenuti mai visti prima, in grado di infondere nuova forza nei mass media.

Gli Americani sono sempre un passo avanti, ciò che lì è la normalità in Italia è fantascienza, anche se i nostri giornalisti stanno provando ad adeguarsi alle novità.
Nonostante la loro buona volontà mancano le competenze di programmazione, che oltreoceano rappresentano un prerequisito.

I quotidiani italiani per ovviare a questo deficit si avvalgono della collaborazione di piattaforme come

YouTrend, specializzate nella creazione di sondaggi e ricerche di mercato. Il co-founder del portale, Lorenzo Pregliasco, ha evidenziato però un eccessivo interesse da parte dei media italiani nell’attualità della notizia, costringendo i sondaggisti e programmatori a lavorare in poco tempo, senza approfondire a dovere e producendo così lavori qualitativamente ridicoli in confronto ai made in USA. Questa tendenza dei quotidiani ha un testimone dall’interno: Raphael Zanotti de La Stampa, che da solo rappresenta l’intera sezione di data journalism della sua testata, e che senza l’aiuto e le capacità di Marco Quaggiotto, ricercatore della ISI Foundation, sarebbe impossibilitato a svolgere il suo lavoro.

Figlio di questo rapporto è “Il voto strada per strada”, una mappa interattiva dei risultati delle elezioni del 2018 nelle città di Milano, Torino, Bologna e Firenze, che divide tramite la geolocalizzazione i voti per sezione elettorale di ogni partito politico.
La ricerca fu pubblicata però una settimana dopo le elezioni, di fatto generando un feedback sotto le aspettative, ma attirando le attenzioni di molti degli schieramenti in campo, che richiesero invano accesso ai potenti strumenti di Quaggiotto.
Youtrend è invece andato incontro alle necessità degli elettori, decidendo di creare il programma “trovacollegio”, utile per capire dove e chi si sarebbe potuto votare nella propria città di appartenenza. Le visite alla pagina sono state molte ed hanno evidenziato come quello offerto dal team di Pregliasco fosse alla stregua di un servizio pubblico, per il bacino di utenza che ha avuto e per la sua gratuità d’accesso.

La superiorità americana ha sempre l’occasione di mostrarsi in tutta la sua evidenza: il 25 Luglio scorso infatti, il New York Times ha rilasciato “An extremely detailed map of the 2016 election”, un contenuto multimediale interattivo capace di rappresentare i voti di tutta la nazione, praticamente casa per casa. Questo mastodontico progetto ha richiesto due anni per essere completato, ma ancora una volta sottolineato come la lungimiranza e l’attenzione al dettaglio, e non solo all’attualità, siano i veicoli per la realizzazione di un lavoro di alto giornalismo, che per un attimo ci porta lontano dalla forte crisi che i mezzi di informazione stanno attraversando oggigiorno.

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