Dalle prime Olimpiadi Invernali agli impatti che ospitarle avrà in Italia.

I Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 sono il risultato di una lunga storia sportiva, ma anche delle battaglie di atleti che hanno creduto fino in fondo nell’importanza di creare una manifestazione globale che desse spazio a sport esclusi dalle Olimpiadi.

Già nel 1899 Josef Rossler-Orovsky, atleta di Praga, propose di disputare gare di sci sui Monti Krkonose e durante una riunione del Comitato Olimpico Internazionale nel 1911 il conte Eugenio Brunetta d’Usseaux insistette per creare un programma olimpico invernale per l’anno seguente, ma trovò una dura opposizione e, con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il progetto fu abbandonato.

L’evento nacque effettivamente nel 1924 con il nome di “Settimana Internazionale degli Sport Invernali” e fu ospitato dalla Francia presso Chamonix. Grazie al successo di questa prima manifestazione la CIO assegnò retroattivamente il titolo di “Giochi Olimpici Invernali” a quella settimana di sport che divenne un appuntamento fisso. Il programma della prima Olimpiade invernale prevedeva che gli atleti fossero coinvolti in 5 sport suddivisi in 9 discipline, ma, con il tempo, il crescente interesse e l’aumento di popolarità di questi giochi portarono alla graduale introduzione di nuove discipline arrivando ad averne ben 16.

Oltre alla loro rilevanza sul piano sportivo, però, non si può considerare il fenomeno senza riflettere sugli impatti che l’ospitare i giochi avrà su ogni aspetto della nostra nazione: da quello sul territorio, a quello politico fino a quello personale.

Questo è l’approccio che la tematica centrale del festival Glocal 2025, “materia”, ci ha spinto a seguire. A lungo al centro delle elucubrazioni dei filosofi, oggi il termine ci riporta al concetto di realtà tangibile e concreta su cui questo evento impatta in maniera completa e reale.

Ne sono ben consapevoli i Lombardi che abbiamo intervistato a Varese in occasione delle giornate di BlogLab, molti dei quali seguiranno i giochi invernali, in accordo a quelli che sono gli impegni personali. 

Gli intervistati hanno evidenziato la loro fiducia sugli effetti positivi, ma rimangono anche perplessità: di Milano-Cortina 2026 sicuramente attira molto l’innovazione.

I più vedono grandi opportunità nell’arrivo di importanti flussi di turisti sul territorio, grazie ai quali ci sarà un incremento nell’economia e probabili migliorie delle infrastrutture, soprattutto della rete ferroviaria. Inoltre, si auspicano che le nuove strutture sportive possano durare nel tempo ed essere un’opportunità per il territorio senza speculazioni di natura politica. Le preoccupazioni emerse sono legate all’impatto ecologico, alle poche nevicate che renderanno necessaria la creazione di neve artificiale e all’aumento degli affitti a breve termine. 

Insomma, Milano-Cortina 2026, con i suoi rischi e le sue sfide, resta un evento di grande visibilità per il nostro paese ed è l’arena in cui scenderemo in campo portando i nostri valori e il nostro concetto di innovazione. Finalmente possiamo tirare fuori il lato migliore di noi Italiani, non sprechiamo questa occasione!

Locandina Olimpiadi Invernali 2026

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