“Un viaggio in treno per un futuro più verde”

I trasporti pubblici sono davvero una soluzione per il futuro?

La risposta è semplice: sì, ma non nelle condizioni attuali!

L’unica bici disponibile per il noleggio davanti alla stazione di varese non è nemmeno utilizzabile

La mobilità sostenibile, sfida ultima della nostra società, riguarda la creazione e l’uso di mezzi di trasporto all’avanguardia, in grado di ridurre l’impatto ambientale. Il concetto consiste non solo nell’adozione di veicoli ecologici, ma anche nel miglioramento d’uso delle risorse già a nostra disposizione

Per le nuove generazioni, la mobilità sostenibile è diventata un vero e proprio diktat, che equivale non solo ad una scelta ambientale responsabile, ma ad una vera e propria necessità. Ciò è definito con chiarezza dall’Agenda 2030, programma d’azione ideato dall’ONU, nei cui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, relativi alla salute, all’energia pulita, e alla lotta al cambiamento climatico, si evidenzia la necessità, non più rinviabile, di una trasformazione dei sistemi di trasporto verso modelli più ecologici ed efficienti. 

Nonostante l’impegno nella promozione dei trasporti pubblici, rimangono ancora numerosi problemi e una lunga strada da percorrere, affinché questi diventino realmente efficienti e accessibili a tutti. Alla base di molte questioni vi è, indubbiamente, la scarsa informazione sulla mobilità sostenibile. Ed è proprio per questo che in Italia i dati più recenti indicano che circa il 60% degli italiani non utilizza abitualmente i mezzi pubblici. Secondo il rapporto “Audimob 2021” dell’ISFORT (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti), solo il 5-10% della popolazione utilizza regolarmente i trasporti pubblici, mentre la maggioranza continua a preferire l’auto privata. L’11,7% è la quota modale di Trenord rispetto il suo bacino di utenza potenziale, mentre è di 4,7% la quota relativa agli spostamenti complessivi della Lombardia. 

Uno dei problemi più attuali che non induce molti giovani ad utilizzare i mezzi pubblici è il costo elevato dei servizi, non corrispondente alla scarsa qualità dell’offerta. Infatti, il mezzo di trasporto più comune per i giovani è il pullman, che presenta numerose carenze. Il numero dei mezzi a disposizione dalle varie società non è proporzionato all’utenza. Ciò costringe i pendolari a condizioni di viaggio inaccettabili, in cui la comodità e la sicurezza non sono contemplate. 

Parallelamente, permane anche la questione urgente delle condizioni igieniche soprattutto negli autobus scolastici, che sono veicoli a disposizione di molti ragazzi e soggetti ad una consistente affluenza, per cui dovrebbe essere garantita maggiore cura e manutenzione. 

Il problema più eloquente, tuttavia, riguarda gli orari: la scarsa puntualità, i continui ritardi, le cancellazioni e la ridotta flessibilità dei treni e pullman induce molte persone a preferire lo spostamento in modo autonomo.

Per migliorare la mobilità sostenibile, è essenziale considerare alcune possibili soluzioni alle criticità sopraelencate. In primo luogo, agevolazioni tariffarie per studenti e giovani rappresenterebbero un passo importante verso un sistema di trasporto più inclusivo e accessibile. A questo, si aggiunge la necessità di aumentare i fondi per incrementare il numero dei mezzi pubblici, riducendo così il sovraffollamento e migliorando la qualità dei viaggi. Anche le condizioni igieniche dovrebbero essere migliorate, prevedendo un piano di pulizia più accurato, specialmente nei mezzi utilizzati dagli studenti. 

Inoltre, una maggiore flessibilità e puntualità degli orari sarebbe fondamentale per rendere i mezzi pubblici una vera ed affidabile alternativa all’automobile. L’uso della tecnologia può facilitare il monitoraggio dello spostamento del veicolo eventualmente in ritardo, grazie ai Big Data, come è stato detto durante l’incontro con i referenti di Trenord venerdì 7 Novembre presso la Sala Montanari. La tecnologia, inoltre, faciliterebbe la mobilità sostenibile anche attraverso applicazioni per il car e bike sharing, che rendono gli spostamenti più organizzati e pratici. 

È altrettanto importante sensibilizzare i giovani sui benefici di una mobilità più sostenibile: campagne educative nelle scuole e nelle università potrebbero incentivare un cambiamento culturale, diffondendo la conoscenza su come i comportamenti individuali possano contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. 

A questo proposito, un’altra problematica emersa è quella dell’abbattimento degli alberi per la costruzione delle ferrovie, per cui i dirigenti di Trenord hanno già ideato un progetto, in linea con i temi dell’Agenda 2030, per piantare alberi contrastando la crescente deforestazione ed introdurre i treni a idrogeno. Questi ultimi, infatti, presentano diversi vantaggi: riducono le emissioni inquinanti, sono più silenziosi e rappresentano una valida alternativa per le tratte non elettrificate, dove l’installazione di linee elettriche sarebbe costosa e complessa.  La realizzazione di tali nuovi modelli ferroviari promuoverebbe investimenti in energia pulita e innovazione tecnologica. 

Infine, risulta fondamentale intraprendere un dialogo con le amministrazioni locali e delle aziende di trasporto per adattare queste soluzioni alle necessità delle singole comunità. Solo con un approccio coordinato e mirato sarà possibile rendere la mobilità sostenibile una realtà accessibile e funzionale per tutti.

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