La condivisione sta nel cammino, non solo dalla meta
Sin da quando abbiamo scelto il nome di questa squadra, “I tre moschettieri e d’Artagnan”, lo abbiamo sentito nostro. Il senso di solidarietà e unità di persone con interessi e capacità diverse ma complementari, il sostegno l’uno dell’altro, la capacità di affrontare le sfide insieme, non sono stati altro che una guida per noi. Ci siamo rese conto di vivere in una società, e anche una scuola, sempre più su misura del singolo: risultati e interessi personali sono la priorità; relazioni e rapporti umani sono relegati in un secondo piano. La performance, spesso legata esclusivamente alle conoscenze, è ciò che distingue “l’alunno modello” e colui che è “intelligente ma non si applica”.
Il sentimento che ci ha animato nell’affrontare questo progetto è completamente differente rispetto a quello che sentiamo muovere la collettività. Abbiamo costituito questa squadra per un esclusivo desiderio di metterci in gioco, affrontando, e superando, le sfide proposteci.
Abbiamo saputo lavorare in modo coeso, e sempre empatico, prestando attenzione l’una ai bisogni dell’altra, scoprendo i nostri limiti e impegnandoci al meglio delle nostre possibilità.
Per prima cosa abbiamo ritrovato, nel tema della mobilità sostenibile, spunti e fenomeni interessanti, approfondendoli grazie all’aiuto delle conferenze Glocal, dei cittadini di Varese, e degli esperti pronti a fornirci riflessioni e punti di vista attendibili.
In secondo luogo abbiamo selezionato gli argomenti che più si prestavano ai filoni da noi scelti, ragionando e discutendo insieme, per poi produrre il lavoro effettivo, frutto delle mani di ognuna di noi. Ci siamo cimentate nella fotografia, nelle riprese video e nelle interviste a distanza, assumendo consapevolezza delle funzioni degli strumenti giornalistici, come la piattaforma “WordPress”.
Insieme abbiamo analizzato e revisionato il nostro lavoro, creando una pagina social grazie alla quale condivideremo la nostra esperienza e il nostro operato.
Da questo progetto, nel quale abbiamo fuso i nostri interessi e capacità, usciamo con una nuova consapevolezza: quanto l’uomo può vivere bene una situazione se inserito in un ambiente lavorativo efficiente ed aperto ad ascoltare i bisogni altrui.
