La parità di genere è sempre stato un ostacolo difficile da superare in particolare nel mondo delle sport. Nonostante siano stati fatti vari progressi l’obiettivo finale non è stato ancora raggiunto. In questo articolo parleremo delle disuguaglianze tra uomini e donne nel corso dei giochi olimpici.
Nel giorno 7 novembre si è tenuta una conferenza presso l’aula magna dell’ Università dell’Insubria a Varese, dove come ospite speciale c’era l’ex fondista olimpionica italiana Stefania Belmondo che tramite un’intervista ci ha raccontato la sua esperienza come donna nel mondo dello sport.
Prima partecipazione delle donne nei giochi Olimpici
Le donne inizialmente non erano ammesse ai giochi olimpici poiché in un’era dove c’era una società patriarcale, le donne non avevano la libertà di poter partecipare ed erano considerate inferiori agli uomini.
La prima gara olimpica in cui hanno partecipato le donne sono state le Olimpiadi di Parigi del 1900 dove poterono competere in discipline come il tennis, io golf, la vela, l’equitazione e il croquet.
Numero di partecipazione
Le donne sono ancora sottorappresentate nelle Olimpiadi, il numero di partecipanti femminili è sempre stato inferiore al numero di partecipanti maschili. Ad esempio alle Olimpiadi di Tokyo 2020, le donne hanno rappresentato il 48,8% degli atleti, mentre gli uomini hanno rappresentato il 51,2% degli atleti. Inoltre le donne sono ancora escluse da alcune discipline come il decathlon e il wrestling greco-romano. Le gare maschili raggiungono una visibilità maggiore rispetto a quelli femminili e vengono premiati maggiormente.
Pregiudizi e violenze
Le donne nel mondo dello sport e alle Olimpiadi subiscono discriminazioni, violenza (fisica,sessuale e psicologica) e pregiudizi legati a stereotipi di genere. Spesso le atlete sono considerate meno forti, più emotive, meno competitive e inferiori agli uomini. Spesso l’attenzione ricade più sull’aspetto fisico che sulle prestazioni e c’è anche una forte mancanza di rappresentanza come ad esempio la minima percentuale di allenatrici e figure dirigenziali femminili. Inoltre le donne subiscono violenze fisiche dirette, esclusioni ingiustificate e allenamenti in condizioni non sicure. Subiscono abusi sessuali da parte di allenatori e altre figure presenti nello sport, patiscono anche abusi psicologici e online.
Nel 2025 dovrebbe essere già stato raggiunto ma purtroppo ci sono ancora dei passi in avanti da fare. Le donne non dovrebbero essere denigrate a causa del loro sesso o di altri fattori. Le Olimpiadi dovrebbero essere un evento sportivo che promuova l’empowerment femminile come hanno promesso di fare nelle prossime Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
