Un legame che fa bene: sport e giovani

Nell’antichità lo sport nasce come attività quotidiane necessarie per la sopravvivenza, come caccia e lotta, che si sono trasformate in competizioni per l’abilità, la preparazione militare, il divertimento e riti sociali. Ad oggi viviamo in una realtà nella quale lo sport è una parte fondamentale per la società ed è anche un punto di incontro e soprattutto di riferimento.

“Neve, fatica e sogni. Nella vita e non solo nello sport se non fatichi non arrivi a niente. Durante la mia prima Olimpiade ho assistito alla premiazione di tre ragazze russe sul podio, le guardavo con invidia, da quel momento per anni ho sognato la vittoria e le medaglie, fino a togliermi bellissime soddisfazioni. Bisogna crederci per raggiungere i propri obiettivi”.

Stefania Belmondo

Queste sono le parole di Stefania Belmondo, un’ex fondista vincitrice di 10 medaglie olimpiche, durante l’incontro del 7 novembre  “Neve, fatica e sogni: la materia delle Olimpiadi” all’università Insubria di Varese.

Sport: un aspetto fondamentale per la vita dei giovani

Questo argomento negli ultimi anni colpisce in particolare modo i giovani, che spesso praticano attività fisiche per i molteplici benefici non solo fisici,ma anche psicologici e sociali. Spesso i ragazzi però non riescono a gestire lo sport con gli altri impegni, essi infatti oltre alla propria disciplina sportiva si concentrano anche su scuola, lavoro, vita sociale e momenti di svago o riposo. Nel 2015 nasce nelle scuole superiori il progetto “Studente-atleta” , ideato per agevolare gli studenti che praticano attività a livello agonistico. Questa iniziativa ha lo scopo di conciliare progetto scolastico e agonistico in modo da rendere possibile eccellere in entrambi gli ambiti. In un solo anno (dal 2016 al 2017) il progetto ha visto una crescita del 191% nel numero di studenti. Tuttavia combinare lo sport con il resto della vita quotidiana può essere complesso e a volte problematico, nonostante i vantaggi forniti.

Per approfondire nel miglior modo questo argomento riguardante i giovani abbiamo deciso di ascoltare le loro voci, ponendogli alcune domande. Giorgia, una ragazza di 17 anni di Varese  vicecampionessa italiana di salto con l’asta che frequenta il liceo scientifico, ci racconta la sua esperienza. 

“L ‘atletica è uno sport che mi sprona a dare sempre di più, ma spesso mi porta via tempo da impiegare nello studio e arrivo a fine giornata stanchissima”. Ci ha spiegato che ci tiene a mettere l’anima in ogni cosa che fa e non le piace lavorare in modo svogliato o senza dare tutta sé stessa. Vuole eccellere sia nello sport che nella scuola e ciò può essere stressante e pesante, soprattutto per una ragazza del liceo che prova a dividersi in attività scolastiche, sportive e anche sociali e familiari.

 “Io so che non si può essere bravi in tutto, però ci si può provare” afferma Giorgia aggiungendo anche che la sua tenacia e la sua costanza la aiutano a emergere e a distinguersi in ciò che fa, infatti ci ha detto di avere una media molto alta a scuola e di essere una tra le migliore nella sua specialità. 

In seguito abbiamo parlato con Ludovica, atleta di 17 anni  della Nuova Atletica Varese che studia al liceo scienze applicate. “Grazie allo sport riesco a staccarmi dalla quotidianità, è come se per quelle ore di allenamento il resto dei problemi fossero messi in pausa e avessi del tempo in cui devo dare il massimo, praticare sport alla nostra età è davvero importante, può aiutare ad alleviare l’ansia e a capire come mettere tutte le nostre energie in ciò che facciamo”. Ludovica ci ha raccontato di cos’è per lei lo sport e che rapporto ha con esso: lei dedica anima e corpo in esso e pensa che ognuno a questa età dovrebbe farlo, poiché può servire a schiarirsi le idee e ad imparare ad autogestirsi, soprattutto con gli altri impegni, a sentirsi più attivi e di conseguenza più felici. Lei fa del proprio meglio e si organizza molto bene per rispettare tutti i suoi impegni e per avere tempo per lo studio, famiglia e amici.

Gara a Mariano Comense

Dunque i giovani, che in molti ormai definiscono “superficiali” o “nullafacenti”, cercano in realtà di mediare tutte le loro attività e di non trascurarne nessuna.

Camilla, ragazza di 16 anni di Varese studentessa del liceo classico e giocatrice di pallavolo  a livello agonistico, ci ha spiegato la sua situazione: ha 4 allenamenti di due ore e mezza a settimana e due partite, ma non ha lo studente-atleta, essendo in una categoria inferiore alla serie C.  Questa cosa spesso la penalizza perché vorrebbe essere sempre presente in entrambi, ma a volte le risulta complicato. “Cerco di organizzarmi sempre al meglio, ma comunque ci sono giorni in cui arrivo la sera sfinita e giorni in cui devo rinunciare ad uscire per l’allenamento e lo studio, ciò comunque non mi pesa perché sono mie scelte”. Per lei a volte non è facile trovare un giusto equilibrio, ma comunque la pallavolo è un modo per scaricare lo stress e la aiuta a migliorare la concentrazione.

Intervista a Camilla

L’importanza delle Olimpiadi

La passione per gli sport ha portato gli adolescenti ad incuriosirsi e a seguire questi anche attraverso le Olimpiadi. Nel 2026 le Olimpiadi invernali saranno tenute nei nostri territori e ciò ha reso partecipi ed elettrizzati molti, tra cui alcuni ragazzi che 

abbiamo intervistato: Elena ragazza di 16 anni che fa atletica, Annalisa di 15 anni e Filippo di 16 che fanno canottaggio. Tutti loro hanno iniziato ad appassionarsi al loro sport proprio grazie alle Olimpiadi, raccontando di aver iniziato dopo averle viste in tv. Non si sono appassionati solamente alle attività  che praticano ma in generale a moltissimi altri che hanno visto durante i giochi olimpici come: salto con gli sci, pattinaggio, scherma, nuoto, tuffi e molti altri.                                                                                                               

Elena infatti ci ha detto: “ Le olimpiadi sono un mezzo utile a tutti, per scoprire nuovi interessi e da lì magari trovare nuovi hobby. Poi sono importanti anche per chi le ospita, a livello turistico ed economico, e per chi le segue da casa che può ritagliarsi dei momenti per sé a guardarle” 

Infine Filippo durante l’intervista ha detto una frase da cui siamo rimasti particolarmente colpiti: “Lo sport ci insegna a non mollare mai , nemmeno quando la fatica sembra più grande del traguardo”   

Praticare sport aiuta i giovani a sviluppare determinazione e resistenza, durante una competizione ci si può ritrovare demotivati, stanchi o in difficoltà ma lo sport insegna proprio a non arrendersi e ad andare avanti anche quando sembra impossibile. Questa lezione che si impara nello sport va poi applicata anche nella vita: affrontare gli ostacoli e i momenti più difficili con perseveranza porta a raggiungere i propri obiettivi. 

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