Sport, salute e intelligenza artificiale: la rivoluzione parte da Milano-Cortina

Settant’anni dopo Cortina ’56, le Olimpiadi tornano in Italia con una nuova sfida: coniugare innovazione, formazione e rispetto per l’ambiente.


Il 7 novembre 2025 nella Sala Estense di Varese si è tenuta una conferenza coordinata dal direttore del giornale Varese News Marco Giovanelli, con gli interventi del professore Davide Tosi; l’amministratore delegato della Summeet Matteo Bruno Calveri e l’amministratore delegato della Oasi Zegna Riccardo Capo. 

Il primo punto di riflessione proposto è stato quello fornito dal professor Davide Tosi, il quale ha sottolineato come l’intelligenza artificiale possa essere una risorsa fondamentale per la gestione degli grandi eventi. Dai flussi di persone nelle metropolitane di Milano, fino all’analisi dei consumi energetici, l’IA è in grado di ottimizzare i processi e ridurre l’impatto ambientale. Non si tratta solo di tecnologia, ma di coordinamento, sicurezza, sostenibilità ed engagement: valori chiave per i Giochi del 2026.

In seguito Tosi ha ricordato anche l’esperienza delle Olimpiadi di Tokyo 2020, dove l’intelligenza artificiale è stata impiegata per prevedere le prestazioni sportive, gestire la sicurezza e persino migliorare l’esperienza dei tifosi, grazie a robot e assistenti digitali. «Ognuno di noi genera dati — ha affermato — e questi dati devono essere sfruttati con intelligenza e responsabilità».

A collegare il mondo della tecnologia a quello della formazione e della salute è stato Matteo Bruno Calveri, amministratore delegato della Summeet. Ricordando che la prima Olimpiade invernale italiana si tenne proprio a Cortina nel 1956, Calveri ha riflettuto su come in settant’anni sia cambiato il nostro modo di imparare.

Oggi la formazione è continua e digitale, e anche in ambito sanitario rappresenta un investimento e non un costo. I professionisti della salute, infatti, vengono formati virtualmente per affrontare situazioni di emergenza — dagli infortuni sportivi agli attentati — e l’intelligenza artificiale può perfino prevedere i rischi di lesioni per gli atleti. Lo sport, ha ricordato Calveri, è anche prevenzione: un ponte tra benessere fisico, progresso tecnologico e consapevolezza collettiva.

Infine, Riccardo Capo, amministratore delegato della Oasi Zegna, ha riportato il discorso alla dimensione naturale e umana dei Giochi. Ha raccontato la visione di Ermenegildo Zegna, che decise di rendere la montagna un luogo accessibile e accogliente piantando oltre mezzo milione di alberi e creando una strada panoramica. Oggi Oasi Zegna continua quella missione con nuovi strumenti: l’intelligenza artificiale applicata al turismo, i percorsi sostenibili e un cammino di 50 chilometri dedicato proprio a Zegna, progettato anche grazie ai suggerimenti dell’intelligenza artificiale. In quest’oasi naturali si sono allenati molti atleti che parteciperanno alle Olimpiadi, in un incontro simbolico tra natura, tecnologia e sport.

La conferenza si è così trasformata in un viaggio attraverso tre dimensioni del futuro: la tecnologia che organizza, la formazione che prepara e la natura che accoglie.

Milano-Cortina 2026 non sarà solo un evento sportivo, ma una prova di equilibrio tra progresso e sostenibilità, tra l’ingegno umano e la forza della montagna. Un laboratorio in cui, forse, la vera medaglia d’oro sarà la capacità di immaginare un mondo più intelligente, più verde e più umano.

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