Olimpiadi invernali: un’emozione senza tempo

La storia dei Giochi Olimpici invernali: un tuffo nel passato per ricordare da dove veniamo.

«L’importante nella vita non è il trionfo ma la lotta. L’essenziale non è aver vinto, ma aver lottato bene.» Così parlava Pierre De Coubertin, che alla fine del XIX secolo diede origine alle Olimpiadi moderne. 

 Siamo ormai giunti alle porte del 2026, anno nel quale (dal 6 al 22 febbraio) il nostro Paese ospiterà i giochi olimpici invernali Milano-Cortina e, per capire meglio il nostro tempo, ci risulta indispensabile conoscere anche le origini di quella che è un affascinante ricorrenza e istituzione sportiva che ha appassionato ed entusiasmato diverse generazioni di spettatori.

Come abbiamo anticipato, le Olimpiadi moderne nascono nel 1896 grazie all’idea del barone francese Pierre De Coubertin e, per rispetto storico, la prima edizione si svolse ad Atene, in Grecia, ovvero la patria delle Olimpiadi antiche che vengono continuamente rievocate in occasione delle varie manifestazioni sportive. 

Nelle prime edizioni delle Olimpiadi, ancora non erano ammesse gare come il pattinaggio sul ghiaccio e competizioni sciistiche, ma, nonostante ciò, sport di questo tipo erano praticati, a livello agonistico, con entusiasmo, in Scandinavia.

Le prime Olimpiadi invernali in assoluto furono ospitate dalla Francia (a Chamonix-Mont-Blanc) nel mese di febbraio del 1924. Durante la loro tradizione più che centenaria, l’Italia ha avuto l’onore di ospitare i giochi, includendo l’edizione che sta per avere luogo, ben tre volte: la prima nel 1956 a Cortina d’Ampezzo, la seconda nel 2006 a Torino e la terza è quella a cui stiamo per assistere, ovvero quella del 2026, che è pronta a regalarci emozioni e a riempire il nostro Paese di orgoglio. Dobbiamo inoltre ricordare anche i Giochi invernali che dovevano avere luogo a Cortina nel 1944 e che furono cancellati per la Guerra. Risulta anche curioso pensare alla coincidenza degli anni in cui l’Italia ha ospitato le Olimpiadi invernali, 1956, 2006 e 2026, date che terminano tutte con il numero 6: sarà un presagio positivo di numerose vittorie per il nostro paese? Staremo a vedere.

A proposito di presagi di vittoria, dobbiamo tenere in considerazione una tappa del nostro viaggio nella storia dei Giochi Olimpici invernali che per noi Italiani è molto importante, ovvero gli effettivi risultati ottenuti dagli atleti nostri connazionali.

La prima medaglia d’oro ottenuta da un Italiano fu vinta nel 1948 da Nino Bibbia nella disciplina dello Skeleton. Oltre alla sua, il nostro Paese ha potuto totalizzare la considerevole cifra di ben 140 medaglie.

Non possiamo assolutamente parlare di Olimpiadi senza ricordare il fenomeno degli effetti che queste ed altri eventi di portata mondiale (come ad esempio l’EXPO) portano al territorio che le ospita. 

Prima di tutto le Olimpiadi diventano un mezzo di rilancio dell’economia di un paese. Con le Olimpiadi si osserva generalmente un aumento di posti di lavoro e di strutture che poi avranno molteplici funzioni in tempi futuri; è anche importante considerare l’afflusso turistico che richiede strutture ricettive moderne ed efficienti.

Come abbiamo potuto evidenziare, le Olimpiadi vengono da una storia più che centenaria, che da sempre si è intrecciata con i più diversi scenari geopolitici. Nel corso dei giochi olimpici paesi rivali si sono trovati nella stessa sede a competere in maniera pacifica, leale e inclusiva. Dunque eventi sportivi come le Olimpiadi hanno sempre rappresentato un elemento di unione tra popoli e culture così diverse, eppure così vicine negli ideali di fraternità e di lealtà reciproca. Sarà così anche questa volta? oppure le tensioni, l’odio tra popoli e le guerre getteranno un’ombra oscura sulla bianca neve delle nostre montagne?

Ancora non abbiamo risposte ma sappiamo che i Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026 accenderanno un faro sulle montagne della nostra bella Italia.

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