Obiettivi da rincorrere

Avete mai avuto un sogno? Domanda forse scontata, ma non per molti; infatti quanti realmente hanno poi inseguito quel sogno e l’hanno raggiunto? Dopo 5 olimpiadi invernali disputate e 10 medaglie vinte, questo è sicuramente il caso di Stefania Belmondo. 

Atleta classe ‘69,cresciuta nel cuneese, che inizierà a sciare all’età di 3 anni e la cui passione crescerà sempre di più col tempo, tanto da arrivare a disputare la sua prima olimpiade nel 1988 a Calgary, in Canada. Si posizionò 19ª, era demoralizzata e arresa, ma vide in lontananza il podio su cui stavano venendo premiate 3 ragazze russe. Subito un sentimento la pervase: una grande invidia, ma un’invidia “buona”; aveva infatti capito che sarebbe stata lei a vincere come loro un giorno. Da quel momento il pensiero diventò ossessione, e questa motivo di speranza e sudore, sete di rivincita per dimostrare a tutti chi fosse davvero. Arriva così l’olimpiade ad Albertville del 1992 , anno in cui vincerà le sue prime tre medaglie (tra cui anche il primo oro), ma non era soddisfatta. Voleva puntare più in alto, voleva lasciare davvero il segno, e così fece. Nel 2002 a Salt Lake City la gara dei 15 Km a tecnica libera sembrava già in mano a Larisa Lazutina, ma a pochissima distanza dal traguardo, con una forza e determinazione esplosiva, Stefania la supera e arriva al traguardo vincendo il suo secondo e più importante oro olimpico. Esulta, si toglie gli occhiali appannati e si guarda intorno circondata da cori trionfanti. 

“Senza fatica non si ottiene mai ciò che si desidera” è la frase che oggi, all’incontro “Neve, fatica e sogni”, Stefania afferma per trasmettere il significato del suo vissuto. I temi del convegno (tenutosi all’Università dell’Insubria nell’Aula Magna per l’evento “Glocal”) hanno donato vari e interessanti spunti di riflessione per poi lasciare una testimonianza unica. Infatti al famoso motto “credi nei tuoi sogni”, Stefania ha aggiunto parole sincere riguardo all’impegno, alla fatica, alla dedizione, ai fallimenti e alle rivalse nel mondo dello sci di fondo che, purtroppo, viene considerato sport minore rispetto ad altri. Ora infatti lavora come parte della guardia forestale, ma non ha mai dimenticato i suoi anni d’oro, nel vero senso della parola. 

La sua testimonianza ha emozionato, spronato e aiutato ognuno dei presenti alla capire cosa davvero sia la costanza e la determinazione nel perseguire un obiettivo, ma specialmente nel credere nelle occasioni e in ciò che la vita ha in serbo per ciascuno noi, poiché tutto è ancora da scrivere.

Stefania Belmondo a Salt Lake City, 2002

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