La tecnologia scende in pista

Un secolo di sport tra la neve, fatto di progresso tecnologico sempre crescente, e della pur sempre necessaria fatica dell’atleta.

Sin da Chamonix

Le Olimpiadi invernali hanno percorso un lungo viaggio dal 1924, quando Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, ospitò la prima edizione. All’epoca c’erano solo cinque sport di cui nove discipline olimpiche. Oggi, invece, il programma è molto più ampio: 16 sport ufficiali e migliaia di atleti provenienti da tutto il mondo. Questo salto enorme non racconta solo numeri: racconta di come i Giochi siano diventati davvero un evento globale, capaci di unire nazioni e culture diverse attorno alla passione per lo sport.

Da una chiacchierata al festival Glocal a Varese con la campionessa Stefania Belmondo il 07/11/2025, ci siamo interrogati su quanto la tecnologia e negli ultimi anni anche l’intelligenza artificiale abbiano modificato le discipline olimpiche.

Innanzitutto, la disponibilità di tecniche di rilevazioni biometriche, di visori e GPS, tramite anche il supporto del AI, stanno diventando un supporto nella personalizzazione degli allenamenti, sempre più orientati verso un miglioramento della prestazione tecnico-sportiva. Allo stesso tempo, i sistemi predittivi permettono di prevenire infortuni, segnalando quando un atleta mostra segni di affaticamento o compie movimenti potenzialmente rischiosi.

La stessa esperienza di tutti noi spettatori e tifosi, inoltre, diventa sempre più coinvolgente ed immersiva, grazie a realtà aumentate, esperienze interattive e telecamere intelligenti che selezionano inquadrature e momenti salienti.

Le misurazioni e i parametri per le valutazioni delle prestazioni utilizzate dalle giurie, infine, si avvalgono delle innovazioni tecnologiche in questo campo, e anche l’aspetto organizzativo della sicurezza e il presidio medico sul campo per gli infortuni beneficiano dei sistemi predittivi forniti dall’intelligenza artificiale.

Ci è dunque piaciuto approfondire qualche esempio, come lo slittino, il bob e lo sci.

Lo slittino: velocità, tecnica e innovazione

Tra le discipline più affascinanti c’è lo slittino, il cui debutto olimpico è arrivato solo nel 1964 a Innsbruck, con singolo maschile e femminile e doppio maschile.

Da allora, lo slittino non ha smesso di evolversi. Le vecchie slitte in legno hanno lasciato il posto a modelli moderni in fibra di carbonio e materiali compositi, più leggeri, resistenti e aerodinamici. Le piste, inoltre, sono oggi dei veri capolavori di ingegneria: curve studiate per sicurezza e velocità, sistemi di refrigerazione sofisticati e strumenti come stampa 3D e analisi computerizzate che permettono di personalizzare ogni slitta in base all’atleta.

Alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, lo slittino mostrerà tutta la sua forza: velocità fino a 150 km/h, precisione millimetrica e un equilibrio perfetto tra tecnica, coraggio e innovazione.

Impianto sportivo a Innsbruck

Il bob: potenza, adrenalina e storie indimenticabili

Anche il bob ha visto una trasformazione impressionante.

Dai primi modelli in legno, pesanti e poco maneggevoli, si è passati a strutture in acciaio, poi a materiali ultraleggeri come kevlar e fibra di carbonio. Poi, le squadre più avanzate, come quella tedesca in collaborazione con BMW, utilizzano simulazioni al computer, gallerie del vento e stampa 3D per rendere ogni bob perfetto dal punto di vista aerodinamico. Anche le piste si sono evolute allo stesso ritmo: dai percorsi naturali si è passati a circuiti artificiali refrigerati, con curve progettate scientificamente per garantire sicurezza e spettacolo. La partenza può decidere una gara, ma anche la guida nelle curve è cruciale. 

Le regole moderne, che impongono limiti di peso per bob ed equipaggio, valorizzano la forza, la tecnica e il lavoro di squadra più della semplice massa del mezzo. Il bob ha fatto parte quasi di tutte le edizioni olimpiche, tranne Squaw Valley 1960, e ha regalato storie memorabili. Chi non ricorda la squadra giamaicana del 1988, i celebri “Cool Runnings”? Un gruppo di outsider dai tropici che sfidò le nazioni nordiche e conquistò il cuore di milioni di persone, diventando leggendario anche grazie al film “Quattro sotto zero”.

Esempio di una gara di bob nel passato: Olimpiadi invernali

…e lo sci di fondo

Lo sci di fondo è uno degli sport più tecnici e affascinanti delle Olimpiadi invernali.

Questo è nato come mezzo di spostamento nei paesi nordici, è diventato nel tempo una delle prove più impegnative e spettacolari delle Olimpiadi invernali. Le tecniche di base dello sci di fondo sono: la tecnica classica che si svolge su binari paralleli tracciati sulla neve in cui un piede spinge mentre l’altro scivola in avanti e la tecnica libera in cui gli sci non restano nei binari ma si muovono “a v”.

Per approfondire la nostra conoscenza di questo sport, abbiamo parlato con una persona speciale…

L’intervista

Dal momento che ci siamo chiesti se tutte le innovazioni di cui abbiamo parlato siano un bene per lo sport, e se le Olimpiadi manterranno quindi il loro spirito originario, abbiamo provato a darci e a darvi una risposta intervistando Stefania Belmondo, campionessa di sci di fondo italiana, con dieci medaglie olimpiche, che la rendono la seconda atleta donna italiana più premiata nella storia del paese.

Di seguito trovate l’intervista fatta alla campionessa:

Alla luce delle sue parole, l’ingrediente principale per una buona prestazione sportiva, anche nel contesto attuale, favorito costantemente dalle innovazioni, è allora il lavoro e la perseveranza dell’atleta.

Stefania Belmondo ci ha ispirato, e per questo le abbiamo dedicato un piccolo spazio nel nostro post su instagram.

Leave a Reply