Il vero spirito dello sport

L’umanità si è sempre battuta per la pace, anche attraverso le Olimpiadi. Oggi è ancora così?

L’aberrazione nazista

Nell’agosto del 1936, a Berlino, Adolf Hitler si propone di utilizzare le Olimpiadi come strumento propagandistico. Ventotto nazioni prendono parte a questa edizione, e il messaggio che il Cancelliere del Reich vuole inviare loro è chiaro: la razza ariana è superiore.

Tale concetto doveva essere percepito proprio grazie alla supremazia tedesca negli sport attesa da Hitler, e doveva risaltare più che mai grazie alla diminuzione delle politiche antisemite nel periodo dei Giochi. 

In quel contesto, tuttavia, i grandi campioni non furono tedeschi: fu infatti l’afroamericano Jesse Owens a brillare tra gli altri sportivi con la vincita di quattro ori. 

Le sue vittorie risultano dunque emblemi della sconfitta della strumentalizzazione dello sport a fini di propaganda, e della lotta contro l’ideale opprimente e intollerante.

Giochi di pace

L’evento del 1963 si ricollega, nel suo fronteggiare realtà politiche conflittuali, a molte prese di posizione nella Storia contro queste. Spiccano i boicottaggi di alcune edizioni olimpiche a fronte di dispute internazionali, spesso armate: esempio primo è l’Olimpiade Popolare, che, pur non essendo stata effettivamente tenuta, nasce come opposizione all’edizione berlinese del ‘36, e comunione di persone di tutte le etnie e entrambi i sessi.

Nel corso della storia delle Olimpiadi, dunque, proprio battendosi per l’annullamento dei conflitti ci si è ricongiunti, ogni volta, nonostante la resistenza dei regimi, delle dittature e della guerra stessa, all’antico ideale alla base delle edizioni olimpiche: la pace tra le nazioni. Questa è il pilastro originale dei Giochi Olimpici: veniva perseguita con le cessazioni dei combattimenti (Tregue Olimpiche) nei periodi delle Olimpiadi nell’antica Grecia, e invocata dal moderno fondatore dei Giochi, Pierre de Coubertin.

Oggi più che mai

L’onere di portare la pace attraverso le Olimpiadi è stato tramandato nel tempo, ed è giunto all’età contemporanea, in cui l’IOC (Comitato Olimpico Internazionale) pone l’appianamento del conflitto tra gli obiettivi chiave dei Giochi. Inoltre, questo desiderio si è espresso concretamente nella formazione della Squadra Olimpica Rifugiati, composta per la prima volta nell’edizione del 2016 e che accoglie atleti rifugiati delle nazioni in devastate dalle contese.

Oggi, le imminenti edizioni olimpiche Milano – Cortina si ripropongono di riportare la fiaccola sempre ardente della pace: il 7 ottobre 2025, infatti, il Ministro degli Esteri italiano Tajani ha avanzato all’ONU la richiesta di una Tregua Olimpica in vista della prossima edizione delle Olimpiadi Invernali.

Dichiarazione di Tajani alla stampa riguardo la Tregua Olimpica

Possano la gioia e i buoni intenti amichevoli regnare, così che la Torcia Olimpica possa perseguire la sua via attraverso le ere, aumentando le comprensioni amichevoli tra le nazioni, per il bene di una umanità sempre più entusiasta, più coraggiosa e più pura

Pierre de Coubertin

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