quando la neve aveva il suo nome: Stefania Belmondo

Stefania Belmondo è l’ex fondista italiana più titolata dello sci di fondo, ha vinto 10 medaglie olimpiche e 13 medaglie iridate, svoltando la storia dello sci di fondo femminile.

Lo sci di fondo è uno sport invernale che si pratica su piste battute, che si basa sull’utilizzo coordinato tra sci e bastoncini. Rispetto allo sci alpino si avanza solo con la forza delle gambe e delle braccia. Negli anni si sono formate due tecniche principali: La tecnica classica in cui si scivola avanti e indietro su due binari paralleli, un po’ come camminare o correre sulla neve. Tecnica libera o skating, nella quale si spinge lateralmente, come nel pattinaggio di velocità.

Nasce il 13 gennaio 1969 a Vinadio (CN) in Piemonte, suo padre era un dipendente dell’ Enel e fu colui che la avviò al passione per lo sci, a tre anni, regalandole un paio di sci di legno rossi. Inizia a sciare nelle piste di valle Stura, ma solo a 13 anni la sua passione diventò un impegno serio entrando nella squadra regionale piemontese.
Il suo primo esordio avviene nella coppa del mondo nel 1986-87, entrando poi nella squadra nazionale italiana e giocando le sue prime olimpiadi a Cagliary 1988, Canada. La sua carriera da Cagliary in poi fu un successo: la sua ultima coppa fu alle olimpiadi invernali Salt Lake City 2002 dove fu erroneamente squalificata per doping (riceve la medaglia di bronzo un anno e mezzo dopo) e dove vinse un oro nei 15km tecnica libera e un argento nei 30km tecnica classica. Nel 2004 ipotizzò un rientro nell’agonismo ma decise poi di dedicarsi alla sua famiglia; Belmondo è molto legata alla sua famiglia, e anche al suo territorio: dopo il suo ritiro decide di tornare sulle Alpi con la sua famiglia, ritornando nei luoghi della sua infanzia.

Da giovane si è scontrata per la prima volta con i suoi fallimenti, Calgary 1988,Canada è arrivata diciannovesima nei 10 chilometri, ventinovesima nei 20 chilometri e decima nella staffetta commentando dopo aver visto le tre ragazze russe vincitrici, “provavo invidia, un invidia buona, volevo sapere che cosa si provasse ad essere su quel podio” e questo debutto ha dato inizio alla sua gloriosa carriera.
La prima vittoria importante di Belmondo fu nella Coppa del Mondo il 10 dicembre 1988, a Les Saisies (Francia), quando vinse la gara sui 10 km a tecnica libera, la sua determinazione la portò poi a conquistare 2 ori olimpici, 7 medaglie olimpiche complessive, e 13 medaglie ai Mondiali.
Nel 2002 la sua carriera agonistica si conclude e pubblica nel 2003 la sua autobiografia “Più veloci di aquile i miei sogni” che racconta dalla sua infanzia in Valle Stura alla sua carriera sportiva, mettendo in luce la sua costanza e tenacia.

Durante la sua carriera sportiva, Belmondo era affiliata al gruppo sportivo del Corpo Forestale dello Stato (CFS), grazie a questo dopo la sua lunga carriera è riuscita ad avere un lavoro come guardia forestale nel 1992. Per poi passare nel 2017 in forza al comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri. Lei sostiene molto la cura e il rispetto della natura. Questo suo cambiamento da una vita piena di gare e sport a una vita tranquilla e con un lavoro importante , rafforza l’idea che gli atleti possono avere un dopo significativo, quindi non soltanto ritirarsi, ma contribuire in altri ambiti. Questo cambio è simbolico anche per il corpo forestale perché la presenza di una figura così nota aiuta a dare visibilità alla tutela ambientale, alla montagna, al patrimonio boschivo.

Durante l’intervista al Glocal tenutasi il 7 novembre all’Università Insubria di Varese, Stefania ha citato una problematica sfortunatamente comune nel mondo dello sport: la scarsa paga delle discipline minori. L’atleta ha affermato che il motivo per cui ricavava uno scarso guadagno all’ inizio della sua carriera, non era perché fosse una donna, bensì perché la disciplina da lei praticata non veniva considerata al pari delle altre, era meno seguita, e dunque  considerata minore.

Quando si parla di olimpiadi le prime discipline che spesso pensiamo sono la ginnastica artistica, il nuoto o l’atletica, meno frequentemente sentiamo parlare di nuoto sincronizzato, breaking o sci di fondo, questo perché uno degli argomenti di interesse nello sport sono sicuramente gli stipendi, ancora oggi ci sono infatti grandi differenze tra discipline e tra generi.

Nel mondo dello sport c’è una differenza sostanziale per quanto riguarda i salari degli atleti, basta pensare ad un giocatore di calcio rispetto a quello di un nuotatore, che difatti vengono spesso affiliati a corpi di forze armati per potersi permettere uno stipendio mensile. Le federazioni premiano gli atleti in base ai loro traguardi.

Un altro causa della differenza dei salari è il genere degli atleti: gli atleti uomini vengono pagati maggiormente rispetto alle atlete donne e sfortunatamente ci sono ancora pochissime eccezioni. In generale, la maggior parte degli sport femminili viene considerata meno importante rispetto a quelli maschili, basta pensare al calcio.

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