Olimpiadi, dalla cultura passata all’innovazione futura

Le Olimpiadi viste da due prospettive, quella storica e quella sportiva

Quali sono gli obiettivi di ogni sportivo professionista? Gli obiettivi di un atleta di alto livello sono, in primo luogo, l’impegno e la dedizione per la disciplina che ama e, in secondo luogo, la partecipazione, e nel migliore dei casi anche la vittoria, a eventi di fama mondiale, che vanno dall’Europeo fino al più grande evento che si sia mai visto sulla faccia della Terra, l’Olimpiadi. La maestosità di questa cerimonia è riconosciuta in tutto il mondo, una iniziativa capace di coinvolgere il pubblico che, comodamente seduto in poltrona o a bordo pista, vive e sente le sensazioni dell’atleta in gara.

Ma le Olimpiadi invernali sono sempre esistite? No, sono state disputate dal millenovecentoventiquattro(Chamonix) in poi perché prima non si aveva una gran considerazione degli sport invernali, considerati minori e poco rilevanti. Pensiero, questo, che può trovare sostenitori e critici, questi ultimi in maggioranza, perché come si fa a dire ad un amante della montagna che lo sci vale meno dei cento metri? E’ un po’ una forzatura perché, per quanto uno possa avere la sua opinione, lo sport va vissuto a trecentosessanta gradi e non bisogna quindi trascurare nessuna disciplina, che sia su una pista di atletica o su una pista da sci.

C’è stata una evoluzione o una involuzione delle Olimpiadi invernali? Basandoci sulla storia e sul mondo attuale, si può affermare il fatto che ci sia stata una evoluzione, sia dal punto di vista organizzativo ma soprattutto dal punto di vista di ascolti e di pubblico: con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione e il numero di atleti partecipanti in netto aumento, il pubblico viene trasportato sulle piste, a fianco dei suoi connazionali.

Ma le Olimpiadi invernali ed estive sono sempre state separate? Non lo sono sempre state , infatti fino al 1992 si tenevano nello stesso anno (le ultime furono Albertville 1992, invernali, e Barcellona 1992, estive). Dal 1994 le Olimpiadi invernali si tengono a metà ciclo olimpico, ossia due anni prima o due anni dopo quelle estive.

Quali sono i parametri per scegliere una nazione ospitante? Vi sono diversi criteri che si tengono in considerazione quando si sceglie una nazione, sono: la qualità delle infrastrutture (sportive e di trasporto), la capacità ricettiva (alloggi), la sicurezza e la sostenibilità. Queste sono tutte condizioni che l’Italia è riuscita a soddisfare in modo eccellente, seppur avendo poco tempo a disposizione.

Ma che discipline si praticano? Le Olimpiadi sono famose non solo per il pubblico che riescono a coinvolgere ma anche per la varietà di sport, sport che vanno dallo sci alpino fino al curling, passando per il biathlon, lo sci di fondo e il bob. Chiaramente, questi sono solo pochi dei tanti che effettivamente si praticano nel corso delle Olimpiadi invernali, infatti si contano una infinità tra discipline paralimpiche e olimpiche, che sembrano apparentemente tutte distaccate, in realtà sono tutte collegate dalla fatica che gli atleti compiono per arrivarvi a competere e dalle emozioni di ogni tipo che vengono comunicate dai professionisti stessi nel corso di tutta la manifestazione.

In merito ai temi di emozione e fatica, è stato intervistato l’ormai ex sciatore Giorgio Rocca, che vanta nella sua bacheca una coppa del mondo di specialità e due partecipazioni alle Olimpiadi (Salt Lake City 2002 e Torino 2006) e che ai nostri microfoni è intervenuto cosi: “Dal punto di vista emotivo per un atleta già partecipare alle Olimpiadi è una cosa pazzesca perché per un atleta l’Olimpiade è l’evento più importante, ma sapere di averla in Italia crea molta emozione, molta aspettativa sugli atleti che partecipano, quindi ti da grande motivazione e grande stress, perché se partecipi vuol dire che, nella disciplina dello sci alpino, sei tra i migliori quattro scelti dalla nazione e vuol dire che sei stato già bravo a parteciparvi e quindi tutto ciò crea una grande emozione. Poter ambire a una medaglia o poter essere tra quelli che possono arrivare ad una medaglia, bisogna faticare perché comunque, nella vita, se vuoi raggiungere un obiettivo, devi fare dei sacrifici, che però non sono sacrifici che ti pesano, ma sicuramente lo fai perché hai una grande passione, lo fai col cuore.”

L’Italia può essere protagonista il prossimo febbraio? In merito a questa tematica si è espresso nuovamente l’ex campione del mondo, dicendo: “L’Italia può performare in varie discipline compatibilmente col fatto che è un Olimpiade e abbiamo grandi possibilità di far medaglia, però non è cosi semplice perché si tratta di una gara, di uno “shot” solo e tutti cercano di puntare alla medaglia e vanno molto vicino al limite, quindi saranno gare tutte molto tirate, perché arrivare quarto non conta, quindi tutti cercheranno di andare al massimo delle proprie possibilità.” La riflessione fatta da Rocca vuole caricare ed incitare i nostri connazionali in vista di febbraio 2026, in quanto non ci saranno da sconfiggere nazioni qualunque, ma paesi come: la Norvegia, la Svezia, gli Stati Uniti e la Francia, che vivono aspettando le Olimpiadi invernali e che si aspettano di fare gran bottino di medaglie a casa nostra. Speriamo che queste previsioni vengano demolite dalla squadra olimpica italiana, in tutta la sua interezza, in quanto anche gli atleti paralimpici sono parte integrante della manifestazione e allo stesso livello degli atleti olimpici.

Concludendo, come saranno le Olimpiadi nel futuro? Difficile a dirsi, si possono però fare delle previsioni, formulare delle ipotesi, come: verranno inventate nuove discipline che si aggiungeranno a quelle già esistenti, in modo da arricchire il programma olimpionico, un’altra potrebbe essere lo sviluppo di nuovi mezzi di comunicazione che permettano al pubblico di immergersi ancor di più nell’evento e, infine, lo sviluppo di nuove strutture, più moderne, che consentano agli atleti di allenarsi in modo adeguato e di vivere in modo sublime un’esperienza unica.

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