{"id":692,"date":"2022-12-22T09:17:54","date_gmt":"2022-12-22T08:17:54","guid":{"rendered":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/?p=692"},"modified":"2022-12-22T09:54:51","modified_gmt":"2022-12-22T08:54:51","slug":"si-o-no-al-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/2022\/12\/22\/si-o-no-al-nucleare\/","title":{"rendered":"Si o no al nucleare?"},"content":{"rendered":"<p><strong>S\u00ec o no al nucleare?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 uno dei pochi grandi Paesi Europei (insieme a Polonia e Portogallo) ad aver scelto di non produrre energia nucleare con il referendum abrogativo votato dai cittadini nel 1987 che sanc\u00ec la chiusura delle cinque centrali nucleari italiane. Questo tema \u00e8 tornato ad essere attuale, poich\u00e9 il nucleare risulta uno dei punti fondamentali dei progetti politici dei vari partiti di governo e una nuova fonte di energia per l\u2019Italia. Ma, se esistono, quali sono i rischi che si presentano nel momento in cui si sceglie di adottare questa nuova fonte energetica?<\/p>\n<p><strong>Come funziona una centrale nucleare?<\/strong><\/p>\n<p>Il materiale utilizzato per il funzionamento di una centrale \u00e8 l\u2019<strong>uranio<\/strong>, un elemento non rinnovabile (perci\u00f2 non si tratta di energia rinnovabile), che, diviso in barre, viene immerso in acqua in un ambiente controllato, all\u2019interno di una capsula chiamata <strong>nocciolo<\/strong> dove viene \u201cbombardato\u201d da neutroni. Questo \u201cattacco\u201d serve per far separare gli atomi di uranio innescando il processo di <strong>fissione <\/strong>e generando <strong>calore. <\/strong>Esso scalda l\u2019acqua che, diventando vapore acqueo, azioner\u00e0 le turbine del generatore di corrente della centrale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019errore pi\u00f9 comune <\/strong><\/p>\n<p>Quando si parla di centrale nucleare molte volte si cade nell\u2019errore di associarla alla bomba nucleare, ma esse risultano alquanto differenti. L\u2019uranio <strong>industriale<\/strong> utilizzato nelle centrali nucleari risulta fissile solo al 5% rispetto a quello utilizzato per le bombe che ha una fissilit\u00e0 pari al 90%. Esso se messo nel nocciolo non esplode, ma si riscalda troppo e fonde. Per cui le bombe nucleari hanno un altro meccanismo che permette di comprimere il materiale senza dargli il tempo di dilatarsi e di comprimerlo cos\u00ec tanto da fargli raggiungere la massa critica e esplodere enormemente.<\/p>\n<p>Per questo motivo <em><u>NON<\/u> <\/em>bisogna pensare che una centrale nucleare possa esplodere come una bomba atomica.<\/p>\n<p><strong>L\u2019incidente della centrale nucleare di Chernobyl<\/strong><\/p>\n<p>Una delle catastrofi pi\u00f9 grandi del XX secolo \u00e8 sicuramente l\u2019esplosione della centrale nucleare a Chernobyl del 26 Aprile 1986, che ha terrorizzato le persone e favorito l\u2019opposizione a questo tipo di tecnologie. Ma per capire cosa sia andato storto bisogna analizzare le condizioni iniziali della centrale e gli errori commessi dal personale. Innanzitutto, la centrale di Chernobyl aveva anche uno scopo militare e i Sovietici avevano risparmiato sulla sicurezza e sulla punta delle barre di controllo, che servono a depotenziare il nocciolo, avevano aggiunto della grafite. Al contrario, questo materiale lo potenzia e, inoltre, per velocizzare gli scambi di uranio e plutonio, non hanno costruito la struttura di contenimento del nocciolo, che separa quest\u2019ultimo dal mondo esterno. Quindi, dopo aver analizzato la situazione iniziale, si intuisce che l\u2019ambiente di lavoro non era gi\u00e0 per nulla sicuro e, inoltre, vi era un personale impreparato e all\u2019oscuro sulle misure di sicurezza che commise i seguenti errori:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Svolgere un test di sicurezza all\u2019una di notte<\/strong><\/li>\n<li><strong>Abbassare troppo la potenza del nocciolo<\/strong> il quale, essendo instabile, si dovrebbe depotenziare e spegnere<\/li>\n<li><strong>Togliere i sistemi di sicurezza automatici e le barre di controllo dal nocciolo <\/strong>per aumentare la potenza velocemente<\/li>\n<li>Una volta che la temperatura inizia a salire decidono di <strong>spegnere il sistema di raffreddamento<\/strong><\/li>\n<li>Le temperature si alzano esponenzialmente e il nocciolo si fonde e con un tentativo estremo <strong>rimettono le barre nel nocciolo<\/strong> che, per\u00f2, hanno le punte ricoperte di grafite e si bloccano.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo punto l\u2019incidente \u00e8 inevitabile, avviene un\u2019ultima impennata di calore; il surriscaldamento del nocciolo e la pressione del vapore molto alta determinano lo scoperchiamento del reattore e l\u2019esplosione della centrale, permettendo alle <strong>radiazioni <\/strong>di diffondersi nell\u2019aria e nell\u2019ambiente esterno.<\/p>\n<p><em><u>Dunque la catastrofe non ha nulla a che vedere con l\u2019esplosione di una bomba atomica. <\/u><\/em><\/p>\n<p><em>BILANCIO FINALE CHERNOBYL: <\/em><\/p>\n<p>Vittime radiazioni: 54<\/p>\n<p>Stima vittime totali nel tempo: 4000<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 ricapitare una catastrofe cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>No. Considerando che, per evitare il disastro, sarebbe bastato anche solo costruire la struttura di contenimento attorno al nucleo. Attualmente anche tutti i difetti delle centrali e dei macchinari sono stati corretti e inoltre, siamo pi\u00f9 interconnessi del passato e abbiamo un sistema internazionale di sorveglianza che proibisce l\u2019installazione manuale dei sistemi di sorveglianza.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019altra catastrofe<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2011 a Fukushima in Giappone ci fu un altro incidente nucleare, simile a quella di Chernobyl, che ha rimesso in discussione le tecnologie nucleari. Ma siamo sicuri che fu stata cos\u00ec tanto rovinosa? Le cause dell\u2019esplosione furono due eventi naturali imprevedibili: il terremoto di magnitudo 9.0 (il quarto terremoto pi\u00f9 forte mai registrato, 30000 volte quello dell\u2019Aquila) e uno tsunami di 14 metri. Nonostante il terremoto, tutte le centrali presenti sul territorio sono resistite alle scosse e si sono spente all\u2019istante. Ma il nocciolo rimane caldo per un po\u2019 di tempo e il terremoto interrompe la corrente che alimentava il sistema di raffreddamento ed \u00e8 cos\u00ec partito quello di emergenza a diesel. Fino a questo punto il pericolo sarebbe stato scampato, ma lo tsunami ha allagato il piano dove stavano le centraline. Ma anche fino a questo punto estremo non vi erano problemi poich\u00e9 in questo caso vi era presente la struttura di contenimento. Come, dunque, sono esplose le centrali? Le alte temperature e le fughe di idrogeno hanno fatto esplodere il tetto dove c\u2019erano piscine destinate al processo di raffreddamento del combustibile. L\u2019esplosione ha comportato la diffusione in aria e in acqua di radiazioni pari al 10% di quelle di Chernobyl.<\/p>\n<p><em>BILANCIO FINALE FUKUSHIMA<\/em><\/p>\n<p>Vittime radiazioni: 0<\/p>\n<p>Stima vittime totali: 0 (esposizione troppo bassa alle radiazioni)<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Le scorie <\/strong><\/p>\n<p>In Italia produciamo ogni anno rifiuti radioattivi da industrie, ricerca e medicina che sono al momento sparsi in tutto il paese alla ricerca di un deposito definitivo. Invece, le scorie prodotte dalle centrali nucleari sono inserite in contenitori schermati a prova di missili e si tengono in depositi in superficie, controllati, protetti e non sono pericolose per chi si trova vicino ad esse. Insieme ai rifiuti chimici, sono le scorie nucleari che vengono considerate pi\u00f9 pericolose, ma hanno delle differenze: le scorie chimiche sono pericolose per sempre, mentre quelle nucleari perdono pericolosit\u00e0 col passare del tempo; le scorie nucleari possono essere riciclate a differenza di quelle chimiche.<\/p>\n<p><em>Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere gestito da terze parti o addirittura dalla \u201cMafia\u201d?<\/em><\/p>\n<p>Essendo il nucleare un tema di interesse nazionale, servono protocolli e ogni procedura deve superare test e controlli seguiti da osservatori internazionali: si tratta di controlli costanti che ne assicurano la sicurezza. Riguardo alle scorie prodotte dalle centrali, se ne producono cos\u00ec poche che si controllano facilmente, diversamente dai tanti rifiuti tossici liquidi. Per questi motivi, per la mafia \u00e8 pi\u00f9 facile infiltrarsi in industrie con bassa specializzazione rispetto all\u2019intromettersi in una centrale nucleare. Storicamente, l\u2019Italia \u00e8 il paese che ha contribuito alla scoperta dell\u2019energia nucleare, grazie a Enrico Fermi nel 1934 e per 25 anni dal 1962 al 1987 l\u2019ha prodotta a livelli d\u2019eccellenza insegnando le tecniche di produzione al mondo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019organo di prevenzione dell\u2019ONU<\/strong><\/p>\n<p>Le citt\u00e0 sono piene di punti sensibili a rischio strage molto pi\u00f9 vulnerabili, come dighe, raffinerie di petrolio, fabbriche di fuochi d\u2019artificio che non sono protette da strutture in cemento armato. Ma ci\u00f2 che rende ancora pi\u00f9 sicure le centrali \u00e8 un organo dell\u2019ONU chiamato<strong> IAEA<\/strong> che ha il compito di garantire il totale funzionamento di ogni sistema di sicurezza nazionale ed \u00e8 stata una delle pochissime organizzazioni che sono riuscite a intervenire in Ucraina a Zaporizhzhya, nella zona in cui si sono registrati bombardamenti alla centrale nucleare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S\u00ec o no al nucleare? L\u2019Italia \u00e8 uno dei pochi grandi Paesi Europei (insieme a Polonia e Portogallo) ad aver scelto di non produrre energia nucleare con il referendum abrogativo votato dai cittadini nel 1987 che sanc\u00ec la chiusura delle cinque centrali nucleari italiane. Questo tema \u00e8 tornato ad essere attuale, poich\u00e9 il nucleare risulta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":193,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/692"}],"collection":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/193"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=692"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/692\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":835,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/692\/revisions\/835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}