{"id":1629,"date":"2024-06-05T12:22:07","date_gmt":"2024-06-05T10:22:07","guid":{"rendered":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/?p=1629"},"modified":"2024-06-05T12:22:07","modified_gmt":"2024-06-05T10:22:07","slug":"casa-morandi-tra-passato-e-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/2024\/06\/05\/casa-morandi-tra-passato-e-presente\/","title":{"rendered":"Casa Morandi: tra passato e presente"},"content":{"rendered":"<p><span data-contrast=\"auto\">Nelle giornate del 23 e 24 marzo 2024, <\/span><b><span data-contrast=\"auto\">Casa Morandi<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\">, a <\/span><b><span data-contrast=\"auto\">Saronno<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\">, \u00e8 stata uno dei beni protagonisti delle <\/span><b><span data-contrast=\"auto\">giornate di Primavera<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\"> organizzate dal <\/span><b><span data-contrast=\"auto\">FAI<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\"> (Fondo Ambiente Italiano), alle quali sono stati invitati a collaborare giovani <\/span><b><span data-contrast=\"auto\">apprendisti ciceroni<\/span><\/b><span data-contrast=\"auto\"> come noi. Casa Morandi \u00e8 uno dei maggiori centri culturali di Saronno; ora biblioteca civica, possiede in realt\u00e0 una storia lunga e tortuosa che ripercorre i secoli e intreccia storie di vite ordinarie, simbolo di un passato da non dimenticare.\u00a0<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">Obiettivo del FAI \u00e8 proprio quello di valorizzare e far conoscere a pi\u00f9 persone possibili la fitta rete di beni che fanno parte del patrimonio culturale del nostro paese, spesso poco considerato e trascurato.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">In questo articolo, abbiamo pensato di rivivere con voi il percorso di visita da noi predisposto e mostrarvi aspetti di Casa Morandi che forse non conoscevate.<\/span><span data-ccp-props=\"{}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff\"><b>Una collocazione non casuale<\/b>\u00a0<\/span><\/h3>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Ci troviamo in un <strong>crocevia<\/strong> di grande importanza storica, gi\u00e0 rilevante in epoca romana, dove si incontrano la strada <strong>Varesina<\/strong> e la <strong>Saronnese<\/strong>, quella che collega Saronno e Legnano passando per Uboldo. Originariamente, qui, al posto dell&#8217;attuale Santuario, sorgeva una <strong>cappellina<\/strong> con un&#8217;<strong>icona della Vergine<\/strong> molto venerata dai saronnesi. Questo luogo era collegato al borgo di Saronno tramite un sentiero, trasformato nel 1520 in un <strong>viale alberato<\/strong> grazie agli investimenti del saronnese\u00a0<strong>Antonio Reina<\/strong>. Nel 1620 nacque una disputa tra i discendenti del Reina e i Deputati del Santuario sulla propriet\u00e0 del viale, che nel 1621 venne assegnato ufficialmente al Santuario. Nel 1631 fu allargato e abbellito con nuovi <strong>olmi<\/strong> e <strong>panchine in pietra<\/strong>. Il viale rimase rilevante fino alla fine dell&#8217;800, quando la costruzione della <strong>ferrovia<\/strong> lo divise in due. La societ\u00e0 ferroviaria pag\u00f2 un <strong>affitto<\/strong> per l&#8217;attraversamento del viale fino al 1927, quando, su ordine del governo fascista, la parte iniziale fu demolita per fare spazio al <strong>Monumento ai caduti <\/strong>della Grande Guerra\u00a0e si realizz\u00f2 il\u00a0<strong>sottopassaggio ferroviario<\/strong>. Oggi rimane, pertanto, solo poco pi\u00f9 di met\u00e0 del viale originale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1636 aligncenter\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/1-piantina-crocevia-Copia-220x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/1-piantina-crocevia-Copia-220x300.jpeg 220w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/1-piantina-crocevia-Copia-752x1024.jpeg 752w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/1-piantina-crocevia-Copia-768x1046.jpeg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/1-piantina-crocevia-Copia-1127x1536.jpeg 1127w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/1-piantina-crocevia-Copia.jpeg 1175w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff\"><b>Una storia lunga secoli<\/b>\u00a0<\/span><\/h3>\n<p><span data-contrast=\"auto\">La storia di Casa Morandi \u00e8, quindi, strettamente connessa a quella del <strong>Santuario<\/strong> a lei adiacente. La costruzione e la gestione di quest\u2019ultimo erano state affidate ad un gruppo di\u00a0saronnesi (i &#8220;<strong>D<\/strong><strong>eputati<\/strong>&#8220;), che, per fornire maggior sicurezza al Santuario e ampliare i suoi possedimenti, acquistarono nel 1562 un terreno l\u00ec vicino e vi costruirono un casolare con annessa una\u00a0vigna. Ben presto i Deputati si resero conto che la costruzione di un\u2019<strong>osteria<\/strong>, al posto del casolare, avrebbe fruttato loro un doppio guadagno: si sarebbe mantenuta la funzione di controllo e messa in sicurezza del Santuario, ma ad essa si sarebbe aggiunto anche un vantaggio di tipo pecuniario. In soli tre anni apriva i battenti l\u2019osteria\u00a0<strong>Al Segno dell\u2019Angelo<\/strong>. Il primo documento in nostro possesso riguardo al caseggiato \u00e8 un inventario risalente\u00a0al 1619; nell\u2019inventario si parla della presenza di fienili, stalle, un pollaio, un porcile e un pozzo, tutti racchiusi in un cortile recintato. Per quanto riguarda l\u2019osteria, sappiamo che si sviluppava su pi\u00f9 piani e aveva una sala da pranzo, una cantina, dei servizi, una cucina e le stanze degli ospiti. Di vitale importanza erano anche i terreni circostanti la propriet\u00e0, dove si coltivavano castagni, gelsi, meli, ciliegi e albicocchi. Nel 1623 venne, inoltre, ampliata la stalla e aggiunta la <strong>nevera<\/strong>, strumento importantissimo per la conserva dei cibi. L\u2019osteria possedeva anche tre entrate: una presso il viale del Santuario, una presso la via Varesina e una presso la strada che proveniva da Uboldo.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}\">\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">I principali frequentatori erano sicuramente i <strong>pellegrini<\/strong>, che si recavano in visita al Santuario, ma anche i <strong>mercanti<\/strong> che accedevano al famoso mercato cittadino e i <strong>messaggeri<\/strong>. L\u2019osteria, infatti, dal Cinquecento assunse anche la funzione di <strong>stazione di posta<\/strong>, ovvero un luogo che forniva appoggio e riparo ai viandanti durante le lunghe tratte. I corrieri potevano quindi cambiare il proprio cavallo, ormai stanco, con una cavalcatura nuova, oppure rifocillarsi e riposarsi nelle camere dell\u2019osteria. \u00c8 proprio la figura dell\u2019oste ad impersonare questo incarico, diventando &#8220;<strong>M<\/strong><strong>astro di posta<\/strong>&#8220;, ruolo a tutti gli effetti di <strong>funzionario statale<\/strong>. L\u2019osteria mantenne questa funzione fino all\u2019arrivo della ferrovia, che velocizz\u00f2 la consegna di lettere e missive, rendendo desueta e poco funzionale la posta a cavalli.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1637 aligncenter\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/3-pianta-osteria-1630-273x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/3-pianta-osteria-1630-273x300.jpeg 273w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/3-pianta-osteria-1630-930x1024.jpeg 930w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/3-pianta-osteria-1630-768x845.jpeg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/3-pianta-osteria-1630.jpeg 1249w\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff\">La figura dell&#8217;oste<\/span><\/h3>\n<p><span data-contrast=\"auto\">La carica di oste veniva affidata attraverso un concorso pubblico bandito dal Santuario. L\u2019osteria veniva aggiudicata al candidato che avesse fatto la migliore offerta e avesse rispecchiato le caratteristiche necessarie sia per diventare oste, sia per diventare Mastro di posta: proprio con questo metodo, nel 1745, <strong>Giuseppe Morandi<\/strong> si aggiudic\u00f2 l\u2019osteria.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}\">\u00a0<\/span><span data-contrast=\"auto\">\u00c8 proprio grazie a Giuseppe Morandi che Casa Morandi assunse il suo nome. Infatti, nel 1763, il Santuario concedette a Morandi un contratto in enfiteusi, che rendeva la famiglia <strong>unica affittuaria in perpetuo<\/strong> dell\u2019osteria e, nel 1864, addirittura proprietario dell&#8217;intero complesso. La propriet\u00e0 pass\u00f2 quindi di generazione in generazione fino ad arrivare all\u2019ultimo Morandi che la ebbe in possesso, ovvero l&#8217;<strong>I<\/strong><strong>ng. Giovanni Morandi<\/strong>. Quest\u2019ultimo, alla sua morte, la cedette all\u2019Ospedale Maggiore di Milano perch\u00e9 vi edificasse un ricovero per gli ammalati. Purtroppo, alla fine, la propriet\u00e0 non venne utilizzata e cadde in uno stato di abbandono fino al 1965, quando venne acquistata dal comune di Saronno. Quest\u2019ultimo procedette con un restauro e con la conversione di Casa Morandi, nel 1988, a <strong>B<\/strong><strong>iblioteca civica\u00a0<\/strong>e centro culturale cittadino, con annesso <strong>Teatro<\/strong> dedicato alla cantante lirica saronnese Giuditta Pasta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1646 size-medium\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.25.25_d656d051-e1717428434295-300x266.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.25.25_d656d051-e1717428434295-300x266.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.25.25_d656d051-e1717428434295-768x681.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.25.25_d656d051-e1717428434295.jpg 869w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff\"><b>La nevera<\/b>\u00a0<\/span><\/h3>\n<p><span data-contrast=\"auto\">La Nevera \u00e8 una struttura simile a una <strong>ghiacciaia<\/strong> usata per conservare cibi deperibili a basse temperature. Costruita nel 1623-1624, consisteva in uno scavo rivestito di <strong>mattoni<\/strong>, riempito di neve pressata nei mesi invernali, con il fondo in ghiaia per il drenaggio dell&#8217;acqua ottenuta dalla fusione del ghiaccio. Inizialmente coperta con una <strong>tettoia di legno<\/strong>, fu ampliata nel 1636 con una <strong>cupola ottagonale<\/strong> che migliorava la conservazione del freddo creando una campana d\u2019aria. Come emerge anche da alcuni passi dei Promessi sposi,<\/span><i><span data-contrast=\"auto\">\u00a0<\/span><\/i><span data-contrast=\"auto\">l<\/span><span data-contrast=\"auto\">e osterie erano <strong>luoghi molto frequentati<\/strong> dove si poteva mangiare, bere e dormire, fondamentali per i viaggiatori che non potevano proseguire il loro cammino di notte. Offrivano stanze da letto e ristoro; in caso di mobilitazioni di eserciti servivano anche come residenze temporanee per i soldati di alto rango.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1645 size-medium\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.23.36_7e4d176c-e1717428490526-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.23.36_7e4d176c-e1717428490526-300x214.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.23.36_7e4d176c-e1717428490526-1024x731.jpg 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.23.36_7e4d176c-e1717428490526-768x549.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.23.36_7e4d176c-e1717428490526-1536x1097.jpg 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.23.36_7e4d176c-e1717428490526-700x500.jpg 700w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.23.36_7e4d176c-e1717428490526.jpg 1568w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff\"><b>Un talento saronnese<\/b>\u00a0<\/span><\/h3>\n<p><span data-contrast=\"none\">Casa Morandi, oltre ad essere biblioteca civica, custodisce anche un tesoro poco conosciuto ma non per questo trascurabile: i <strong>teleri del Legnanino<\/strong>. All\u2019interno della sala principale della biblioteca sono infatti appese alle pareti quattro lunghissime tele, testimonianza di un genio artistico che ha segnato il Settecento lombardo, e non solo.<\/span><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"none\"><strong>Stefano Maria Legnani<\/strong>, detto il Legnanino, nasce il 6 aprile 1661 a Milano da una famiglia di origine saronnese. In particolare, il padre e prima di lui il nonno, furono pittori, professione poi portata avanti dal Legnanino e dal fratello. A soli due anni dalla sua nascita, nel 1663, la famiglia si trasferisce di nuovo a Saronno, dove il Legnanino trascorre l\u2019infanzia e la prima giovinezza. Il pittore, sebbene operi spostandosi tra <strong>Milano<\/strong>, <strong>Novara<\/strong>, <strong>Torino<\/strong> e <strong>Genova<\/strong>, mantenne sempre un legame con il borgo d\u2019origine, soprattutto grazie al proprio matrimonio, avvenuto nel 1684 con la saronnese Caterina Sanpietro. Il suo primo apprendistato avviene a <strong>Bologna<\/strong>, nella bottega del <strong>Cignani<\/strong>, da cui il Legnanino riprende la dolcezza dei tratti dei volti infantili e femminili e il ciuffo sulla fronte dei suoi putti e angiolotti. La seconda formazione possiamo affermare che avvenga a <strong>Roma<\/strong>, dove impara a cercare ispirazione per le sue opere nella letteratura, si appassiona alle architetture dipinte e impara a dare equilibrio alle proprie opere sfruttando i vari piani di profondit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1635\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.06.24_580e3af1-239x300.jpg\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.06.24_580e3af1-239x300.jpg 239w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.06.24_580e3af1-814x1024.jpg 814w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.06.24_580e3af1-768x966.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.06.24_580e3af1.jpg 904w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/>\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff\"><b>Le &#8220;avventure&#8221; dei\u00a0<\/b><b>teleri<\/b><\/span><\/h3>\n<p><span data-contrast=\"none\">La storia dei teleri ha inizio in un elegante palazzo milanese in zona Porta Ticinese, <strong>Palazzo Arconati Visconti<\/strong>, poi Calderara Brambilla. Il palazzo era una delle dimore pi\u00f9 eleganti della Milano dell\u2019epoca e fu acquistato dal Marchese Antonio Calderara in occasione delle sue nozze. I teleri furono dipinti per il fregio del salone principale del palazzo. L\u2019edificio fu successivamente vittima dei bombardamenti durante la <strong>Seconda Guerra Mondiale<\/strong>, ma i teleri si salvarono miracolosamente grazie a qualcuno che li arrotol\u00f2 e li port\u00f2 via, ritornando sul <strong>mercato antiquario<\/strong> solamente nel 1987 e in pessime condizioni. Fortunatamente fu offerta al comune di Saronno la possibilit\u00e0 di acquistarli e riportarli nel paese di origine del loro creatore, salvandoli da un destino incerto. Il comune li acquist\u00f2 per circa cento milioni di lire, li restaur\u00f2 e li posizion\u00f2 dove si trovano ancora oggi. <\/span><span data-contrast=\"auto\">Il ciclo di quattro teleri, lungo oltre <strong>35 metri<\/strong>, raffigura il mito della <strong>principessa Arianna di Creta<\/strong>, sorella del Minotauro. Arianna, innamorata di Teseo, destinato ad essere dato in pasto al <strong>Minotauro<\/strong>, lo aiut\u00f2 a uccidere la bestia e a fuggire dal labirinto, tradendo la sua famiglia. Il ciclo sembra riferirsi al testo <strong>&#8220;Metamorfosi&#8221; di Ovidio<\/strong>, ma leggendolo notiamo chiaramente come nei dipinti vi siano molti pi\u00f9 personaggi.\u00a0 Questo \u00e8 testimonianza di un <strong>classicismo di ricezione<\/strong>, tecnica adottata dall\u2019autore che porta a fare una sintesi di elementi provenienti da pi\u00f9 riferimenti. Il Legnanino si ispira, infatti, a diverse fonti, tra cui un trattato di Boccaccio, la traduzione delle metamorfosi di Ovidio ad opera di dell\u2019Anguillara e un testo iconologico di Cesare Ripa, oltre a stampe di opere famose. Tutti i teleri condividono alcune caratteristiche comuni: un <strong>perfetto bilanciamento<\/strong> tra struttura dipinta e figure, con putti o amorini ai lati e le figure principali al centro. Inoltre, i panneggi sembrano mossi da un filo di vento e vi \u00e8 un <strong>uso attento del chiaroscuro<\/strong> per distinguere le figure e creare effetti di luce e penombra che differenziano lo sfondo dai personaggi.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1648 aligncenter\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.35.28_3fa67307-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.35.28_3fa67307-217x300.jpg 217w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.35.28_3fa67307.jpg 529w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/><\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff\"><b>Bacco e Arianna: un mito senza tempo<\/b><\/span><\/h3>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Nel <strong>primo telero<\/strong> troviamo <strong>Arianna addormentata<\/strong> mentre <strong>Teseo<\/strong> fugge con <strong>Fedra<\/strong>, sorella minore della ragazza. <strong>Cupido<\/strong> accompagna i fuggitivi e la personificazione del <strong>Sonno<\/strong> veglia su Arianna.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1653 aligncenter\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_e44458ef-1-300x56.jpg\" alt=\"\" width=\"541\" height=\"101\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_e44458ef-1-300x56.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_e44458ef-1-1024x191.jpg 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_e44458ef-1-768x144.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_e44458ef-1-1536x287.jpg 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_e44458ef-1.jpg 1599w\" sizes=\"(max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><\/p>\n<p><span data-contrast=\"auto\">Nel <strong>secondo telero<\/strong> troviamo <strong>Arianna<\/strong> che sembra rifiutare <strong>Bacco<\/strong>, molto probabilmente per il tradimento appena subito. Bacco\u00a0viene riconosciuto per il suo abbigliamento e le tipiche figure che lo circondano come le <strong>menadi<\/strong> con i tamburelli, i <strong>satiri<\/strong> e la <strong>pantera<\/strong>, simbolo dei numerosi viaggi in Oriente. Nel telero abbiamo anche la figura di\u00a0<strong>Flora personificata<\/strong>, portatrice di rinascita, anch\u2019essa rifiutata da Arianna.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1656 aligncenter\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_cc8e38aa-1-300x57.jpg\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"105\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_cc8e38aa-1-300x57.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_cc8e38aa-1-1024x195.jpg 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_cc8e38aa-1-768x146.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_cc8e38aa-1-1536x292.jpg 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_cc8e38aa-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><\/p>\n<p><span data-contrast=\"none\">Nel <strong>terzo telero<\/strong> il dio Bacco si rivolge a <strong>Venere<\/strong>, dea dell\u2019amore, implorandola per ottenere l\u2019affetto di Arianna. La dea \u00e8 attorniata da un amorino, probabilmente <strong>Cupido<\/strong>, e tre figure femminili, quasi sicuramente le <strong>tre Grazie<\/strong>. Venere si trova sul suo carro a forma di conchiglia trainato da due <strong>colombe<\/strong>, uccelli considerati sacri alla dea poich\u00e9 amoreggiano tutto l\u2019anno e perch\u00e9 il maschio, prima di unirsi alla femmina, la bacia, proprio come fanno gli innamorati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1639\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_107b3385-300x75.jpg\" alt=\"\" width=\"572\" height=\"143\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_107b3385-300x75.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_107b3385-1024x256.jpg 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_107b3385-768x192.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_107b3385-1536x384.jpg 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.34_107b3385.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span data-contrast=\"none\">Il <strong>quarto telero<\/strong> rappresenta le <strong>nozze di Bacco e Arianna<\/strong>, che indossa un elegante abito damascato. La dea Venere porge alla sposa una <strong>corona di stelle<\/strong>, non circolare, ma a forma di ferro di cavallo proprio per riprendere la forma della costellazione della <strong>Corona Boreale<\/strong>. Leggenda narra, infatti, che la corona sia stata data in dono alla fanciulla e che poi Bacco l&#8217;abbia lanciata nel cielo, trasformandola nella costellazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}\"> <img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1642\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_642be6ea-300x56.jpg\" alt=\"\" width=\"633\" height=\"118\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_642be6ea-300x56.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_642be6ea-1024x189.jpg 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_642be6ea-768x142.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_642be6ea-1536x284.jpg 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/06\/Immagine-WhatsApp-2024-06-03-ore-17.16.35_642be6ea.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 633px) 100vw, 633px\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span data-contrast=\"none\">Si conclude cos\u00ec la nostra riflessione su Casa Morandi, un bene ricco di storia ma anche ben ancorato nel presente. Un luogo dove tradizione e modernit\u00e0 si fondono indissolubilmente, raccontando una storia lunga secoli.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span data-ccp-props=\"{&quot;134233117&quot;:false,&quot;134233118&quot;:false,&quot;335559738&quot;:0,&quot;335559739&quot;:0}\">A cura di Ielmini Ludovica e Trotti Giacomo\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle giornate del 23 e 24 marzo 2024, Casa Morandi, a Saronno, \u00e8 stata uno dei beni protagonisti delle giornate di Primavera organizzate dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), alle quali sono stati invitati a collaborare giovani apprendisti ciceroni come noi. Casa Morandi \u00e8 uno dei maggiori centri culturali di Saronno; ora biblioteca civica, possiede in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":212,"featured_media":1638,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,8],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1629"}],"collection":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/212"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1629"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1667,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1629\/revisions\/1667"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}