{"id":1418,"date":"2024-06-01T12:50:28","date_gmt":"2024-06-01T10:50:28","guid":{"rendered":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/?p=1418"},"modified":"2024-06-17T14:31:44","modified_gmt":"2024-06-17T12:31:44","slug":"approccio-degli-urbanisiti-al-restuaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/2024\/06\/01\/approccio-degli-urbanisiti-al-restuaro\/","title":{"rendered":"Cento anni di urbanistica a Milano"},"content":{"rendered":"<p>Una delle questioni legate allo sviluppo delle citt\u00e0 del XX e XXI secolo \u00e8 l\u2019<strong>approccio degli urbanisti al restauro<\/strong> e all\u2019<strong>introduzione di novit\u00e0 nel territorio<\/strong> nazionale, che \u00e8 mutato e continua a mutare in rapporto alle <strong>esigenze ambientali e<\/strong> a quelle <strong>della popolazione<\/strong>. Tale problematica si pu\u00f2 approfondire analizzando i diversi interventi attuati nella citt\u00e0 di Milano nel corso dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n<h2>Gli interventi dei razionalisti<\/h2>\n<p>A partire dagli <strong>anni Venti<\/strong>, gli architetti razionalisti si pongono come obiettivo quello di applicare i principi del Movimento Moderno all\u2019organizzazione delle citt\u00e0: <strong>suddivisone per funzioni<\/strong>, uso razionale degli spazi comuni e importanza delle aree verdi. Le residenze e le attivit\u00e0 direzionali vengono concentrate in <strong>grattacieli<\/strong>, lasciando terreno libero per gli spazi verdi e per definire il sistema viario. Gli esponenti di questa corrente dimostrano per\u00f2 spesso <strong>poco interesse per la citt\u00e0 storica<\/strong>, ritenuta un intralcio per lo sviluppo del mondo moderno e priva di valore sociale. Non esitano quindi a distruggere edifici o monumenti storici e ad annientare interi quartieri. [La CITT\u00c0 \u2013 Sottili \u2013 De Lorenzo]<\/p>\n<p>A Milano, negli anni Trenta del Novecento, sono notevoli gli interventi in questo senso: detti interventi saranno <strong>commentati<\/strong> ampiamente<strong> dal<\/strong> politico, <strong>giornalista<\/strong> e archeologo Antonio <strong>Cederna<\/strong> nelle sue pubblicazioni sul quotidiano <em>Il Mondo<\/em>. Egli critic\u00f2 apertamente i <strong>progetti del Piano Regolatore<\/strong> (maggio 1935), in gran parte attuato dopo la Seconda Guerra Mondiale, uno strumento di intervento pubblico che traccia un nuovo disegno urbano per la citt\u00e0. Cederna defin\u00ec gli urbanisti milanesi <em>senza testa<\/em> e li accus\u00f2 di incompetenza: attraverso il loro operato, essi avevano distrutto completamente il vecchio centro storico e monumentale, vanificando l\u2019obiettivo di rendere Milano una citt\u00e0 moderna e impossibile il recupero dell\u2019identit\u00e0 dei luoghi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1503\" aria-describedby=\"caption-attachment-1503\" style=\"width: 358px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1503\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/prg-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/prg-300x227.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/prg.jpg 535w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1503\" class=\"wp-caption-text\">Piano Regolatore del 1935<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra le operazioni scellerate attuate \u00e8 possibile citare le seguenti: devastazione di piazze e vie centrali per edificarvi la \u201ccitt\u00e0 degli affari\u201d; distruzione dell\u2019ottocentesca Galleria de Cristoforis per dare spazio alla Galleria del Toro; sistemazione stradale confusionaria per veicoli e pedoni. La natura non venne risparmiata: come scrive lo stesso Cederna, \u201cc\u2019erano anche degli alberi, abbattuti in omaggio alla necessit\u00e0 di verde pubblico\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1504\" aria-describedby=\"caption-attachment-1504\" style=\"width: 360px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1504\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/galleria-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"270\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/galleria-300x225.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/05\/galleria.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1504\" class=\"wp-caption-text\">Galleria de Cristoforis a Milano, oggi non pi\u00f9 esistente<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2>Gli urbanisti 100 anni dopo<\/h2>\n<p>Approccio completamente opposto rispetto al Piano Regolatore ha attuato il<strong> G124<\/strong>: nato nel <strong>2014<\/strong> da un\u2019idea dell\u2019<strong>architetto Renzo Piano<\/strong>, consiste in un gruppo di lavoro costituito da giovani<strong> architetti <em>condotti<\/em><\/strong> che, aiutati da altre figure professionali, hanno il compito di produrre studi di rammendo su una periferia. \u00c8 importante sottolineare il termine <strong><em>rammendo<\/em><\/strong>, che si distacca completamente dal concetto di <em>progetto<\/em>: quest\u2019ultimo \u00e8 solitamente calato dall\u2019alto in maniera autoritaria, mentre il primo sottintende un approccio dal basso in cui la <strong>partecipazione<\/strong> assume un ruolo primario. Chi progetta si incontra con chi abita, affinch\u00e9 si possano soddisfare le esigenze della popolazione attraverso il recupero, il restauro e la valorizzazione di ci\u00f2 che gi\u00e0 c\u2019\u00e8, senza abbattere o distruggere nulla, con l\u2019attuazione di micro-interventi.<\/p>\n<p>Esempio di questa innovativa operazione \u00e8 la riqualificazione del <strong>quartiere Giambellino<\/strong> a Milano: gli urbanisti, prima di operare concretamente sul territorio, hanno ascoltato i problemi e i desideri dei residenti, cercando di assecondarli ricucendo i percorsi pedonali e riaprendo i cortili delle case ALER.<\/p>\n<h2>La sfida della bioarchitettura<\/h2>\n<p>Attualmente al centro del dibattito degli urbanisti \u00e8 posto il <strong>tema dello sviluppo e della sostenibilit\u00e0<\/strong>, che si ritrova nell\u2019idea della <strong>citt\u00e0 <em>green<\/em><\/strong> e della cosiddetta <em>bioarchitettura<\/em>: l\u2019edificio ideato si integra nell\u2019ambiente circostante ed \u00e8 costituito da materiali eco-sostenibili, le fonti di energia sfruttate sono rinnovabili per ridurre le emissioni di CO<sub>2<\/sub> e la produzione di scarti \u00e8 ridotta. Oggi i progetti di rigenerazione urbana che aderiscono a questo concept sono moltissimi: solo nella citt\u00e0 di Milano sono <strong>previsti 4000 interventi<\/strong>, di cui cento sono gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p>Tra questi <strong>spicca UpTown<\/strong>: esso comprende un\u2019area di 900.000 mq nel quartiere nord ovest della citt\u00e0, tra l\u2019autostrada A4 e il cimitero Musocco. Per ridurre al minimo gli spostamenti in auto dei residenti, ospitati in imponenti lotti, UpTown prevede di soddisfare ogni loro bisogno: zone wellness e relax, parco pubblico di 30 ettari, l\u2019Ospedale Nuovo Galeazzi con 600 posti letto, centri di ricerca per 1200 lavoratori, centro scolastico e il centro commerciale Merlata Bloom, comprensivo di 40 punti ristoro, un cinema multisala e 4000 posti auto.<\/p>\n<h3>Le criticit\u00e0 del progetto UpTown<\/h3>\n<p>Nonostante l\u2019entusiasmo generale, non sono mancate le critiche, che denunciano l\u2019<strong>abuso della pi\u00f9 grande area non edificata nel nord-ovest di Milano<\/strong>. Il progetto <em>senza auto <\/em>ospita un parcheggio per 4000 macchine e sorge ai confini dell\u2019autostrada. Inoltre, la presenza di un centro commerciale, tanto bramato dai milanesi, a cui mancava, attira innumerevoli frequentatori, che nei primi giorni di apertura hanno riscontrato criticit\u00e0 sul fronte viabilit\u00e0, con code di quasi 2 chilometri. L\u2019area verde \u00e8 circondata dall\u2019incessante intervento dell\u2019uomo che continua a colarvi <strong><em>cemento green<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019operato attuale \u00e8 spaventosamente simile a quello del Piano Regolatore del 1935. Cos\u00ec come i razionalisti, i bioarchitetti si pongono come obiettivi la salvaguardia delle aree verdi, la suddivisione razionale degli spazi per funzioni e la creazione di una citt\u00e0 sempre pi\u00f9 moderna. Mentre prima si distruggeva il centro storico e monumentale, oggi si devastano le ultime zone sfuggite all\u2019intervento umano. Sorge quindi un dubbio: <strong>le operazioni definite innovative e rivoluzionarie lo sono veramente o creano solo ulteriori problematiche e disagi?<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1419\" aria-describedby=\"caption-attachment-1419\" style=\"width: 346px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1419\" title=\"visione dall'alto del progetto UpTown\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/03\/daje-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/03\/daje-300x200.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/03\/daje-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/03\/daje-768x512.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/03\/daje-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/03\/daje-2048x1366.jpg 2048w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2024\/03\/daje-1500x1000.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1419\" class=\"wp-caption-text\">Visione dall&#8217;alto dell&#8217;area del progetto UpTown<\/figcaption><\/figure>\n<p>Visione dall\u2019alto dell\u2019area su cui il progetto UpTown opera, che evidenzia il numero elevato di edifici che occupano un terreno in precedenza completamente agricolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonti: Gromia, <a href=\"https:\/\/www.uptown-milano.it\/it\">UpTown Milano<\/a>, MilanoToday.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle questioni legate allo sviluppo delle citt\u00e0 del XX e XXI secolo \u00e8 l\u2019approccio degli urbanisti al restauro e all\u2019introduzione di novit\u00e0 nel territorio nazionale, che \u00e8 mutato e continua a mutare in rapporto alle esigenze ambientali e a quelle della popolazione. 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