{"id":1026,"date":"2023-06-07T11:43:22","date_gmt":"2023-06-07T09:43:22","guid":{"rendered":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/?p=1026"},"modified":"2023-06-07T11:43:22","modified_gmt":"2023-06-07T09:43:22","slug":"liuc-un-bene-da-scoprire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/2023\/06\/07\/liuc-un-bene-da-scoprire\/","title":{"rendered":"LIUC: UN BENE DA SCOPRIRE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\">Nelle giornate del <strong>25 e 26 marzo 2023<\/strong>, l\u2019Universit\u00e0 <strong>LIUC<\/strong> (Libero Istituto Universitario Carlo Cattaneo) di Castellanza \u00e8 stata uno dei beni protagonisti delle <strong>giornate di Primavera<\/strong> organizzate dal<strong> FAI<\/strong> (Fondo Ambiente Italiano) e alle quali hanno collaborato giovani apprendisti ciceroni come noi. L\u2019intento dell\u2019opera del Fai \u00e8 quello di valorizzare e di far conoscere a sempre pi\u00f9 persone beni che costituiscono il patrimonio culturale e sociale del nostro paese, spesso poco considerato e trascurato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">In questo articolo, abbiamo pensato di rivivere con voi il percorso di visita da noi predisposto e mostrarvi aspetti della LIUC forse meno conosciuti.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\"><strong>L\u2019Olona come padrone di casa<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-1056 aligncenter\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/mulino-def-300x219.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/mulino-def-300x219.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/mulino-def-768x560.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/mulino-def.jpg 822w\" sizes=\"(max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>\u00a0<\/strong>La particolarit\u00e0 di questo bene \u00e8 sicuramente la <strong>continuit\u00e0 con il passato<\/strong>. Si tratta di un luogo che ha avuto una grande importanza per la comunit\u00e0 locale, ha modellato il territorio e vi ha lasciato un\u2019impronta importante. Parliamo di un sito che, nel corso degli anni, \u00e8 passato da una <strong>funzione industriale<\/strong>, a un periodo di progressivo <strong>abbandono<\/strong>, al quale sono susseguite una serie di <strong>opere di riqualificazione <\/strong>e di<strong> restauro<\/strong> per dargli la funzione che ha assunto ai giorni nostri. Purtroppo, ci sono ancora moltissime aree lasciate al degrado, ma proprio a questo proposito \u00e8 nato il progetto<strong> MILL<\/strong> (Manufacturing, Innovation, Learning, Logistic), volto a riqualificare in futuro alcune delle zone ancora abbandonate. Perch\u00e9 parliamo di <strong>\u201cOlona come padrone di casa\u201d? <\/strong>La risposta \u00e8 rintracciabile nell\u2019importanza che il fiume ha avuto per l\u2019origine di questo sito. Infatti, il fiume Olona insieme al parallelo Corso Sempione \u2013 Corso Matteotti \u2013 definisce il territorio che ospita l\u2019edificazione di questo particolare fatto urbano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019Olona \u00e8 parte integrante della visione della Valle dell\u2019Olona come <em>locus amoenus<\/em>, soprattutto verso l\u2019inizio e la met\u00e0 dell\u2019800, quando le famiglie provenienti soprattutto da Milano l\u2019hanno scelto come <strong>luogo di villeggiatura<\/strong>. A questa qualit\u00e0 estetica si \u00e8 aggiunta ben presto una <strong>funzione<\/strong> prettamente <strong>lavorativa<\/strong> e <strong>industriale<\/strong>. Fin dall\u2019et\u00e0 moderna in questo territorio erano, infatti, presenti numerosi mulini per la macinazione dei cereali. Molti imprenditori hanno quindi iniziato ad acquistare territori adiacenti al fiume sfruttandone le capacit\u00e0 idriche per avviare le loro attivit\u00e0, inizialmente per mezzo dei <strong>mulini<\/strong>, in seguito grazie a <strong>turbine<\/strong> e <strong>macchine a vapore<\/strong>. Tra questi anche <strong>Costanzo Cantoni<\/strong>, che ha fondato il cotonificio, oggi LIUC, nel 1845.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\"><strong>Un fine non solo pratico, ma anche estetico<\/strong><\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_1049\" aria-describedby=\"caption-attachment-1049\" style=\"width: 392px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1049\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/tappa-B-300x200.png\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/tappa-B-300x200.png 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/tappa-B-1024x683.png 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/tappa-B-768x513.png 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/tappa-B-1536x1025.png 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/tappa-B-1500x1000.png 1500w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/tappa-B.png 1912w\" sizes=\"(max-width: 392px) 100vw, 392px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1049\" class=\"wp-caption-text\">Stabilimento XX secolo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">La prima tappa del nostro percorso \u00e8 rappresentata dal fabbricato costruito tra il 1902 e il 1905 sotto la direzione di <strong>Carlo Jucker<\/strong>. Questo \u00e8 stato il <strong>cuore pulsante<\/strong> dello stabilimento nel XX secolo, dove trovavano spazio i <strong>telai automatici<\/strong> azionati dalla forza del vapore e dove, senza sosta, lavoravano donne, uomini e bambini. \u00c8 caratterizzato da un\u2019architettura eclettica di fine \u2018800 ed \u00e8 sviluppato su tre piani, con ampie finestre in grado di garantire un\u2019illuminazione abbondante. Guardando la facciata, \u00e8 subito evidente il <strong>fine estetico oltre a quello pratico<\/strong>. Per esempio, si possono notare il bugnato del basamento, le lesene in laterizio e le paraste con basi e capitelli sugli spigoli delle torri. Accanto a questo corpo centrale della fabbrica, sono sorti in seguito numerosi edifici, tra i quali magazzini per la spedizione di merci, locali per la direzione amministrativa e spazi per gli operai come lavatoi e docce. Nelle torri che sorgono a intervalli regolari sono contenute le scale di emergenza e sui tetti sono collocate delle vasche per garantire all\u2019interno un grado costante di umidit\u00e0.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\"><strong>Lavoro e lavoratori<\/strong><\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_1048\" aria-describedby=\"caption-attachment-1048\" style=\"width: 293px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1048\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/parcheggio-235x300.png\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/parcheggio-235x300.png 235w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/parcheggio-802x1024.png 802w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/parcheggio-768x980.png 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/parcheggio.png 1068w\" sizes=\"(max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1048\" class=\"wp-caption-text\">Ex sala macchine<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>\u00a0<\/strong>Gran parte degli edifici presenti nella zona a valle del complesso erano organi vitali di quella che era definita <strong>\u201cfabbrica integrata\u201d<\/strong>, ovvero una fabbrica all\u2019interno della quale avvenivano tutti i processi di lavorazione della materia fino ad ottenere il prodotto. Nel pianterreno di questi edifici, oggi utilizzato come parcheggio, sono ancora visibili i solidi pilastri utilizzati per scaricare il peso dell\u2019edificio senza ricorrere a muri, che avrebbero limitato gli spazi necessari per le grandi macchine.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Ma chi erano coloro che lavoravano sulle suddette macchine? All\u2019interno della Cantoni trovavano lavoro principalmente <strong>donne e bambini<\/strong>, che spesso e volentieri erano costretti a sopportare turni di lavoro di anche <strong>dieci o dodici ore<\/strong>; gli uomini, invece, erano occupati a lavorare nei campi per gran parte dell\u2019anno, soprattutto durante il primo periodo di sviluppo industriale. Successivamente saranno gli uomini ad essere impiegati in fabbrica, mentre le donne lavoreranno in casa e nei campi, continuando comunque a compiere in casa i compiti assegnati loro dalle fabbriche. Era molto raro trovare intere famiglie che lavorassero in fabbrica, soprattutto per via delle paghe molto basse, dei luoghi di lavoro malsani e privi di misure di sicurezza adeguate.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\"><strong>Storia di un\u2019iniziativa<\/strong><\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_1066\" aria-describedby=\"caption-attachment-1066\" style=\"width: 265px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1066\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.06.41-e1686129008426-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.06.41-e1686129008426-223x300.jpg 223w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.06.41-e1686129008426.jpg 470w\" sizes=\"(max-width: 265px) 100vw, 265px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1066\" class=\"wp-caption-text\">Costanzo Cantoni<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">Lo stabilimento nacque nel 1845 per iniziativa della<strong> famiglia Cantoni<\/strong>, in particolare di Costanzo, imprenditori protagonisti dello sviluppo dell&#8217;industria cotoniera lombarda gi\u00e0 a partire dalla tarda et\u00e0 austriaca. Costanzo Cantoni chiese di erigere una filatura nei pressi di un mulino gi\u00e0 presente, appartenuto alla famiglia Brambilla e acquistato dagli stessi Cantoni. Il <strong>mulino<\/strong> serviva proprio per azionare, utilizzando la forza dell\u2019acqua, i macchinari che <strong>filavano il cotone<\/strong>. Tra il 1847 e il 1848 Costanzo fece installare una <strong>turbina Kaplan<\/strong> e fece costruire una piccola tessitura, abbinata alla filatura. Nel corso di un ventennio i Cantoni acquistarono diversi mulini lungo il corso dell\u2019Olona e l\u2019opificio sub\u00ec continui ampliamenti e rimaneggiamenti, inglobando anche aree circostanti ed edifici preesistenti, dando vita ad un progressivo <strong>processo di meccanizzazione<\/strong>. Nel 1854 si decise di ricorrere all\u2019energia prodotta dal vapore come nuova forza motrice, installando una <strong>macchina a vapore<\/strong>. L&#8217;<strong>Unit\u00e0 d&#8217;Italia<\/strong> port\u00f2 per la Cantoni una novit\u00e0 a livello societario: l&#8217;11 febbraio 1872 si diede vita al <strong>Cotonificio Cantoni<\/strong> e finanziamenti delle banche portarono ad avere il capitale necessario per l&#8217;ammodernamento degli stabilimenti. Tutti questi miglioramenti per\u00f2 non erano ancora sufficienti per garantire alla societ\u00e0 una piena industrializzazione. Infatti, erano ancora troppi i telai a mano, i costi di produzione erano influenzati dalle conseguenze di un lento sviluppo del sistema dei trasporti (ferroviari), mentre la distribuzione prevalentemente al dettaglio non consentiva di adeguare i prezzi alle variazioni del mercato internazionale. La <strong>manodopera<\/strong>, ancora legata all&#8217;attivit\u00e0 rurale, non garantiva la continuit\u00e0 della produzione in quanto abbandonava l&#8217;attivit\u00e0 industriale in coincidenza con i lavori agricoli. Per riuscire a vedere un forte sviluppo tecnico, bisogna attendere la fine del secolo. Nel 1899 si intraprese un ampliamento del cotonificio che termin\u00f2 nel 1905 con la costruzione dello stabilimento che ancora oggi domina il panorama cittadino. All\u2019inizio del \u2018900 alla dirigenza della societ\u00e0 subentr\u00f2 <strong>Carlo Jucker<\/strong>, personaggio di vitale importanza per la sopravvivenza della Cantoni durante il corso delle imminenti guerre mondiali. Durante la <strong>Prima guerra mondiale<\/strong>, infatti la Cantoni riusc\u00ec a sopravvivere principalmente grazie al suo contributo nei rifornimenti al fronte. La Cantoni forniva ai soldati combattenti tessuti e biancheria e, in compenso, riceveva un pagamento dallo stato. Ci\u00f2 non vuol dire che la societ\u00e0 usc\u00ec intatta dal conflitto, al contrario si trov\u00f2 in difficolt\u00e0 e, nei brevi anni di pace che seguirono, tent\u00f2 di rimettersi in carreggiata, riscontrando una breve risalita dal periodo di crisi. Con l\u2019arrivo della <strong>Seconda guerra mondiale<\/strong> la situazione peggior\u00f2. La societ\u00e0 si ritrov\u00f2 costretta a utilizzare tutte le proprie scorte, poich\u00e9 impossibilitata a intraprendere scambi internazionali o con altri paesi europei. Con la fine della Seconda guerra mondiale, inizi\u00f2 il <strong>progressivo declino<\/strong> della Cantoni, ritrovatasi arretrata, svantaggiata, isolata e ormai non pi\u00f9 competitiva. Negli anni successivi si assistette a diversi cambi di rotta da parte della direzione, prima si prov\u00f2 con la produzione di <strong>fibre sintetiche<\/strong>, poi di <strong>tessuti stampati<\/strong>, entrambe strategie rivelatesi fallimentari, fino ad arrivare all\u2019inevitabile chiusura alla met\u00e0 degli anni Ottanta del \u2018900.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\"><strong>La vita dell\u2019imprenditore<\/strong><\/span><\/h3>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-1026 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/immagine-whatsapp-2023-06-07-ore-11-08-36\/'><img width=\"300\" height=\"200\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.08.36-300x200.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" 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Esso deve il suo nome proprio alla presenza di <strong>Villa Cantoni-Jucker<\/strong>, una splendida residenza settecentesca, attualmente sede dell\u2019accoglienza per le matricole dell\u2019Universit\u00e0. Costanzo Cantoni ha acquistato l&#8217;abitazione e il parco nel 1847, cos\u00ec da porre la sua dimora accanto alla fabbrica, come era frequente a met\u00e0 Ottocento. Queste ville venivano costruite ispirandosi alle antiche ville del patriziato lombardo. Esse avrebbero garantito all\u2019imprenditore un<strong> maggiore prestigio<\/strong> e un\u2019effettiva<strong> visibilit\u00e0 sociale<\/strong>. ln epoca pi\u00f9 recente la villa ha subito importanti lavori di manutenzione, ma sono stati mantenuti alcuni elementi originali: due colonne, probabilmente l&#8217;antico accesso alla villa stessa e un portico, in origine chiuso da vetrate, con archi a sesto ribassato e colonne tuscaniche in granito rosa. La dimora si sviluppa su due piani e presenta un impianto a &#8220;C&#8221;. Anche il colore dell\u2019intonaco giallo intende riprendere i caratteri tipici di queste ville.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">La villa \u00e8 direttamente collegata alla tipica<strong> serra<\/strong> <strong>inglese<\/strong> (<em>glasshouse<\/em>), elemento immancabile nelle grandi dimore aristocratiche. Quest\u2019ultima \u00e8 stata voluta da <strong>Eugenio Cantoni<\/strong> (figlio di Costanzo), il quale ha dimostrato di conoscere i modelli inglesi, in quanto le serre italiane erano per la maggior parte ancora costituite da un edificio in muratura con finestre che, per\u00f2, non garantivano la stessa illuminazione di quelle inglesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Oltre alla serra, nel giardino, restaurato in occasione dell\u2019apertura dell\u2019Universit\u00e0 LIUC (1991), si trova anche una <strong>grotta artificiale<\/strong>, ispirata a quelle presenti in molti giardini delle ville fin dal \u2018500. Questa presenza nel parco ha lo scopo di <strong>evocare un sogno<\/strong>: il <em>locus amoenus<\/em> che sta agli antipodi della fabbrica e dei suoi convulsi ritmi produttivi. La grotta \u00e8 percorsa da due rampe di scale esterne che conducono a una terrazza belvedere e presso l\u2019accesso principale sono collocati i resti di due dei quattro putti reggi lampione che, in origine, erano posizionati sui pilastri del cancello di ingresso al parco su corso Sempione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\"><strong>Uno degli ultimi interventi<\/strong><\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_1083\" aria-describedby=\"caption-attachment-1083\" style=\"width: 479px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1083\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.25.50-300x146.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"233\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.25.50-300x146.jpg 300w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.25.50-1024x500.jpg 1024w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.25.50-768x375.jpg 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.25.50-1536x750.jpg 1536w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.25.50.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1083\" class=\"wp-caption-text\">Intervento Latis<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\"><strong>\u00a0<\/strong>Sempre nella parte alta dello stabilimento \u00e8 possibile osservare l\u2019intervento compiuto nell\u2019ultima fase industriale della Cantoni. Esso risale agli anni che vanno dal 1960 al 1964 ed \u00e8 opera dei fratelli <strong>Vito e Gustavo Latis<\/strong>. I due fratelli, entrambi laureati in architettura, avevano fondato a Milano lo Studio Latis Architetti. Proprio al loro studio \u00e8 stato affidato questo intervento con lo scopo di creare una <strong>moderna fabbrica.<\/strong> Si tratta di <strong>tre edifici o \u201cepisodi\u201d indipendenti<\/strong>, caratterizzati da una forte orizzontalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il <strong>primo edificio<\/strong> realizzato \u00e8 quello destinato ad accogliere i <strong>magazzini<\/strong>, oggi sede della LIUC Business School. Presenta una struttura in calcestruzzo ed \u00e8 articolato su tre piani pi\u00f9 un livello cantinato. L\u2019edificio si caratterizza per la bellezza delle facciate dove si trova un disegno a riquadri sfalsati, delimitati da cornici in graniglia di cemento, che ospitano le finestre oppure elementi in laterizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Il <strong>secondo edificio<\/strong> viene edificato tra il 1961 e il 1962 ed \u00e8 destinato alle <strong>operazioni di spedizione <\/strong>e al<strong> campionario<\/strong>. Oggi in questo edificio ha sede la biblioteca universitaria e alcune aule. Anche questo immobile \u00e8 dotato di una struttura in cemento armato e presenta tre piani, il pi\u00f9 alto dei quali \u00e8 arretrato a formare una sorta di terrazzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">L\u2019ultimo intervento a opera dei fratelli Latis \u00e8 la costruzione tra il 1963 e il 1964 della <strong>Torre<\/strong> a nove piani che avrebbe ospitato gli <strong>uffici<\/strong>. Oggi la torre \u00e8 la sede degli studi dei docenti e della segreteria. Quello che negli altri due edifici era uno sviluppo orizzontale, qui diviene una ricerca di verticalit\u00e0. Il pianterreno e la porzione dell\u2019edificio opposta al fronte strada sono in cemento armato a vista e ospitano piccole aperture. Da questo blocco sporgono, quasi agganciandosi, i restanti piani dell\u2019edificio, composti da un telaio in alluminio, una struttura secondaria in profilati di ferro, pannellature in cristallo grigio cupo e doppi vetri.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\"><strong>Aldo Rossi e la LIUC<\/strong><\/span><\/h3>\n<figure id=\"attachment_1073\" aria-describedby=\"caption-attachment-1073\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1073\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.12.49-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.12.49-210x300.jpg 210w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Immagine-WhatsApp-2023-06-07-ore-11.12.49.jpg 585w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1073\" class=\"wp-caption-text\">Aldo Rossi<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left\">Come, quando e perch\u00e9 la ex Cantoni si trasforma in LIUC? Tra il 1989 e il 1991 una vasta area dell\u2019ex cotonificio Cantoni fu riqualificata dall\u2019<strong>Unione degli Industriali<\/strong> della provincia di Varese su progetto dell\u2019architetto <strong>Aldo Rossi<\/strong>, con l\u2019obiettivo di creare la sede dell\u2019Universit\u00e0 LIUC. Fondata nel 1991, prende il nome di Libero Istituto Universitario Carlo Cattaneo; il progetto s\u2019ispira dunque alle idee di quest\u2019ultimo, volendo realizzare un\u2019universit\u00e0 nata dalle imprese e per le imprese. <strong>Carlo Cattaneo<\/strong> \u00e8 infatti convinto che, al centro delle risorse dello sviluppo economico, anche locale, vi sia sempre l\u2019uomo con le sue qualit\u00e0 intellettuali. Oggi l\u2019Universit\u00e0 si pone come continuatrice della spinta industriale di cui questa zona \u00e8 testimone, in primis occupando gli edifici della ex tessitura. La scelta di Aldo Rossi come architetto non \u00e8 affatto casuale: Rossi fu incaricato proprio per la sua convinzione riguardo al fatto che un edificio pu\u00f2 permanere in un contesto urbano come <strong>persistenza viva<\/strong> anche molto tempo dopo la sua costruzione. Lo scopo del suo progetto \u00e8 di <strong>restauro<\/strong>, di <strong>conservazione<\/strong> e di <strong>riuso<\/strong>. Ci\u00f2 vuol dire che Aldo Rossi ha iniziato il suo ragionamento su questo <strong>spazio umano<\/strong> con l\u2019intenzione di reinterpretare gli edifici industriali, mantenerli, definire le loro nuove funzioni e integrarli alla citt\u00e0. Vengono aperti al pubblico gli spazi verdi che prima erano i giardini delle ville dei residenti, utilizzando il tema \u201cparco\u201d come elemento unificante; il nucleo della parte a monte viene riorganizzato a favore dei servizi di segreteria e amministrazione dell\u2019Universit\u00e0, di una parte didattica e della costruzione di una grande aula magna, poi non edificata. Al fine di semplificare la vita degli studenti e dei professori, a valle, oltre agli edifici per la didattica ricavati dalla ristrutturazione del primo opificio, vennero realizzati anche parcheggi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ffffff\">Tra presente e passato<\/span><\/h3>\n<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-1026 gallery-columns-3 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/portale-ingresso\/'><img width=\"210\" height=\"300\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Portale-ingresso-210x300.png\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-2-1041\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Portale-ingresso-210x300.png 210w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Portale-ingresso-717x1024.png 717w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Portale-ingresso-768x1097.png 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/Portale-ingresso.png 900w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-1041'>\n\t\t\t\tTorri d&#8217;ingresso\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/accesso-caffe\/'><img width=\"193\" height=\"300\" src=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/accesso-caffe-193x300.png\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" aria-describedby=\"gallery-2-1046\" srcset=\"https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/accesso-caffe-193x300.png 193w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/accesso-caffe-660x1024.png 660w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/accesso-caffe-768x1192.png 768w, https:\/\/bloglab.festivalglocal.it\/newstopia\/wp-content\/uploads\/sites\/34\/2023\/06\/accesso-caffe.png 865w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-2-1046'>\n\t\t\t\tColonne bar\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p style=\"text-align: left\">Il senso dell\u2019intervento di Aldo Rossi \u00e8 ben percepibile nella zona a monte, soprattutto nella <strong>Piazza dei Gelsi<\/strong>. La piazza rappresenta infatti una sorta di <strong>spazio perfetto<\/strong>, che punta al futuro conservando le tracce del passato, della storia e della cultura locali. Le <strong>torri d\u2019entrata<\/strong>, per esempio, richiamano le torri medievali e il materiale in cui sono realizzate, il mattone rosso, porta alla mente il cotto lombardo e la produttivit\u00e0 che ha sempre caratterizzato le zone della Lombardia. I <strong>gelsi<\/strong> inoltre richiamano la tradizione della filatura e della tessitura nel territorio lombardo. Altri elementi di ispirazione pi\u00f9 classicheggiante sono presenti nel resto della piazza, come il richiamo all\u2019antica Grecia con l\u2019architrave in ferro sorretta da <strong>due colonne<\/strong>, presente all\u2019entrata dell\u2019odierno bar.<\/p>\n<p style=\"text-align: left\">Si conclude cos\u00ec la nostra riflessione sulla LIUC, un bene tutto da scoprire e ricco di tradizione e cultura che <strong>supera il tempo<\/strong>. Un sito che racconta la storia non solo di una famiglia, ma di tutte le persone che hanno partecipato al suo sviluppo e vi hanno lavorato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di Ielmini Ludovica e Trotti Giacomo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle giornate del 25 e 26 marzo 2023, l\u2019Universit\u00e0 LIUC (Libero Istituto Universitario Carlo Cattaneo) di Castellanza \u00e8 stata uno dei beni protagonisti delle giornate di Primavera organizzate dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) e alle quali hanno collaborato giovani apprendisti ciceroni come noi. 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