Caorle: tre giorni per prepararsi a partire


Wep, associazione che promuove soggiorni studio all’estero,  organizza ogni anno due weekend di orientamento per tutti gli studenti in partenza verso i posti più svariati in tutto il mondo.
Di questi, se ne svolge uno durante l’inverno per tutti coloro che frequenteranno il secondo semestre scolastico (o solo una parte di questo) in scuole straniere, e uno a maggio al villaggio San Francesco di Caorle (nel Veneto) per le partenze estive.

L’ “orientation” è un evento molto atteso da tutti, teenager e organizzatori, in quanto è una bellissima esperienza che invoglia ancor di più i ragazzi a partire.
L’ultimo si è tenuto nel weekend dall’11 al 13 di questo mese, e ha visto la partecipazione di più di 1200 ragazzi desiderosi di conosce il mondo.

Al villaggio si alloggia in bungalow da 4/6 persone ciascuno, divisi in ordine alfabetico, ma in questi si rimane sostanzialmente solo la notte, dato che le giornate sono pienissime e molto intense.

Durante il giorno si è divisi in gruppi da circa 30 persone in base alla destinazione finale, e ogni gruppo è affidato a un “wep buddy”, cioè un ragazzo o una ragazza che già hanno affrontato periodi scolastici in paesi esteri e sono disposti a testimoniare le loro esperienze con tutti i pro e contro, dare consigli e rispondere a tutte le domande dei ragazzi.
Ci sono diverse sezioni durante l’orientamento, in cui vengono spiegate le regole del programma, ci si prepara a ogni possibile situazione famigliare per quanto riguarda la “host family”  (famiglia ospitante), si parla delle proprie aspettative, come comportarsi in determinate situazioni e si parla anche di cose più tecniche, come i bagagli, i documenti necessari ecc.

In questi momenti possono essere fatte tutte le domande che passano per la testa, si confrontano le proprie paure e i propri pensieri, e si conoscono altre persone che hanno avuto il coraggio di affrontare questa avventura.

Se si hanno dei momenti liberi si può anche andare a fare il bagno in una delle 4 piscine o al mare (essendo il villaggio sulla spiaggia).

Poi la sera, dopo cena ci si ritrova tutti per divertirsi e ballare, e i più coraggiosi possono salire sul palco della “wep arena” per mostrare i propri talenti a tutti.

Un momento molto importante dell’orientation è quando viene chiesto di scrivere una lettera a se stessi da chiudere in una busta e riaprire esattamente a metà del proprio soggiorno all’estero. Questa lettera è molto utile per lasciarsi frasi incoraggianti, perché può capitare durante il programma di voler mollare tutto e tornare a casa, ma basta ricordarsi tutto del duro lavoro e della voglia di partire che si aveva per cambiare idea e capire che tornare sarebbe un grande errore.

Quindi, ogni anno migliaia di teenager intraprendono viaggi che cambieranno le loro vite, e questi giorni di orientamento sono fondamentali oltre che molto divertenti, al punto che nessun ha mai voglia di tornare a casa.
La speranza è che questa intraprendenza da parte di così tanti ragazzi molto giovani non finisca mai, e anzi, se possibile, anche che aumenti.

Bottelli Emma

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