Un ultimo saluto ad Avicii


Se n’è andato all’improvviso. Mentre era in vacanza con amici. Avicii, al secolo Tim Bergling, è morto all’età di 28 anni.
Era un produttore discografico e Dj svedese che aveva raggiunto in età giovanissima la fama mondiale e che qualche anno fa aveva deciso di ritirarsi dalle scene pubbliche per potersi dedicare solo alla sua grande passione, la musica.

Avicii inizia a fare musica all’età di 18 anni, scrivendo e remixando canzoni nella sua stanza; successivamente pubblica i suoi pezzi gratuitamente su un blog di musica elettronica svedese.

Le sue creazioni sono influenzate molto da artisti come Axwell Laidback Luke, Steve Angello e Daft Punk.

Nel 2008, Ash Pournouri scopre lo stesso Tim e la sua musica e lo promuove fino al punto di diventare il suo manager.

Il nome d’arte che il giovane dj sceglie è quello di “Avicii” che in sanscrito significa senza onde e rappresenta per i buddisti l’ultimo livello dell’inferno.

Dopo anni di incredibili successi e collaborazioni con artisti da tutto il mondo come Rita Ora, Martin Garrix e Madonna, nel 2014 si ritira dalle attività musicali dal vivo a causa di problemi di salute e di alcolismo; la pancreatite di cui soffre da anni per l’abuso di alcool, gli provoca l’esportazione della cistifellea e dell’appendice.

Nel 2016 è importante ricordare una collaborazione con il celebre cantautore italiano Zucchero Fornaciari nel brano “ten more days”.

La sua carriera termina all’improvviso il 20 aprile 2018 quando la sua agente Diana Baron ne annuncia la morte, all’età di 28 anni. 

Dieci giorni dopo il sito TMZ riporta che Avicii ha scelto di togliersi la vita con i cocci di una bottiglia di vino in vetro.

Con una tragica e inaspettata fine, diciamo addio a uno dei più grandi produttori musicali degli ultimi tempi.

Abbatescianna Giorgia, Franzetti Chiara

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