La prof Frosina si racconta: “Ho visitato solo il 9% del mondo”


È una docente di italiano con una passione particolare per … il mondo. Il viaggio è il suo hobby e la strada della conoscenza ancora lunga…

Qual è stato il suo primo viaggio e quali emozioni ha provato?”
Ho cominciato a viaggiare molto giovane con i miei genitori, soprattutto con mia mamma che è sempre stata una grande viaggiatrice; il primo viaggio che ricordo bene è stato a 12 anni lungo tutta la costa della  Iugoslavia, poi a 13 anni la Grecia, e l’anno seguente ho visitato la Tunisia facendo il tour delle oasi: forse questo è stato quello più emozionante perché è stato il primo particolare in quanto abbiamo attraversato il deserto con la jeep oppure con i cammelli tra le oasi e a quell’ età è stata un’esperienza molto forte. Uno dei viaggi più interessanti, dal punto di vista culturale, l’ho fatto a 18 anni, come premio per la maturità, visitando il Cairo, Luxor e Assuan in compagnia di un archeologo. Successivamente ho smesso di viaggiare per alcuni anni, ma dal 2013 ho ricominciato visitando il Marocco.

“Cosa intende lei con il termine “viaggio” e ritiene importante organizzare visite d’ istruzione per gli studenti?”
Il viaggio non è una vacanza: c’è molta differenza tra essere turisti e viaggiatori. Il viaggiatore è colui che viaggia per scoprire e conoscere nuovi Paesi, popoli e usanze. Non viaggio per riposarmi o per rilassarmi: il mio è uno scopo esclusivamente culturale. È importante organizzare bene i propri viaggi infatti, continuerò a viaggiare con l’agenzia Avventure Nel Mondo perché è un viaggio di scoperta e di conoscenza. È inoltre importante documentarsi bene prima di partire e pianificare l’itinerario dal punto di vista della logistica.
Sono importanti le visite d’istruzione a patto che siano tali e non delle gite goliardiche; anche in questo caso gli studenti devono essere preparati in anticipo e stimolati ad apprezzare i luoghi che visitano, i musei e le opere d’arte ed è un’educazione che dovrebbe essere garantita agli studenti.

“Qual è il più bel viaggio che abbia mai fatto e perché lo considera tale? “
Ogni viaggio nelle sue particolarità può essere emozionante e significativo per vari motivi. Io amo in particolar modo l’Africa, quindi direi che il miglior viaggio che abbia mai fatto è quello iniziato alle cascate Vittoria nello Zimbabwe, che mi ha portato attraverso il Botswana con il delta dell’Okavango e la Namibia per poi concludersi nel Sud Africa a Città del Capo: un viaggio molto vario ed interessante dal punto di vista naturalistico ed etnografico. Inoltre ho trovato interessante il sud- est asiatico, tra cui il Vietnam e la Cambogia, così come il Messico, il Guatemala e il Belize. Però, quello più interessante lo farò quest’estate: visiterò il Perù, la Bolivia e il Cile: un viaggio di 25 giorni attraverso i luoghi più significativi come Machu Picchu e i Salares boliviani.

“Cosa consiglia di fare prima di viaggiare? Ha mai avuto paura?”
Consiglio di documentarsi bene, scegliere in base ai propri gusti e ai propri desideri perché il mondo è grande e vario. Il viaggio si vive tre volte: prima nella preparazione, durante e dopo tramite tutte le foto scattate che dovranno essere ben organizzate per poter rivivere il viaggio continuamente. Non ho mai avuto paura di viaggiare, ma ho paura di andare in aereo perché non mi piace affidarmi completamente alle mani del pilota poiché si è inermi e impotenti, ma nonostante questo la voglia di visitare è così grande che ogni volta salgo con le dita incrociate.

“Qual è stato il suo viaggio più recente?”
La mia ultima esperienza e forse anche la più difficile dal punto di vista delle condizioni, è stata la Siberia e la Mongolia, perché vivere una settimana insieme ai nomadi mongoli nelle loro tende, secondo le loro usanze, senza servizi igienici e comfort non è stato facile.

ANNA DOTTO, SOFIA AMODEI, GIADA ANTOCI, ERIKA D’AGOSTINO

 

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