FLOWEN: un sogno che si realizza


Cosa ti spinge ad andare avanti, a provare e riprovare quando ti senti demoralizzato e sconfitto? La passione è ciò che ti porta a perseverare nonostante le difficoltà, ed è anche ciò che ha guidato Flavia Lowenstein nel suo percorso verso la realizzazione del suo sogno.

Figlia di due imprenditori, ha deciso di non seguire la strada tracciata dai genitori, ma quella che considerava più giusta per sé, quella della designer di gioielli.

Che studi hai intrapreso? Che facoltà hai scelto da giovane?
Sono una designer di accessori, ho studiato al Fashion Institute of Technology di New York, dove mi sono laureata con “Summa cum laude”. Ho poi continuato i miei studi e ho conseguito un master in sviluppo e gestione dei prodotti di moda all’istituto “Marangoni” a Milano, dove mi sono laureata con “Trenta e lode”

Qual è la tua attuale occupazione?
Sono la fondatrice e direttore creativo di FLOWEN un brand di gioielleria ed accessoristica con sedi a Los Angeles e Miami e con settore produttivo in Veneto, in Italia. Lavoro anche ad Hollywood e Los Angeles come direttore artistico e progettista di produzione per clienti come Paramount Pictures, Plan B e Mirada Studios fondati da Guillermo del Toro. Lavoro per la realizzazione di servizi fotografici o video musicali. Tra gli altri ho diretto Brad Pitt, Sophia Bush e Mia Maestro.

Da dove è nata la tua iniziativa? Cosa ti ha ispirata?
La mia iniziativa nasce dal mio amore per la moda, l’arte e la cultura. Sono sempre stata attratta dalla bellezza delle arti creative. Vi sono stata introdotta molto presto, i miei genitori mi hanno fatto conoscere l’arte durante i nostri viaggi intorno al mondo: dalla visita alle piramidi d’Egitto quando avevo appena 10 anni, a tutti i musei visitati ovunque siamo andati.

Il mio amore per la moda deriva da mia madre, mi ha aperto gli occhi verso questa passione quando ero molto giovane, ma posso dire di essermelo sempre sentito: quando avevo 3-4 anni guardavo le scarpe delle persone ancora prima di guardarle in viso.

Chi ti ha dato una mano nell’avviare questo progetto?
Ci sono voluti quattro anni prima che FLOWEN venisse lanciato nel 2015 durante la settimana della moda di New York.
Sono stata introdotta ad una nuova forma di progettazione di oggetti tridimensionali possibile solo grazie all’utilizzo di software innovativi, che porta poi alla fabbricazione, in Italia, di gioielli e accessori realizzati in un modo non convenzionale, utilizzando tecnologie di rottura e artigianato. Ho conosciuto questa nuova forma di progettazione grazie al mio compagno Juan Azulay.

Qual era il tuo sogno da bambina? Pensi di averlo realizzato?
All’età di 14 anni volevo diventare una designer di interni, finchè mio padre non mi ha chiesto perchè non volessi cercare lavoro nel campo della moda. Non sapevo la si potesse studiare. Ricordo che mi chiese se volessi essere come Fendi… Immagino sia stato questo he mi ha portata ad intraprendere la mia carriera nel campo degli accessori piuttosto che in quello dell’abbigliamento.
Sono fortunata a poter dire che sto facendo ciò che amo, ciò che mi viene naturale. Sogno le mie collezioni durante la notte e i devo svegliare per farne gli schizzi, così da non dimenticarle prima di arrivare in studio.
Non so se ho già realizzato i miei sogni, ciò che mi spinge a continuare è la voglia di fare sempre meglio e di creare articoli iinnovativi, di essere sempre più visibile e ammirata d coloro che trovano i miei progetti interessanti. Non ho paura di sperimentare apportando unicità e cambiamenti al mondo dell’accessoristica e della gioielleria.

Nel tuo percorso hai incontrato personalità di rilievo?
Oh da dove comincio?
Ho incontrato molte persone interessanti durante il mio percorso nel campo della moda e dell’arte. Durante il mio primo tirocinio per un produttore di scarpe di lusso, a Padova, ho lavorato a fianco di Silvia Venturini Fendi, diegnando scarpe per Fendi quando avevo solo 22 anni e lei stava intraprendendo la sua carriera di designer per la ditta di famiglia.
A partire da quel momento ho incontrato designer di moda, modelle, attori e musicisti: Dolce & Gabbana, Gianni Versace, Rick Owens, Alberta Ferretti, Mary Katranzou, Cindy Crawford, Helena Christensen, Linda Evangelista, Naomi Campbell …. Roberto Matta, Darren Aronofsky, Salma Hayek, Brad Pitt, Benedict Cumberbatch, Sophia Bush, Mia Maestro, Shirley Manson, Sigur Ros…
Ne sto dimenticano così tanti!

Ti sarebbe piaciuto intraprendere la carriera dei tuoi genitori?
No! Questo è il mio percorso, il mio sogno, la mia vita.

 

 

Veronica Taglietti
Arianna Pellini

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