Da Cunardo a Londra… con effetti speciali


Alan Stanzione è un premio Oscar. Nato a Cunardo 33 anni fa, ha ottenuto successi e soddisfazioni grazie alla sua passione.

Nella vita, infatti, si occupa di creare effetti speciali per i film. Tra i suoi successi  Vita di Pi” che ha ottenuto persino il prestigioso Oscar a Hollywood.

Nella vita, però, il suo mondo non è solo il cinema. Ormai le sue capacità lo hanno portato a percorrere differenti vie.

Alan Stanzione

Che cosa ti ha spinto a scegliere questa strada ?
Sin da bambino il mondo del cinema mi ha sempre affascinato. Dalla mia passione per film come “Ritorno al futuro” o “Star Wars” è nato il desiderio di capire come questi film venissero realizzati. Così ho cominciato a guardare video relativi al duro lavoro che viene svolto dietro le quinte e ne sono  stato letteralmente stato attratto.

Che tipo di università hai scelto di fare?
Ho studiato ingegneria elettronica ma posso dire che non mi è stata molto utile per questo lavoro. Ciò che veramente mi ha permesso di capire come svolgere il mio lavoro sono stati i tutorial e i racconti dei backstage trovati in siti internet specializzati. È  qualcosa che si apprende con applicazione e tanta pratica, senza dover necessariamente seguire un percorso accademico. Bisogna soprattutto avere la volontà di provare a comprendere tutto il procedimento nascosto che ha portato alla realizzazione di ciò che vediamo sullo schermo.

Quando hai terminato gli studi universitari hai fatto altri corsi di specializzazione ?
No , mi è bastato seguire i siti Internet specializzati. C’è ad esempio un forum per italiani che offre la possibilità di imparare a lavorare in questo determinato settore seguendo i consigli di gente che ne ha già fatto parte e che ha esperienza.

Dove hai lavorato fino a oggi?
Sono sttao in una compagnia a Milano e in una a Roma ma direi che la più grande di cui ho fatto parte è quella di Londra, la MPC.

E attualmente dove vivi?
Vivo sia a Londra che a Cunardo. Generalmente vengo a Cunardo per alcuni weekend e il resto del tempo lo trascorro a Londra.

Dev’essere estenuante doversi continuamente spostare. Ti piace viaggiare costantemente?
Beh, inizialmente era bello perché avevo la possibilità di entrare in contatto con realtà diverse dalla mia e con persone di differenti culture e preparazione. A Londra è difficile trovare un inglese “originale”! E quindi sì, si ha la possibilità di scoprire cose nuove, di cambiare anche il proprio modo di vivere ma dopo anni e anni di spostamenti da un luogo all’altro la situazione diventa più difficile da sostenere.
Rimane bello viaggiare ma parte dell’entusiasmo iniziale scompare. Trasferirsi significa sempre dover cominciare da zero e quindi anche i rapporti con gli amici e i familiari diventano molto difficili da mantenere. Io fino ad ora sono stato in diversi luoghi : le compagnie collaborano tra loro e si trovano sparse nel mondo: dalla Nuova Zelanda al Canada, agli Stati Uniti e ovviamente all’Inghilterra.

Ti sei trovato bene a lavorare in equipe ?
Sì, è bello perché ci sono moltissime persone con cui confrontarsi. Ci sono innumerevoli punti di vista, moltissime idee. Solo a Londra ci sono circa 700 persone a occuparsi di questo settore! Alcuni lavorano sul lato creativo, altri invece su quello molto più tecnico. Ognuno ha il proprio ruolo. Tuttavia è anche molto stressante e difficile perché bisogna sempre seguire un ritmo molto veloce di vita e si ha davvero poco tempo per dedicarsi a qualcos’altro.
Da qualche anno poi sto lavorando in proprio. Ho una mia compagnia con un socio.

Hai qualche progetto in corso di cui puoi parlare?
Siamo impegnati da 2 anni nella realizzazione di un software che è già stato testato in Cina, Canada e Australia. Poi stiamo sviluppando un nuovo software per l’animazione e uno per la realizzazione di prototipi innovativi di occhiali. Più altri piccoli progetti .

Quali sensazioni ti trasmette vedere i film a cui hai lavorato finalmente finiti?
La cosa più bella è quando alla fine di un film posso sentire i commenti delle altre persone. Ad esempio ricordo che quando sono andato a vedere Robin Hood, alla cui produzione ho collaborato, le persone si domandavano dove fosse stata girata l’ultima scena. In effetti non esiste quel luogo, avevamo creato tutto noi! Vedere che nessuno se ne rendesse conto mi ha fatto molto piacere e, in generale, mi rende fiero vedere il frutto di un duro periodo lavorativo.

In qualche film il tuo nome è comparso anche nei titoli di coda ?
Sì , anche quella è una cosa che dà molta soddisfazione. È molto difficile essere nominato nei titoli di coda di un film perché moltissime persone ci lavorano e spesso più compagnie, magari ciascuna molto grande. Quindi bisogna fare una scelta di nomi. Il mio è comparso in film come Robin Hood, World War Z e Guardiani della galassia. La prima cosa che ho fatto è stata cercarlo tra migliaia di altri e controllare che fosse scritto giusto, cosa che accade di rado! Con Vita di Pi invece abbiamo preso un Oscar. Ed è stata un’emozione unica.

Irene Giudici

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