Chemofobia


Col termine chemofobia, letteralmente “paura della chimica”, si intende generalmente l’assunzione irrazionale che tutte le sostanze chimiche siano dannose e nocive, mentre tutte le cosiddette “sostanze naturali” siano buone e salutari.

Wikipedia

Questa paura oggi è molto comune, negli anni si è diffusa a causa della disinformazione della popolazione e del continuo aumentare di notizie senza un reale fondamento. Se vogliamo fare un esempio possiamo parlare del monossido di diidrogeno, una sostanza presente in quasi la totalità degli ambienti:

  • È il principale componente delle piogge acide;
  • Può causare la morte se inalata in piccole quantità;
  • È ampiamente utilizzato nella produzione di energia nucleare;
  • Se è allo stato solido danneggia le cellule e i tessuti;
  • È ampiamente utilizza nell’agricoltura e di conseguenza la possiamo trovare nella maggior parte degli alimenti.

È stato fatto un piccolo sondaggio in alcuni Paesi europei chiedendo ai cittadini se fossero favorevoli all’abolizione di questa sostanza chimica (Video Youtube); con queste poche informazioni una buona parte della popolazione ha risposto che erano favorevoli al suo bando.
Lo stesso sondaggio è stato fatto anche, su alcuni delegati dell’ONU, che come la gran parte della popolazione, hanno firmato questa petizione per abolire il monossido di diidrogeno.
Di fatto il monossido di diidrogeno non è altro che il nome IUPAC dell’acqua. Ciò ci fa rendere conto che tra la popolazione (e anche tra gli esperti) c’è molta disinformazione riguardo la chimica.
Una buona parte dei cittadini europei vorrebbe completamente abolire le sostanze chimiche, questo perché credono che chimico sia uguale ad artificiale; in realtà le sostanze chimiche si trovano anche in natura. Tra di esse possiamo trovare le sostanze più velenose oppure le più salutari per l’uomo e per l’ambiente. La paura per le sostanze chimiche è stata amplificata da alcuni disastri chimici avvenuti in passato come quello di Seveso (Articolo) o quello di Bhopal (Articolo) in cui sono state rilasciate sostanze dannose sia per noi che per l’ambiente. I nomi di queste sostanze erano: diossina e isocianato di metilene; questi nomi possono sembrare (per coloro che non conoscessero la nomenclatura chimica) molto simili alle sostanze contenute in alcuni cibi o bevande, e questo potrebbe indurre ad una scorretta interpretazione, di conseguenza a una paura per queste sostanze. (Video Youtube)

Come nell’immagine sopra in cui sono descritti alcune delle sostanze presenti in una banana (Foto originale).

Ideatore di questa curiosa ed efficace iniziativa è James Kennedy (Vedi articolo), un insegnante di chimica delle scuole superiori di Melbourne in Australia. James ha creato quest’immagine e svariate altre per “dissolvere l’idea sbagliata e la paura immotivata che le persone nutrono nei confronti della chimica e per dimostrare che la natura sviluppa ed evolve composti, meccanismi e strutture molto più complicate ed imprevedibili rispetto a qualsiasi cosa si possa ricreare in laboratorio”.

Secondo noi questa paura irrazionale dei composti chimici è stata alimentata tanto dall’utilizzo dei pesticidi (Approfondisci pesticidi); un tempo venivano utilizzati in modo sconsiderato dalle aziende anche perché non si sapeva quali fossero le reali conseguenze. Oggi però i pesticidi sono utilizzati in una maniera molto più controllata e i prodotti sono molto meno nocivi per le piante, gli animali e l’uomo. Infatti cercare di eliminare questi “veleni” diventerebbe un problema, poiché senza di essi le piante sarebbero senza protezione. Secondo uno studio fatto dall’Università di Piacenza risulta che le perdite nei raccolti in Italia sarebbero elevatissime senza l’utilizzo di pesticidi. Di fatto però rimane l’idea che i prodotti biologici siano meglio di prodotti trattati con sostanze chimiche (Naturale meglio di chimico?). Molte persone però non sanno che solo se la confezione riporta la scritta 100% biologico, allora questo prodotto è completamente biologico. Tutti quei prodotti che vediamo etichettati come “biologici”, contengono un minimo del 95% di ingredienti biologici, e il restante 5% può variare. Può capitare che le aziende che vendono prodotti biologici se ne approfittino, vendendo prodotti non 100% biologici ma a prezzi nettamente superiori. (Approfondisci biologico)

Un altro grande esempio di chemofobia che possiamo dare è la diffidenza verso i vaccini: molte persone hanno paura di farsi vaccinare; questo può portare enormi problemi per la sanità di tutti: se la maggior parte di una popolazione non si vaccinasse non si riuscirebbe a contrastare a pieno una malattia, come potrebbe essere il Covid-19 in questo periodo, ma in generale anche le altre malattie, come la più comune influenza.

Essendo la chemofobia una paura infondata basata sulla disinformazione della popolazione l’unico modo per contrastarla è informare la popolazione (Vedi articolo). Riteniamo che sia necessario insegnare, soprattutto alle nuove generazioni, che la chimica usata correttamente non è nociva.

 

Arosio Andrea, Ballico Mattia, Molina Russel, Zaccara Stefano -3F 2020/2021

Previous Dino Messina nella Giornata del Ricordo: contro la minimizzazione degli orrori delle Foibe
Next La figura femminile nel Ciclo carolingio

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *