Sud Africa, un paese arcobaleno


Paesaggi che variano dall’arido bush del Kruger ai vastissimi prati verdi dell’Addo, squali e balene sulle coste affacciate sul blu intenso degli oceani e “big five” nei parchi nazionali, abitanti con origini e tradizioni completamente diverse vivono fianco a fianco, parlando ben 11 lingue ufficiali diverse: tutto questo ha fatto guadagnare al Sudafrica il soprannome di “paese arcobaleno”.

Questo paese è talmente vasto che è impossibile cogliere a pieno la sua bellezza con i tour organizzati che spesso si limitano ai luoghi più famosi e turistici come il Kruger National park e Cape Town; per questo abbiamo deciso di fare un viaggio un po’ diverso, partendo da Johannesburg in macchina per poi arrivare a Cape Town. La prima parte del viaggio è stata sicuramente la più caratteristica, dopo aver visto cascate e canyon i primi giorni siamo arrivati al Kruger National Park: una delle riserve naturali più grandi di tutta l’Africa, con una superficie di circa 20.000 km2 che si estende dal nord del Sudafrica fino al confine con il Mozambico. In questo parco vivono alcuni tra i più grandi mammiferi della terra, tra i quali tutti e 5 i “big five”, ossia i 5 più pericolosi per l’uomo quando cacciava a piedi: l’elefante, il leone, il leopardo, il rinoceronte e il bufalo. Non è necessario partecipare ai safari organizzati per vedere gli animali, basta entrare all’interno del parco con la macchina e sperare di avere fortuna, spesso gli animali attraversano anche la strada, a volte in branchi. Dopo il primo giorno di safari all’interno del Kruger ci siamo spostati in una riserva privata, adiacente al parco. Lì, grazie ai safari guidati e con le jeep, siamo riusciti a vedere la maggior parte degli animali che ci mancavano. Oltre agli animali abbiamo visto paesaggi spettacolari soprattutto all’alba e al tramonto.

Dopo le emozioni e gli spettacoli dei safari siamo ripartiti percorrendo una strada poco turistica, che spesso viene evitata con voli interni, attraverso la quale siamo riusciti a vedere una parte di “Africa vera”: distese infinite di piccole case alternate a chilometri disabitati, senza abitazioni né costruzioni di altro tipo o cittadine molto caotiche. Sulla strada ci siamo fermati a Santa Lucia, città famosa per gli avvistamenti degli ippopotami sia lungo il fiume sia nelle strade della città.

Altri giorni indimenticabili sono stati quelli all’Addo Elephant National Park, il secondo parco più importante del Sudafrica. Gli animali presenti nei due parchi sono gli stessi ma i paesaggi sono completamente diversi: il Kruger è dominato dalla vegetazione tipica della savana arida e semidesertica, mentre l’Addo è ricoperto da distese di prati verdi e da una vegetazione molto più ricca. Questo parco ha la più grande concentrazione di elefanti di tutto il Sudafrica e da questo deriva il suo nome.

Dopo aver visitato l’entroterra ci siamo spostati sulla costa, inizialmente sull’oceano Indiano poi sull’Atlantico. I luoghi più interessanti qui sono stati Cape Agulhas e Hermanus. Cape Agulhas è il punto più meridionale del Sudafrica, anche se molti pensano che sia il capo di Buona Speranza, qui si incontrano i due oceani. Hermanus, invece, è una piccola città affacciata sull’oceano Atlantico, famosa per i frequenti avvistamenti di balene che nuotano nella baia.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata Cape Town, lì abbiamo visitato la prigione dove è stato rinchiuso Nelson Mandela, la zona del porto e il centro della città. La parte più affascinante della città è però la Table Mountain, una delle più antiche montagne del mondo che fa da sfondo e da simbolo allo skyline di Città del Capo. Si può arrivare in cima ad essa grazie a una funicolare o attraverso vari sentieri escursionistici per poi godersi la vista dell’intera città, dell’oceano, della baia e dell’altopiano. Da Cape Town si può raggiungere velocemente il capo di Buona Speranza, famoso per le frequenti tempeste e estremità meridionale della penisola del Capo, qui si può osservare lo splendido paesaggio con le scogliere a picco sull’oceano. Vicino al capo c’è anche Boulders Beach famosa per la sua colonia di pinguini.

Alessia Ravizza 5F

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